Tendinopatia, sfatiamo qualche mito

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Dopo aver parlato di evoluzione delle calzature e di analisi dell’appoggio negli articoli precedenti, adesso vorrei iniziare a trattare le patologie vere e proprie che colpiscono di frequente i podisti. Cominciando con la tendinopatia.

street-marathon-corsa-varieChi non ha mai sofferto di una tendinopatia, più comunemente chiamata tendinite? Sicuramente qualcuno c’è. Ma probabilmente sono in maggioranza i runner che hanno sperimentato sulla propria pelle una forma di questo problema: tendine d’achille, tendine rotuleo, zampa d’oca, bandelletta ecc.

Ci sono molte cose che in realtà ancora non sappiamo riguardo a queste patologie, ma ce ne sono altre che ormai si conoscono con certezza e dovrebbero essere applicate nella pratica quotidiana da chi ha a che fare con la cura di queste problematiche. Purtroppo non sempre è così e spesso ciò che ci si sente offrire come cura primaria è semplicemente: il riposo.

Vi anticipo che il mito numero 1 da sfatare è proprio questo, le tendinopatie non migliorano con il riposo. Certo, il dolore potrà attenuarsi, ma alla ripresa dell’attività quasi sicuramente il tendine tornerà a dolere e questo perchè il riposo non ha aumentato la tolleranza del tendine al carico, ma anzi, l’ha diminuita!

Nel prossimo articolo quindi cercherò di sfatare altri miti e di spiegarvi come sarebbe meglio agire in caso di un problema ai tendini, secondo quanto affermano le più recenti scoperte della letteratura scientifica, ovviamente in linea generale e sempre tenendo ben presente che ogni persona ha una storia a sé, differente da tutte le altre.

Nel frattempo vi invito a postare eventuali domande o curiosità nello spazio riservato ai commenti. Cercherò, per quanto possibile, di darvi una risposta.

Alex Baldaccini di AB Fisio
Studio Fisioterapico della Val Brembana