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mercoledì, Giugno 12, 2024

L’esperienza di correre bendati: buona la prima per la Sei Ore di Azzano

Sabato 1 ottobre si è corsa ad Azzano San Paolo la prima edizione della Sei Ore di Azzano, manifestazione podistica non competitiva nelle versioni “Staffetta 6 per 1 ora a squadre” e “6 ore individuale”, organizzata da Simona Pievani, Walter Zoeschg e Antonio Cuda, con la collaborazione dell’associazione culturale Azzano Giovani e patrocinata da Regione Lombardia, Comune di Azzano San Paolo e Uci – Unione Ciechi e Ipovedenti di Bergamo.

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Azzano San Paolo (BG) – Alla Staffetta podistica a squadre hanno partecipato 29 team, tra cui uno (“Quelli del Boni”) interamente composto da atleti ipo e non vedenti. Gli iscritti alla “6 ore individuale” sono stati invece 13, tra cui due donne.

I premi offerti dagli sponsor sono andati a:

– Le migliori tre squadre, nell’ordine: Running Time (con 99 km percorsi) – Morot and friends (93 km) – Club Pantera Rosa (92 km).

– La migliore squadra composta da atleti ipo/non vedenti: il già citato team dei “Quelli del Boni” (che nelle 6 ore ha cumulato ben 73 km).

– I primi tre uomini iscritti alla “6 Ore individuale”, nell’ordine: Franco Togni (con 74 km percorsi) – Matteo Bertoli (72 km) – Roberto Baronio (63 km).

– Entrambe le donne iscritte alla “6 Ore individuale”, nell’ordine: Agostina Zambelli (52 km) e Claudia Gibellini (48 km).

– Le prime tre migliori prestazioni orarie, nell’ordine: Raphael Tahary del team “Running Time” con 18 km percorsi nella propria frazione oraria – Franco Zanotti (16 kmh) – Nadir Cavagna (16 kmh).

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Grande soddisfazione tra i concorrenti, a cui sono risultati particolarmente graditi la location, il passaggio dal Parco degli Alpini e l’esperienza del “percorso al buio” (un percorso di circa 200 metri in cui ogni atleta – al termine della propria performance – è stato bendato ed accompagnato da un compagno di squadra o dai volontari presenti fino al traguardo).

Soddisfatti anche i numerosi accompagnatori, che – oltre a godere degli eventi collaterali rivolti ai più giovani nel limitrofo Parco dell’Anfiteatro – hanno potuto sperimentare il “bar al buio” e gustare in modo diverso (in un ambiente completamente privato della luce) un caffè o uno snack.

Tutto questo si traduce in grande visibilità – anche sui media – per il Comune e per il “Centro di ipovisione e riabilitazione visiva” ospitato nelle adiacenze del Parco degli Alpini, prestatosi a campo gara.

Entusiasti gli organizzatori di questo “evento zero” – Simona Pievani, Walter Zoeschg e Antonio Cuda – che nel dichiarare più che centrato l’obiettivo prefissato alla vigilia della manifestazione, ringraziano gli sponsor che hanno creduto nel progetto e danno appuntamento all’edizione 2017.

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