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Bonifacio Bergamelli, per sempre icona del Podone Skytrail

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Nel momento di diffondere il comunicato stampa sul Podone Skytrail, apprendiamo con grande cordoglio che Bonifacio Bergamelli si è spento, essendo stato vittima di un incidente stradale mentre – fedele al suo spirito sportivo – era in sella alla sua bicicletta.

Bonifacio Bergamelli | photo credit: Cristian RIVA

Gan Nembro e Elle Erre si stringono intorno alla famiglia e alla cara Sara per la scomparsa di papà Bonifacio. Un atleta che possiamo senz’altro definire grande, capace di profondere nella comunità nembrese e nell’ambiente sportivo un fortissimo senso di umanità, una particolare sensibilità ed empatia nei confronti degli altri e disinteressata passione per l’agonismo e lo sport.

La gentilezza di Bonifacio è testimoniata dal seguente ringraziamento che ha voluto rivolgere al comitato organizzatore del Podone Skytrail per averlo coinvolto:

«È fondamentale per me ringraziare voi, i componenti del Gan e chi ha ripristinato questa gara, che per me era importantissima. Io ho avuto occasione di ripeterla ancora, nonostante la mia “giovane” età, con mia figlia, però mi sono dimenticato di ringraziare tutti, quelli che hanno contribuito e hanno fatto degli sforzi per ripristinare questa gara, li ringrazio molto, molto, grazie!».

Noi, Bonifacio, ringraziamo te.

Gan e Elle Erre

Da destra Bonifacio, Sara e Pasquale Bergamelli | photo credit: Cristian RIVA

I FRATELLI BERGAMELLI & IL PODONE SKYTRAIL: UNA STORIA SPECIALE

Il 30 settembre si correrà la seconda edizione del Podone Skytrail organizzato dal Gan, Gruppo alpinistico nembrese. La gara prenderà il via da Nembro e si svilupperà lungo la dorsale montuosa delle Podone. Nell’attuale versione è “nuova”, ma questa competizione, nella versione del Trofeo Leone Pellicioli risale agli anni sessanta. Per questo cogliamo l’occasione per presentarvi i fratelli Bergamelli, Bonifacio e Pasquale, protagonisti della gara sulle Podone dall’inizio, negli anni Sessanta, e ancora al via nell’edizione del 2017.

Dei Bergamelli, Pasquale, classe 1938, è il più anziano. È lui il vincitore del Leone Pellicioli nel 1966: parliamo degli albori delle corse in montagna, quando era l’Oratorio David di Nembro che organizzava la gara per aggregare gli appassionati e il parroco procurava le scarpe da ginnastica il giorno prima della corsa per permettere di partecipare anche a chi, come lui, non aveva tempo e mezzi. Pasquale, operaio tessile, non aveva tempo per allenarsi, eppure, in quegli anni, era vincente o sempre tra i primi. Nel 70 ha smesso con l’agonismo, in coincidenza anche con l’interruzione o diminuzione delle gare in provincia di Bergamo. È il periodo in cui si impongono le corse non competitive. Le non competitive, in alcuni casi, avevano premi più ricchi delle gare degli anni sessanta, così risultavano egualmente tirate perché i partecipanti tentavano di vincere e si preparavano accuratamente.

Ed ecco parallelamente farsi strada il fratello più giovane, Bonifacio, classe 44. Anche lui impegnato 9 ore al giorno, come meccanico alla Laminal di Nembro. Bonifacio, comunque, risultava vincente e metteva tutti in riga: dopo il lavoro si allenava, la sera: Albino, Selvino, monte Cereto – dove gli animali della sua stalla lo attendevano per il pasto serale – e giù di corsa su Nembro. E l’attrezzatura? Le si chiamava scarpe rock and roll: un elastico e sotto un pezzo di plastica: in discesa le scivolate erano assicurate…

Comunque la passione per la corsa è stata confermata anche durante la leva: Bonifacio è riuscito ad aggregarsi al gruppo sportivo degli alpini podisti, grazie alle sue doti di corridore. Di fatto, non ha mai smesso di correre, dal Trofeo Leone Pellicioli, alle non competitive, alla ripresa delle corse in montagna vere e proprie, avvenuta nell’88 al Giro delle Podone, dove in alcune edizioni è stato primo nembrese.

Di aneddoti ne ha da raccontare Bonifacio, che non ha mai corso per vincere, ma ha avuto momenti di eccellenza in cui riusciva a battere atleti di chiara fama, come quella volta della gara da Pradalunga al monte Misma e ritorno: quando è arrivato sul traguardo nessuno ci credeva che fosse primo, perché aspettavano atleti del calibro di Privato Pezzoli.

I risultati prestigiosi non si esauriscono qui. Bonifacio ha vinto nella sua categoria sia la Maratona di Torino sia quella di Roma. Nelle gare degli alpini, disputate con l’Ana Bergamo, ha portato a casa innumerevoli medaglie.

In ogni caso, Bonifacio si è sempre prodigato per la corsa in sé, perché fosse di tutti e per tutti, come quell’anno in cui è rimasto ultimo a far da scopa a un torinese che non correva, ma si è fatto tutto il percorso al passo.

Per questo suo spirito autenticamente sportivo è stimato e amato dai concittadini di Nembro.

E veniamo all’oggi, meglio alla edizione del 2017. La figlia Sara, è riuscita a coinvolgere, col suo entusiasmo, papà Bonifacio in una impresa di famiglia: correre il Podone Skytrail insieme. All’inizio perplesso e poco convito delle doti di fondo di Sara, il papà ha cercato di far desistere la figlia da quest’impresa dura e faticosa. Ma dopo aver corso in prova un terzo del sentiero della gara, Bonifacio ha accettato. Entrambi sempre insieme hanno concluso il Podone Skytrail, sostenuti da un tifo sincero di tutti i nembresi che li conoscevano ed erano sul percorso per incitarli e applaudirli. Grande la commozione e la soddisfazione di Sara, per aver “portato” ancora una volta in gara il suo papà Bonifacio.

Questa storia familiare e locale, di aggregazione, riconoscimento reciproco, di serena sportività dentro la sofferenza e l’asprezza della corsa e della competizione, pensiamo sia la miglior presentazione della prossima edizione della gara del Podone e un invito a parteciparvi per apprendere con autentico spirito sportivo la vittoria, la sconfitta e la capacità di misurarsi con le proprie forze e con gli altri.