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Gli etiopi Siraj Gena Amda e Dembeli Chefo Shuke: re e regina della Maratona di Torino

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La 32ª Maratona di Torino disputata domenica 4 novembre 2018 va agli etiopi Siraj Gena Amda e Dembeli Chefo Shuke, re e regina della 42,195 km. L’azzurra Sara Brogiato all’esordio sulla distanza centra il terzo posto assoluto.

L’etiope Siraj Gena Amda ha vinto la 32^ Maratona di Torino in 2:14:48, davanti ai keniani Moses Mengich (2:15:51) e Benjamin Kiprop Serem (2:16:55). Un podio assoluto che è stato anche il mattatore di tutta la gara. Sono stati infatti i primi tre classificati a timbrare per primi il passaggio al 10° km dopo 31’28”, alla mezza maratona in 1:06:46 e al 30° km in 1:35:36. Dopo il 35° km Amda ha aumentato il ritmo, riuscendo a staccarsi dai due diretti avversari e involarsi poi verso il traguardo, assicurandosi la vittoria. Primo tra gli italiani e quinto assoluto Giovanni Grano (Nuova Atletica Isernia, 2:19:03), seguito, in una top 3 tutta italiana da Carmine Buccilli (Asd Atletica Santa Marinella, 8° assoluto, 2:24:36) e Corrado Pronzati (Maratoneti Genovesi, 9° assoluto, 2:32:33).

La ventiduenne Dembeli Chefo Shuke si è aggiudicata la 32ª Maratona di Torino al femminile in 2:35:53. L’etiope, alla sua seconda esperienza sulla distanza dopo l’esordio in Cina nella scorsa primavera, ha preceduto la keniana Caroline Cherono (2:36:59) e l’italiana Sara Brogiato (2:38:58). Come nella gara maschile, le tre donne salite sul podio sono state le assolute protagoniste di tutta la competizione. Dopo essere passate tutte e tre insieme al 10° km (36’28”) e alla mezza maratona (1:17:38), Shuke ha distanziato Cherono e Brogiato, transitando al 30° Km in 1:50:53 contro 1:51:09 della keniana e 1:51:10 dell’azzurra. La sua progressione è stata vincente.

Sara Brogiato, torinese e all’esordio sulla distanza nella sua città, al traguardo della 32ª Maratona di Torino ha dischiarato: «Fino al 30° Km è andato tutto benissimo, non mi sentivo per niente stanca tanto che ho anche pensato di aumentare un po’ la velocità. Poi, mi sono detta che non era il caso di rischiare e quindi ho mantenuto il mio ritmo. Ho fatto bene, perché proprio dal famosissimo muro del 30° km ho iniziato a sentire la stanchezza: avevo fiato, ma le gambe non giravano al meglio. Devo ringraziare la mia lepre, Said, che mi ha incoraggiato tantissimo, e il mio allenatore Gianni Crepaldi, che mi ha seguito per tutta la gara e non mi ha mai fatto mancare il suo supporto. Sono felicissima, sono salita sul podio al primo tentativo, anche se mi ero ripromessa di stare sotto le 2:35-2:36. Correre la maratona? È bellissimo».

Brogiato ha preceduto, in una classifica tutta italiana, Paola Salvatori (Us Roma 83, 2:50:59) e Romina Casetta (Gsr Ferrero Asd, 2:58:39).