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Stian Angermund Vik conquista la Dolomyths Run Skyrace; poker di Laura Orgué

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Sventola bandiera norvegese, per quanto riguarda la gara maschile, sulla DoloMyths Run Skyrace, la cui 21ª edizione è finita nelle mani di Stian Angermund Vik. Fra le donne centra il quarto successo la catalana Laura Orgué, del Team Salomon come i colleghi norvegesi. CLASSIFICA

DoloMyths Run Skyrace, il norvegese Stian Angermund Vik | foto Elvis Piazzi, Ralf Brunel, Alice Russolo, Mattia Rizzi

Corridori del cielo in gara in Val di Fassa per l’attesissima ultima prova targata DoloMyths Run. È scattata alle ore 8.30 da piazza Marconi a Canazei (Tn) la 21ª edizione della Skyrace, la gara regina. Una competizione valida come sesta tappa del circuito Skyrunner World Series, che si sviluppa sulla distanza di 22 km (una mezza maratona), con partenza e arrivo ai 1.450 metri di Canazei, con 1.950 metri di dislivello positivo e i passaggi a Passo Pordoi (2.239 metri), Forcella Pordoi (2.829 metri), il punto più alto e suggestivo sul Piz Boè (3.152 metri), per tuffarsi poi verso Canazei, transitando prima per Val Lasties e Pian de Schiavaneis.

Sventola la bandiera norvegese, almeno per quanto riguarda la gara maschile, sulla DoloMyths Run Skyrace, la cui 21ª edizione è finita nelle mani di Stian Angermund Vik, trentaduenne runner di Bergen, che al termine di una prestazione superlativa ha preceduto sul traguardo di Canazei il connazionale Stian Overgaard Aarvik, più giovane di undici anni, ma determinato a emulare in tempi brevissimi l’esempio del compagno. Si tratta del primo successo di un atleta norvegese, ma anche della prima volta sul podio per il valdostano Nadir Maguet, che ha fatto coppia fissa con l’amico Davide Magnini per gran parte del percorso, staccandolo poi nelle battute finali. Il solandro, che era fra i favoriti, ha accusato qualche problema in discesa a causa di una contrattura muscolare che lo accompagna da alcune settimane e non è riuscito a dare un seguito alla seconda piazza del 2017 e al successo conquistato nel Vertical di venerdì, ma ha comunque chiuso con i big.

La vittoria di Laura Orgué (team Salomon) | foto Elvis Piazzi, Ralf Brunel, Alice Russolo, Mattia Rizzi

Fra le donne centra il terzo successo consecutivo, il quarto se si considera anche quello del 2014, la catalana Laura Orgué del Team Salomon come i colleghi norvegesi, è stata protagonista di una cavalcata solitaria dall’inizio alla fine della gara ed ha preceduto l’americana Hillary Gerardi, esattamente come era successo nel 2017, nonché le due gemelle svedesi Sanna e Lina El Kott Helander, la prima delle quali ha così garantito una presenza scandinava anche sul podio femminile.

La competizione ha preso il via alle 8.30 in punto, in una cornice meteorologica propizia, che ha permesso agli organizzatori di proporre il percorso completo con il mitico passaggio in quota al Piz Boè. La sfida ha subito mostrato lo stato di forma di Stian Angermund e Laura Orgué. Al passaggio di Passo Pordoi il norvegese vantava 4 secondi di margine su Overgaard Aarvik, 7 su Maguet, 9 su Magnini e 44 su Engdahl, mentre la spagnola aveva già messo fra sé e Lina El Kott Helander un minuto e 40 secondi, altri 40 sulla sorella Sanna e 2 minuti e mezzo fra sé e Megan MacKenzie.

il podio maschile | foto Elvis Piazzi, Ralf Brunel, Alice Russolo, Mattia Rizzi

Alla Forcella Pordoi, uno dei passaggi più suggestivi della competizione, anche perché presidiato da un foltissimo pubblico salito in quota fin dalle prime ore del mattino, Angermund è transitato sicuro al comando, con un oltre minuto di vantaggio su Overgaard Aarvik e tre sulla coppia Magnini – Maguet; Laura Orgué poteva già gestire due minuti di distacco guadagnati su Lina El Kott Helander e quattro su Hillary Gerardi e Sanna El Kott Helander. La lunga salita termina al Piz Boè, dove Angermund arriva con un vantaggio leggermente assottigliato (1’10”) sul connazionale Aarvik, mentre Magnini e Maguet sono sfilati appaiati a 1’50” dal battistrada. Engdahl è quinto, tallonato da Egli, seguito da Anthamatten, Wild, Gardener e Oberbacher. Laura Orgué contava 3 minuti di vantaggio su Lina El Kott Helander, più di 4 su Gerardi, 5 su Mackenzie e Azkorbebetia.

Con la discesa, di solito, comincia un altro tipo di competizione, e così è stato anche questa volta, visto che Maguet ha staccato subito Magnini per gettarsi all’inseguimento dei due norvegesi di testa, che ha raggiunto uno dopo l’altro a metà della tecnica discesa lungo la Val Lasties. Una progressione strepitosa, che gli ha consentito di rimanere davanti fino a Pian Schiavaneis, dove l’altimetria diventa molto meno severa: lì i due norvegesi hanno reagito e hanno operato il controsorpasso, fissando le posizioni con le quali si sono presentati al traguardo.

Stian Overgaard Aarvik ha vinto con il tempo di 2 ore, un minuto e 18 secondi, precedendo di 1’34” Stian Aarvik, di 2’12” Nadir Maguet, di 5’26” Davide Magnini, di 5’45” il britannico Finlay Wild, anche lui grande protagonista in discesa, di 6’09” lo svizzero Pascal Egli. Oltre dieci i minuti di distacco accumulati dal settimo, lo svizzero Martin Anthamatten, da Mattia Gianola (2’12”08), dallo svedese Petter Engdahl (11’30”), dallo scozzese Ross Gollan (13’36”). Questa la top ten. Non è arrivato al traguardo Marco De Gasperi, ritiratosi.

Nadir Maguet davanti a Stian Øvergaard Aarvik alla Dolomyths Run Skyrace | foto Elvis Piazzi, Ralf Brunel, Alice Russolo, Mattia Rizzi

In campo femminile Laura Orgué ha chiuso in 2 ore, 28 minuti e 54 secondi, quasi tre minuti in più rispetto al record, mentre dalla bagarre per il secondo posto alla fine è emersa vincitrice Hillary Gerardi, proprio come lo scorso anno, che ha concluso la prova in 2 ore 32 secondi e 9 secondi. Terza e quarta le gemelle Sanna e Lina El Kott Helander, la prima con il tempo di 2 ore 33 minuti e 46 secondi, la seconda 2 ore 34 minuti e 25 secondi. Più staccate la britannica Holley Page, quinta a 8’29” dalla prima, l’americana Megan Mackenzie, sesta a 10’30”, la spagnola Oihana Azkorbebetia, settima a 12’46, la romena Ingrid Mutter, ottava a 13’12”, la bellunese di Pieve di Cadore Martina Valmassoi, nona e prima delle italiane a 13’16”, e Claudia Sabata Font, decima con 13’19” di ritardo dalla vincitrice.

I RECORD
Le prestazioni da superare restano quelle di Kilian Jornet Burdaga, record stabilito nel 2013 con il tempo di 2h00’11”, mentre in campo femminile resiste dal 2015 quello di Megan Kimmel con 2h25’57”. 

Si è trattato di un’edizione che ha portato al via ottocento concorrenti, in rappresentanza di 31 nazioni: la Dolomyths Run Skyrace ha chiuso una settimana di grande running, cominciata sabato scorso con il Sellaronda Ultratrail e continuata con il Vertical Kilometer di venerdì e la Mini di sabato, tutto sotto le insegne del DoloMyths Run, organizzato in sinergia con Salomon, marchio che il prossimo anno garantirà a questo evento l’ingresso nel calendario Golden Trail Series, ovvero all’olimpo delle gare mondiali di skyrunning.