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Date da bere alle castagne: appunti di uno sguardo che vede bellezza nel libro di Juri Pianetti

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«Ci sono Gesti, che non sono obbligatori, essenziali o indispensabili, ma che, se vengon fatti, tutto prende inaspettatamente un Sapore diverso, un sapore incredibilmente Buono».  “Date da bere alle castagne”, di Juri Pianetti – maestro di snowboard, barista, speaker, cabarettista – il libro di racconti made in valle Brembana.

Juri Pianetti Dare da bere alle castagne

“Date da bere alle castagne” è una raccolta di brevissimi racconti. Ma meglio lo descriverei come un libro che parla della bellezza. Esiste la grande bellezza, certo, ma anche quella piccola, ed è questa che Juri Pianetti disegna delicatamente in queste pagine. Pagine, per la verità, composte in uno stile bizzarro che, al primo sguardo, farà strizzare gli occhi a grammatici e tipografi – iniziali Maiuscole dedicate alle Parole più Importanti,
a capo
che seguono i pensieri
dell’autore
come in una poesia –
ma che riflette probabilmente l’animo assieme tranquillo, colorato e meticoloso dell’autore.

Gli scritti di Juri narrano storie che sono fotografie. A volte l’otturatore scatta rapido, coglie istanti, movimenti, un attimo perfetto. Altre i soggetti si mettono in posa, il ritrattista li indaga, cerca l’angolo migliore, approfondisce. Infine qualche immagine è una macro, il dettaglio vicinissimo riempie tutto l’obiettivo, che radente le superfici racconta le pieghe, i granelli di polvere. Ogni girar di pagina è uno scatto avanti della pellicola. Sì, perché sono sicura che se Juri fosse un fotografo non userebbe uno smartphone, ma la vecchia reflex del nonno, quello che lo portava sui tornanti di montagna nella cinquecento e gli regalava gli adesivi della frutta.

Appende i suoi racconti come panni su un filo, in ordine sparso, genuini e onesti nella loro semplicità. Ci invita dietro al bancone del suo bar, a un tavolino accanto ai suoi clienti, ci accompagna sulle curve con la moto. Ci fa spazio accanto a sé su un masso, dove ti siedi a riposare dopo la salita e a guardare giù le valli. Le piste e i boschi dall’alto dello skilift, i giochi in paese da bambino, persone e personaggi, sportivi e sport, auto, motociclette e biciclette.

Tutto è per Juri materia di racconto. Da lontano, nel tempo, come la vecchia foto di due austeri sposi di decenni fa; da vicino, nello spazio, tra le rughe del legno di noce. È commovente quando spiega gioioso di un elastichino, una robina da nulla per legare i capelli, che diventa un braccialetto e un soggetto da osservare, da descrivere, di cui scrivere. Di questo parla il libro di Juri, della bellezza piccola, del trovare entusiasmo nelle minuzie, di come basta mutare lo sguardo per trasformare ciò che si vede. In tutto c’è bellezza, ma bisogna saper guardare.

Juri Pianetti, Date da bere alle castagne. 2016.

Elena Villa