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I fratelli Piana si impongono alla Rampigada di San Domenico di Varzo

San Domenico di Varzo, 31 agosto 2014 – Va di scena la 1ª edizione della Rampigada, corsa in ambiente montano di 18 km e 900 m di dislivello inserita nel circuito International Sky Tour delle valli dell’Ossola, organizzata dall’azienda San Domenico Ski.

Subito si capisce che sarà un successo con 235 iscritti, 20 euro di iscrizione con pacco gara e pasta party per i preiscritti, 10 euro senza pacco gara e solo pasta party per gli iscritti di giornata. Poco dopo le 9.30 si parte con discesa su asfalto fino a prendere un sentiero ricavato su una dorsale erbosa dove si crea un po’ di imbottigliamento, in cima primo traguardo volante della giornata, si scende e si perdono 200m di dislivello fino al fondo della valle, si attacca un sentiero che va a collegarsi con la mulattiera che porta a uno dei paradisi terrestri dell’alto Piemonte: la piana del Veglia a 1700 m di altitudine.

Una vera e propria valle dell’Eden alla testata della Val Cairasca tributaria della Val Divedro, non considerata in inverno per il pericolo slavine, salvo qualche scialpinista che vi giunge dal Sempione, oggi noi ne abbiamo assaporato il lato estivo, non vi salgono auto, poche case, si odono lo scroscio dei torrenti che scendono dai ghiacciai del Monte Leone che con i suoi 3553m è la montagna più alta delle Alpi Lepontine, i campanacci delle mucche al pascolo e basta.

Il meteo ce la fa buona, nel fondovalle pioveva, qui invece predominano le correnti che arrivano da Nord, il cielo era sereno, clima fresco, e sopra le guglie che circondano la piana del Veglia si arrotolano su se stesse nubi grigie cariche d’acqua ma non riescono ad entrarvi… ci siamo noi e tutto ciò che ci circonda ci appaga l’occhio. Si passa davanti alle poche strutture ricettive, il vecchio edificio dell’albergo Monte Leone usato nell’epoca delle sfide alpinistiche del XIX secolo, poi davanti al rifugio Cai il secondo traguardo volante ci fa abbandonare l’Eden.

Si imbocca quindi il sentiero naturalistico dei Fiori, si sale fino a quasi 2000 m e si continua un lungo pezzo vallonato vedendo la cupola del Pizzo Diei, un 2900 che svetta sulla catena che separa la Val Divedro dalla Val Bondolero, passando dall’alpe Ciamporino dove ci sono gli impianti di risalita e un buon numero di spettatori nonché escursionisti, poi dal punto più alto del percorso 2110 m la Croce degli alpini.

Questo è un lungo tratto con brevi salite e discese, ma sentiero stretto in single-trek con spesso presenza di sassi, qualcuno cade, sembra non arrivare più la discesa finale, non c’è modo di guardarsi in giro e poco prima di iniziare la discesa cade anche chi vi scrive prendendo qualche botta e perdendo qualche minuto e posizione. La discesa è su terreno morbido, prima prato poi si corre sul fondo di aghi di abete immersi nel bosco, infine si entra in una lariceta con qualche prato pascolo per poi finire con gli ultimi metri in salita prima del traguardo. Proprio un gran bel percorso che valorizza le bellezze naturalistiche della zona, molto ben presidiato e segnalato, complimenti agli organizzatori.

La gara maschile è stata dominata da Rolando Piana che regola con distacco Mattia Scrimaglia e Cristiano Minoggio (vincitore già di Bettelmatt Skyrace, At Zalut e altro), presenti per la Valetudo anche Paolo Costantin e Davide Passeri, le classifiche usciranno a breve. Gara femminile più combattuta con Sabina Ambrosetti che parte forte vincendo i due traguardi volanti poi deve cedere alle rimonte prima di Susanna Serafini poi di Michela Piana che andrà a vincere. Dulcis in fundo, dopo le premiazioni oltre 100 premi a sorteggio messi a disposizione dalle imprese agricole e turistiche locali per accontentare tutti.

Davide Passeri
Valetudo