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Il futuro della corsa e dello skyrunning, ipotesi per una ripartenza

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Skyrunning e corsa a piedi: che futuro? Dopo l’emergenza cosa faremo? Per la ripartenza meglio gare a cronometro? Patron Giorgio Pesenti apre il dibattito.

In questo periodo tragico del Covid-19 parlare di running all’aperto è proibito perché uno dei sacrosanti comandi antivirus è restare a casa. Pensiamo inoltre alle cancellazioni delle competizioni, in primis i giochi olimpici di Tokio. È molto triste per uno skyrunner dover rinunciare al sogno di correre a Zegama o Livigno, solo per citare due gare di livello internazionale a mo’ di esempio. Ma questa guerra con il micidiale nemico invisibile che si intrufola minaccioso nei polmoni di tante persone ci impone di salvaguardare la vita umana senza distinzione della data di nascita.

Voglio pensare un attimo al dopo emergenza Covid-19 e mi assale questo pensiero: ma se i nostri scienziati non hanno ancora pronto un vaccino sicuro, nel frattempo, con le gare cosa facciamo? Bel rebus! Perché organizzare un team o una gara non è semplice, avendo contro un terribile nemico sconosciuto. E garantire la sicurezza al 100% agli atleti e al personale di servizio è una serissima problematica. La ragione mi suggerisce che, nell’eventuale periodo transitorio, per arrivare alla normalità podistica le gare si possono svolgere con formula a cronometro. In questo modo si può mantenere una distanza di sicurezza: nel ritiro pacchi gara, nel riscaldamento, in gara e nei servizi post gara.

Questo mio scritto non vuole essere una soluzione alla problematica Covid-19 nel podismo ma solo un’apertura a un dibattito tra atleti e addetti ai lavori.

Giorgio Pesenti
presidente team Serim