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Fenaroli e Mora vincenti all’Oasi Zegna, e la 27 km è di Paolo Rinaldi

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Ecco cronaca e impressioni sul Trail Oasi Zegna a cura di Giorgio Pesenti presidente Valetudo.

Bielomonte (Biella), 16 giugno 2013 – L’aquila Valetudo Maurizio Fenaroli è il vincitore del Trail Oasi Zegna, prima prova del Campionato Italiano Skyrunning Ultra su 60 km per un dislivello complessivo di 8400 metri con partenza alle ore 05.00 del mattino, Maury ferma il crono del tracciato nel parco naturale dell’Oasi Zegna sul rilievo time 7h50’31’’ e migliora il record del percorso, il precedente best time 2012 era 8h03’57’’ di Daniele Fornoni.
Il percorso di questo ultra trail, per le sue difficoltà altimetriche e di chilometraggio, ha mandato in tilt molti dei favoriti Daniele Fornoni team Tecnica si è ritirato poco dopo il decimo km per una distorsione alla caviglia, Fulvio Dapit team Crazy ha dovuto abbandonare il trail tricolore per un taglio al ginocchio, questo infortunio gli è costato cinque punti di sutura. Nei pressi del ristoro del venticinquesimo km, Marco Zanchi team Tecnica sbaglia un incrocio ed è finito fuori gara.
Sul traguardo finale l’aquila Valetudo Maurizio Fenaroli precede Stefano Trisconi team Raidlight e Andrea Calcinati Team Valtellina. Stefano Ruzza Team Vibram a 500 metri dal finisch incappa in un errore di percorso ed ha dovuto abbandonare il suo sogno di bronzo.
Atleti classificati 114, per la Valetudo 16° Toniolo Mauro, 100° Rovida Giacomo.

Nel campionato Italiano ultra-rosa Cecilia Mora Valetudo Skyrunning si impone con il tempo di 10h15’00’’, Ceci conquista la decima posizione assoluta, la Ceci nei metri finali raccoglie tre narcisi e li colloca tra i suoi capelli, un arrivo con uno spiccato spirito verde. Alle sue spalle, seconda Giuliana Arrigoni team Tecnica e terza Helle Skejo team Oxygen Triathlon.

 

Prime posizioni e tempi di classifica trail ultra.
Top uomini
1. Maurizio Fenaroli Valetudo Skyrunning Italia 7h50’31’’
2. Stefano Trisconi team Raidlight 8h00’51’’
3. Andrea Calcinati Team Valtellina 8h35’41’’
4. Stefano Ruzza Team Vibram 8h36’02’’
5. Gianluca Caimi team Azzurri del Cervino 8h39’49’’
Top donne
1. Cecilia Mora Valetudo Skyrunning 10h15’00’’
2. Giulian Arrigoni Team Tecnica 10h20’13’’
3. Helle Skejo Oxygen Triathlon 10h59’40’’
4. Yulia Baikova Trail Running 11h25’11’’
5. Chiara Tallia team gli Orsi Rewoolution Team 11h50’22’’

Nel trail da 27 km per un dislivello complessivo di 3400 metri primo il bergamasco Rinaldi Paolo del Gav Vertova in 2h50’14”, nel trail rosa 1^ Gianola Chiara team La Sportiva 3h37’27”, atleti classificati 213, per il Valetudo team, 86° Pesenti Giorgio, 164° Pasutto Stefano e 175° Marocco Fabio.

Nel mini trail da 15 con un dislivello di 600 metri complessivi, 70 i corridori presenti al via, primo Mosca Alberto in 57’, prima femminina Coppo Monica in 1h18’.

***

Oasi Zegna 2013, un long trail selvaggio. Un pensiero verde da custodire e trasmettere alle nuove generazioni. Senza ombra di dubbio correre nell’area montana protetta dell’Oasi Zegna non è per nulla faticoso, anzi, è un piacere podistico molto ricercato, in questa area montana tra Trivero e la Valle del Cervo si possono vivere emozioni profondamente legate a questa terra, mantenuta magicamente selvaggia e incontaminata dal progetto di sviluppo dell’imprenditore del luogo Ermenegildo Zegna. Questo imponente progetto di salvaguardia del polmone verde dello Zegna è un chiaro esempio da imitare per tutte le persone di buona volontà e grande intelletto, che oltre a sfruttare il mercato mondiale del consumismo, ripagano le persone e il territorio con questi laboratori in natura a contatto con il cielo. Questa valorizzazione di madre natura, strettamente legata alla cultura della montagna, offre l’opportunità di combinare un’esaltante sinergia tra l’uomo e la natura con una particolare attenzione alle famiglie e ai bambini.

E’ in questa premessa che è nato il Trail dell’Oasi Zegna, in coda alla skyrace dell’Oasi Zegna, gara in auge alcuni anni or sono, il successo di questi ultra trail in generale in territori non sfruttati sotto il profilo economico, nascono dalla ricerca dei trailers di vivere sportivamente in piena libertà e per tante ore a contatto con la natura, lontano da uffici, fabbriche e problemi quotidiani. E qui a Bielmonte i corridori della natura hanno potuto trovare il loro habitat migliore, beh… per vivere questa intensa giornata, la sveglia dei corridori e accompagnatori non è stata di tipo convenzionale, molti giovani alle tre del mattino escono dalla discoteca, mentre i 170 del trail della prima prova dell’Italiano erano alle prese con la loro prima colazione, certo complimentarsi con solo gli atleti è riduttivo, perché gli albergatori e il personale di servizio sul percorso la loro levataccia è iniziata prima ancora delle tre. Nonostante l’orario, il raduno di partenza era fissato alle 4.30 gli atleti erano molto sereni e caricati, i molti fari dislocati sulla partenza e sul primo tratto di salita illuminavano i volti dei concorrenti raggianti di desiderio di portare a temine questa avventura di Bielmonte.

Ho avuto la fortuna di notare che gli atleti piu sorridenti e sereni hanno poi finito questa gara nelle prime posizioni di classifica, è fuori da ogni dubbio che per preparare una gara con le caratteristiche della ultra dello Zegna bisogna avere alle spalle un lavoro podistico sui lunghi non indifferente, ma soprattutto distanze molto importanti con passaggi tecnici da semi-alpinismo, perché le creste e le discese dalle vette del Valsessera non perdonano nessuna improvvisazione ne tantomeno nessuna distrazione. Per ottenere un corposo risultato personale è fondamentale avere stampato nella materia grigia una motivazione molto sentita e importante e sotto questo profilo il vincitore, l’aquila Valetudo Fenaroli Maurizio, ne aveva da vendere.

Un passettino indietro di due anni, alla Royal Ultra Marathon del Gran Paradiso, Maury dopo essere stato al comando per oltre metà gara, è incappato in uno sciagurato cambio di sentiero che lo ha fatto andare il tilt e dopo qualche km di fuori percorso è ritornato indietro ma ormai la vittoria era compromessa, con un forcing all’ultimo respiro è poi riuscito ad agguantare il bronzo. Fortificato da questa esperienza e con lo stimolo di correre sulle sue montagne e tra la sua gente, Maury è riuscito a crearsi intorno a sé un’atmosfera molto positiva senza pressioni, e con una calma quasi surreale si è presentato sulla linea di partenza tranquillo come un atleta che doveva disputare la prova del palio delle contrade del suo paese.

E sull’aspetto della tranquillità e serenità d’animo anche la vincitrice, l’aquila rosa Valetudo Mora Cecilia, non è stata da meno del compagno di team Maury, Ceci, prima della partenza, in gara e dopo la gara, ha sempre elargito un sorriso per tutti, e anche se, in questo periodo non è al massimo della condizione per problemi fisici, non lascia trasparire nessun condizionamento in negativo e addirittura prima dell’arrivo ha raccolto narcisi per impreziosire i suoi capelli all’arrivo. E’ proprio vero per essere felici e spensierati basta ascoltare il cuore e poi la materia grigia ti porta a toccare il cielo con un dito.

 GiorgioV

(Foto Valetudo Skyrunning Italia e Rosa)

Per classifiche:
http://www.wedosport.net/pub/cf/vedi_classifica.cfm?gara=32393