Adamello Ultra Trail, Zanconato vince e Filippini da record nella 170 km

Adamello Ultra Trail 2026 Cristina Filippini 170km
Cristina Filippini | Ph. Giacomo Meneghello

Adamello Ultra Trail 2026 si chiude a Vezza d’Oglio con la rimonta vincente di Andrea Zanconato nella 170 km e la prova da record di Cristina Filippini, quinta assoluta in 31h15’07”. Vittorie italiane anche nelle altre tre distanze: Moreno Sala ed Eleonora Corazza nella 100 km, Giuseppe Pedretti e Marta Cassai nella 60 km, Sergio Bonaldi e Raffaella Rossi nella 35 km. Sui Camminamenti della Grande Guerra cala così il sipario sulla dodicesima edizione.

La dodicesima edizione dell’Adamello Ultra Trail si è conclusa domenica 27 settembre con le premiazioni della prova regina. Circa mille gli atleti arrivati da 33 Paesi per le quattro distanze tra Alta Val Camonica e Alta Val di Sole, in un fine settimana accompagnato da condizioni meteo favorevoli. Otto successi italiani su otto nelle classifiche maschili e femminili, lungo percorsi che attraversano anche i Camminamenti della Grande Guerra.

Zanconato completa la rimonta nella 170 km

Andrea Zanconato ha vinto la 170 km con 11.500 metri di dislivello positivo in 27h20’50”, riportando il successo italiano sulla distanza più lunga dopo due edizioni vinte da atleti stranieri. Il 37enne di Arzignano ha costruito la gara in progressione: nelle prime fasi ha corso insieme a Peter Kienzl, mentre davanti Daniele Nava e Luca Brambilla hanno preso margine. Nava, nonostante un fastidio al ginocchio, ha poi lasciato Brambilla e proseguito da solo al comando. Alle sue spalle Zanconato ha progressivamente ridotto il distacco fino ad agganciarlo al Rifugio Bozzi; il sorpasso è arrivato sulle rampe del Passo dei Contrabbandieri, dove il vicentino ha preso definitivamente il largo senza più essere raggiunto.

Nava, vincitore nel 2023, ha terminato secondo in 27h48’27”, conquistando la terza medaglia d’argento consecutiva, mentre lo svizzero Michael Furrer ha completato il podio in 30h03’24”. «Sono contentissimo, perché è stata una vittoria cercata e fortemente voluta. La 100 km, tagliata per maltempo lo scorso anno, mi aveva lasciato l’amaro in bocca e volevo tornare sulla 100 miglia, che mi si addice maggiormente. Aver vinto su atleti di questo calibro è sicuramente motivo di orgoglio. Grazie all’organizzazione e a tutti i volontari dei ristori. Si sente che questo è un evento vissuto da tutta la comunità», ha commentato Zanconato. Nava ha invece sottolineato il significato della sua presenza al via dopo una stagione complicata dal punto di vista fisico: «La vera impresa è stata essere qui dopo un’estate così travagliata. Ho dovuto rinunciare a tante cose, ma questa è la mia gara del cuore e non potevo mancare. Anche in buone condizioni non avrei ripreso Andrea: complimenti a lui. Io ormai sono abbonato al secondo posto».

Filippini quinta assoluta e record abbassato di quasi tre ore

La prova femminile della 170 km ha avuto una protagonista netta in Cristina Filippini. L’atleta camuna ha preso l’iniziativa sin dalle prime fasi e, ristoro dopo ristoro, ha costruito un margine sempre più ampio, superando lungo il percorso anche numerosi concorrenti della gara maschile. La campionessa uscente Kristína Kmeťová, indicata tra le principali favorite, è stata costretta al ritiro per un problema fisico; Filippini ha invece proseguito fino a chiudere in 31h15’07”, tempo che le è valso non soltanto la vittoria femminile, ma anche il quinto posto assoluto.

Il crono rappresenta inoltre il nuovo record del percorso e migliora di quasi tre ore il precedente primato, stabilito nel 2019 da Cristiana Follador. Secondo posto per la svizzera Denise Zimmermann, vincitrice dell’edizione 2021, in 35h49’50”, terza la slovena Tjaša Seliskar in 37h17’01”. «Una vittoria incredibile tra la mia gente. Neanche nei miei sogni migliori avrei potuto immaginare una gara di questo tipo e un risultato del genere. Ho ricevuto tantissimo affetto lungo il percorso e questo mi ha dato l’energia per andare avanti. Grazie a tutti», le parole di Filippini dopo l’arrivo.

Moreno Sala ed Eleonora Corazza vincono la 100 km

Nella 100 km, con 6.050 metri di dislivello positivo, Moreno Sala ha chiuso in 13h15’35”. Il lecchese ha trascorso buona parte della gara alle spalle di Stefano Butti, prima che i problemi fisici costringessero quest’ultimo al ritiro. Sala ha recuperato terreno nella zona del Passo dei Contrabbandieri e il cambio al comando si è concretizzato a Vescasa; da lì ha mantenuto la testa fino al traguardo. Carmine Fraioli e Matteo Dovana sono arrivati insieme a Vezza d’Oglio in 13h23’12”. «Una bella soddisfazione. Mi spiace per Stefano Butti, che si è dovuto ritirare, ma è una gara decisamente dura. Io stesso ho avuto problemi di stomaco verso metà gara, ma poi mi sono ripreso e ho tenuto botta fino alla fine. Grazie a tutti per il supporto lungo il percorso: mi tenevano sempre aggiornato sul distacco e quindi, alla fine, sapevo di poter gestire il vantaggio», ha raccontato Sala.

Tra le donne Eleonora Corazza ha condotto la gara sin dalle prime battute e ha concluso in 16h23’24”. Alle sue spalle la bresciana Luisa Gasparini in 16h58’29” e la tedesca Stephanie Gil in 17h31’07”. Per la friulana il successo ha avuto anche un significato personale: «Oggi è stata una giornata fantastica, su un percorso bellissimo e ricco di amore da parte dei volontari. Dedico questa vittoria al mio compagno, che parlava sempre dell’Adamello Ultra Trail. Purtroppo è mancato da poco e ho deciso di correre anche per lui. Ho capito perché ne era stato stregato».

Cassai completa il quadro della 60 km

La 60 km maschile aveva già regalato venerdì una tripletta bresciana, con Giuseppe Pedretti primo in 7h05’36” davanti ad Andrea Zenoni e Michele Albrici. Al femminile il successo è andato alla fiorentina Marta Cassai, che ha completato il percorso in 9h11’12”, precedendo la spagnola Estelita Fernandez Santin in 9h37’46” e Sara Patricia Andreotta in 9h51’50”. «Una gara bellissima, organizzata e segnata benissimo. La parte delle trincee è veramente suggestiva, e mi ha colpito molto anche il passaggio in Valle delle Messi e la gentilezza dei volontari. L’obiettivo è la 170 km, ma avendo iniziato da poco voglio andare per gradi», ha spiegato Cassai.

Bonaldi davanti nella 35 km, terzo successo per Raffaella Rossi

L’ultima prova a prendere il via è stata la Adamello Short Trail di 35 km, partita sabato da Monno. Sergio Bonaldi, bergamasco di Serina, ha vinto in 3h26’19”, precedendo Massimiliano Corsini in 3h32’49” e Maurizio Merlin in 3h37’59”. «Una bella vittoria per concludere la stagione. C’erano tanti giovanissimi in gruppo con me ma sono riuscito a gestire d’esperienza, risparmiando qualcosa in salita e aprendo il gas in discesa», ha commentato Bonaldi.

Tra le donne Raffaella Rossi ha centrato la terza vittoria personale sulla distanza, dopo i successi del 2021 e 2022. La valtellinese ha chiuso in 4h08’14”, davanti a Marina Pedretti in 4h15’46” e Daniela Bravi in 4h16’42”. Con il terzo successo Rossi raggiunge lo svizzero Walter Manser, indicato dall’organizzazione come l’unico altro atleta capace di vincere per tre volte la stessa distanza dell’Adamello Ultra Trail.

Adamello Ultra Trail chiude la dodicesima edizione

La dodicesima edizione si chiude così con successi italiani in tutte le quattro prove, maschili e femminili: Zanconato e Filippini nella 170 km, Sala e Corazza nella 100 km, Pedretti e Cassai nella 60 km, Bonaldi e Rossi nella 35 km. Nel bilancio conclusivo l’organizzazione ha voluto dedicare l’edizione, oltre che ad Aldo Sandrini, anche a Mario Citroni, storico volontario scomparso pochi mesi fa. Un ultimo richiamo alla comunità che accompagna ogni anno la gara sui sentieri dell’Adamello e sui Camminamenti della Grande Guerra, prima dell’appuntamento con l’edizione 2027.

Leggi anche: Adamello Ultra Trail, tripletta bresciana nella 60 km: vince Pedretti

Leggi anche: Adamello Ultra Trail: tutti gli iscritti alle quattro distanze

Home » Adamello Ultra Trail, Zanconato vince e Filippini da record nella 170 km
ARTICOLI CORRELATI

Ultimi Articoli