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Correre in autunno con le Scott Supertrac Rc 2

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Testate per voi da Montagna Express

Volendo fare allenamenti impegnativi in questo autunno inoltrato, le Supertrac Rc 2 offrono la giusta protezione. Sia su terreno accidentato che contro il freddo, pur non essendo scarpe in Gtx.
scarpa scott supertrac

L’evoluzione del modello di punta di Scott, la Supertrac Rc 2, ci è arrivata per il test nella consueta scatola minimalista in stile all black. Appena aperta la colorazione black/yellow ci sembra una scelta appagante sul piano estetico, con una grafica accattivante anche per l’uso di tutti i giorni; alla bilancia hanno staccato un peso di 260 gr (cadauna) nella taglia 42.

Prese in mano danno subito una sensazione di solidità e cura nella scelta e nell’abbinamento dei materiali, balza all’occhio la suola. Rispetto alla precedente versione sono stati leggermente ridotti i tacchetti nel numero di quelli presenti sul tacco, ma sono stati ingranditi con dimensioni più generose, mentre rimane quasi invariato il numero e le dimensioni di quelli presenti sull’avampiede, con il caratteristico disegno radial traction che si sviluppa partendo da un pivot centrale posizionato in zona metatarsale.

La vera novità è rappresentata dall’introduzione nelle Rc 2 di un rockplate in carbon-kevlar nella zona mediale, ben visibile sotto un paio di millimetri di suola e che dà una notevole rigidità alla parte centrale del piede, semplicemente utilizzando le mani risulta impossibile flettere la scarpa comprimendo tacco e punta.

scarpa scott supertrac suola

L’intersuola in Aero foam Infinity presenta sempre un differenziale di 5mm, come il modello precedente, con una altezza da terra di 17,5 mm all’avampiede e di 22,5 al tallone, a detta della casa la rivisitazione dovrebbe garantire un 14% in più di risposta in termini di rullata e pure un miglioramento del potere ammortizzante.

Abbandonando il contatto con il terreno si arriva ad un ulteriore nuovo salto di qualità nella scelta del materiale con la scelta di realizzare la tomaia utilizzando il prestigioso brevetto svizzero di Schoeller, precisamente il Coldblack che dovrebbe garantire un’ottima protezione, resistenza agli strappi e contemporaneamente riscaldare di meno e mantenere fresco il piede facendolo traspirare.

La tomaia è protetta nella parte anteriore da un puntalino che è la naturale prosecuzione della suola e lungo per la maggior parte della superficie dall’applicazione di un ulteriore pellicola protettiva. Ottimo il supporto al tallone e la protezione dello stesso.

Il passaggio dei lacci, di tipo tradizionale, è a occhielli sulla tomaia, ad esclusione di 4 passa-lacci in tessuto catarifrangente. La linguetta è leggermente imbottita ed è facilitata nell’aderenza al collo del piede mediante due passalacci, non è presente una tasca per inserire/bloccare i lacci.

scarpa scott supertrac autunno

Ma veniamo alla prova su strada. Letteralmente, la partenza è stata fatta nel peggior terreno per questa scarpa, l’asfalto. La risposta non è stata delle migliori in termini di ammortizzazione, specialmente nella zona del tallone i tacchetti si sentono tutti, ma non è questo il campo in cui la andremo ad utilizzare.

Infatti dopo un breve riscaldamento la svolta all’interno di un bosco ci ha letteralmente fatto cambiare le sensazioni percepite, salita ripida, alternando terriccio, ghiaia fine, massi grossi e cumuli di foglie che nascondevano la reale natura del terreno, mai un’incertezza data dalla scarpa nell’appoggiare i piedi.

Sempre ottimale il grip in salita, la caratteristica conformazione della suola nella parte anteriore risulta azzeccata con la dinamica di corsa e lo spostamento in avanti del punto di contatto, altrettanto buona è la tacchettatura della parte posteriore, specialmente per atleti di livello non eccelso che tendono a portare tutto il peso verso il tallone, trovando nelle generose dimensioni dei tacchetti un ottimo alleato.

La calzata ha sempre trasmesso molta sicurezza sia in salita che in discesa, mantenendo il piede stabile. Il rockplate nella zona mediale si è dimostrato incredibile anche andando in appoggio con tutto il corpo su spigoli vivi di roccia, annullando qualsiasi momento torcente, questo potrà essere apprezzato da tutti i runner nel misto, ma specialmente da quelli di altissimo livello che riescono anche a scendere appoggiando la parte mediale del piede e non il tallone.

Alcuni passaggi all’interno di una ex cava hanno permesso di testare anche la protezione offerta dalla tomaia contro sassi e qualche rovo, le gambe sono uscite martoriate ma le scarpe hanno retto perfettamente il test.

scarpa scott supertrac
Quando utilizzarla:

A nostro avviso è sicuramente una scarpa indicata per atleti dalla buona dinamica di corsa, ma chi vorrà utilizzarle per trail medio lunghi si potrà divertire in massima sicurezza su qualsiasi terreno, dal bosco fangoso collinare a un più impegnativo percorso roccioso di alta montagna.

Cosa ci è piaciuto particolarmente:
  • Suola dal disegno ottimale sia in salita che in discesa, ottimo il rinforzo in carbon-kevlar nella zona mediale.
  • Buona la protezione e la fasciatura del piede.
Cosa ci è piaciuto meno:
  • Ammortizzazione tipica di una scarpa bassa, molto secca.
  • Da valutare l’effettiva traspirabilità in estate.
  • Mancanza di una taschina per riporre i lacci.

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