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Valeria Straneo e Peter Ndorobo campioni della 12ª Giulietta e Romeo Half Marathon

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Verona. Sole caldo che sembrava di essere a primavera inoltrata alla Giulietta e Romeo Half Marathon, oltre 7mila runner al via dall’Agsm Forum per la mezza maratona Gold Label Fidal e per l’Agsm Duo Marathon in staffetta e 1500 persone in piazza Bra per la Lidl Monument Run. 

Il Romeo di questa 12ª Giulietta e Romeo Half Marathon è stato il keniano Peter Kwemoi Ndorobo (Purosangue Athletics) che ha spinto sull’acceleratore senza timore, nel carattere dei formidabili atleti degli altipiani africani. Gara di testa, sempre ‘push’ come dicono loro, sempre in spinta totale al massimo delle possibilità. Gara in solitaria e vittoria tra due ali di folla pronta ad aspettarlo sulla tribuna davanti al mega schermo che ha trasmesso in diretta la gara in piazza Bra sul Liston. Primo posto in 1h00’43”, che per 19” non è il primato della corsa fissato nel 2017 da Edwin Koech, ma è il bis dell’anno passato quando Ndorobo trionfò in 1h01’01”. Gara diversa rispetto al 2018, lì fece un duello spalla a spalla fino allo sprint finale con Chelanga Kalale, quest’oggi la strada era tutta per lui. Ancora Kenya per il secondo posto con Joel Kipkenei Melly che con 1h02’37” si avvicina, e non di poco, al suo personal best; mentre brillano i colori di Germania sul terzo gradino del podio con Petros Amanal, finisher in 1h03’32”, oggi esordiente d’eccezione sulla distanza di mezza maratona.

Applausi per Lorenzo Dini (Fiamme Gialle) che è il primo italiano in classifica al quinto posto. Gara di sostanza per l’allievo di Stefano Baldini (sul percorso di gara in bici come coach) che firma qui alla Giulietta & Romeo Half Marathon il nuovo primato personale con 1h03’53”, il primo sub1h04’ della carriera. Il suo miglior tempo fino ad ora risaliva ad Agropoli 2017 quando fece 1h04’19”: «Sono molto soddisfatto, speravo in 20” in meno per essere ancora più contento ma dopo due soli mesi di allenamento va bene così. Mi è mancato un po’ il finale dove sono calato. Sia io che mio fratello Samuele che ora è infortunato siamo motivati e stiamo dando il massimo. L’obiettivo è fare la prima maratona in autunno e con un allenatore come Baldini non potranno che essere grandi cose. C’è da lavorare tanto ma siamo qui per questo». Un po’ sotto tono Alessandro Giacobazzi che nel febbraio 2017 sulle strade veronesi fece un 6° posto in 1h05’35” mentre oggi si è piazzato ottavo in 1h05’53”.

La Giulietta era tanto attesa e ha fatto capire che, nonostante i 42 anni e qualche acciacco di questi ultimi due anni, si sentirà parlare ancora di lei. Parliamo dell’azzurra Valeria Straneo (Laguna Running Ssd) che trionfa in 1h12’33” e a suo modo fa il bis anche lei. Aveva già vinto nel 2014 con tanto di titolo di campionessa italiana di mezza maratona, mentre nel 2016 dovette ritirarsi al 17 km per infortunio. Si è scaldata tanto Valeria prima del via, esercizi, stretching, almeno 7-8 km corsi in progressione per essere allo start già mentalmente in gara: «Ho avuto qualche problemino in questa settimana ed ero un poco timorosa, non pensavo nemmeno di poter vincere. Con il mio allenatore Stefano Baldini stiamo facendo le cose per bene e con calma. Da un mese abbondante mi segue e i risultati già stanno arrivando – dice una sorridente e sempre disponibile Valeria sulla linea di arrivo -. Era questo di Verona un primo vero test per impostare il prossimo ciclo di allenamenti, dovevo provare a correre a 3’25” al km di media e chiudere sul passo di 1h12’30” e così è stato, obiettivo di oggi centrato anche se è stata dura nella parte finale, ho stretto i denti. Poi correre qui a Verona con una giornata così è fantastico, i runner e i tifosi mi hanno scaldato il cuore. Ora preparo una maratona da correre in primavera, non so ancora quale». Ancora Italia per il secondo gradino del podio femminile con la portacolori dell’Esercito Laila Soufyane che si è presentata in piazza Bra in 1h12’58”: «È un rientro più che buono – ha affermato Laila – avevo preventivato 1h14’ finale ed è andata ancora meglio. Farò la Maratona di Roma, è un rientro per quello, Roma è eterna, sono sicura mi riserverà una bella sorpresa». Come per gli uomini anche nella gara femminile terzo posto per la tedesca Heim Thea con 1h14’38” che significa nuovo primato personale per lei, cancellato l’1h15’13” di Hannover 2017. Non bene per la keniana Kinah Cheruto che ha chiuso quarta in 1h18’07”, ben lontana dai suoi normali standard qualitativi.