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Il personale di Giorgio Campana Binaghi alla Firenze Marathon e una carriera appena cominciata

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Chiudere la seconda maratona della propria vita in 2h34’37”. Il colpo è riuscito a Giorgio Campana Binaghi, classe 1968, cremonese di Agnadello, che ha fatto segnare il proprio miglior tempo sul nervoso tracciato della Firenze Marathon. Tesserato con i Runners Bergamo, si dedica alla corsa solo da tre anni.

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Giorgio Campana Binaghi dei Runners Bergamo al Diecimila Città di Bergamo – crediti foto Fabio Ghisalberti

Prima del via alla Firenze Marathon, il suo allenatore ripeteva con piglio sicuro: «Farai un tempo fra le 2h31′ e le 2h35’». Ma Giorgio Campana Binaghi restava diffidente, e rispondeva che avrebbe firmato per 2h39′. Del resto si trattava della seconda maratona della sua vita, nella categoria M45, a distanza di tre anni dall’esordio nelle competizioni podistiche. A Reggio Emilia, nel 2014, aveva chiuso in 2h41’58”. Pochi mesi fa poi aveva limato il primato personale nella mezza fino a ottenere 1h11’13” a Salsomaggiore.

«La soddisfazione per aver conquistato questo risultato solo con le mie forze è indescrivibile. Ho ottenuto buoni risultati nella mia passata carriera calcistica, ma vincere un campionato coinvolge un’intera squadra. Conquistare il personale nella maratona invece è stata un’emozione tutta mia».

Nel mese di settembre dei problemi fisici lo hanno costretto al ritiro in uno dei principali obiettivi stagionali societari, la mezza maratona di Parma, valida come campionato italiano. Come ripartire, in una stagione che fino a quel momento sembrava quella del salto di qualità? Riprovando una maratona. Una rapida consultazione del calendario, e la scelta è caduta su Firenze. Domenica 27 novembre dunque Giorgio Campana Binaghi si è presentato puntuale ai nastri di partenza, in piazza Duomo, alla 33ª edizione della gara internazionale nella città del Giglio.

La folla dei maratoneti si riversa fra le vie della città. Il cremasco dei Runners Bergamo entra ben presto nel gruppetto di Fatna Maraoui e vi resta fino al 16° km. «Continuavano a strappare il ritmo e io ho preferito rallentare per proseguire regolare». Si accodano a lui altri atleti, «tutti più giovani di me». Supera la mezza in 1h16’08” ma non controlla il cronometro: «Cercavo solo di tenere un’andatura regolare». Al km 35, inevitabile, sopraggiunge la crisi. «Ho calato la velocità, pagando gli strappi e il tracciato nervoso. Sono rimasto solo».

Federico Cagliani (Runners Bergamo) al Diecimila Città di Bergamo 2016 - foto crediti Fabio Ghisalberti

Federico Cagliani (Runners Bergamo) concentrato ai nastri di partenza del Diecimila Città di Bergamo 2016 – foto crediti Fabio Ghisalberti

Entra in gioco il fattore mentale. «Le gambe pesavano troppo e mancavano ancora molti chilometri prima del traguardo. Per reagire pensavo a tutt’altro, in alcuni momenti immaginavo di trovarmi sui percorsi di pianura dove mi alleno ogni giorno, visualizzavo le strade di campagna a me familiari. Il fisico rispondeva male, ho tagliato il traguardo grazie alla testa. Ho fatto gli ultimi due chilometri in 8 minuti. A sostenermi la mia determinazione e il caloroso pubblico di Firenze».

Quando calpesta finalmente il traguardo Giorgio Campana Binaghi è a pezzi. Controlla lo schermo luminoso: 2h34’37”, 24esimo assoluto, primo nella categoria M45. La felicità è più potente della stanchezza e prende il sopravvento. «La soddisfazione per aver conquistato questo risultato solo con le mie forze è indescrivibile. Ho ottenuto buoni risultati nella mia passata carriera calcistica, ma vincere un campionato coinvolge un’intera squadra. Conquistare il personale nella maratona invece è stata un’emozione tutta mia».

Federico Cagliani (Runners Bergamo) alla Firenze Marathon 2016 - foto crediti organizzazione

Federico Cagliani (Runners Bergamo) alla Firenze Marathon 2016 – foto crediti organizzazione

Sposato, con tre figli, residente ad Agnadello in provincia di Cremona sul confine con la bergamasca, di professione operaio in un’azienda di salumi, ha seguito a lungo la carriera calcistica. Inutile negarlo, a fronte dei brillanti risultati nella corsa, ottenuti in soli tre anni, il sorgere di qualche rimpianto è inevitabile. Campana Binaghi infatti ha messo le scarpe da running all’età di 45 anni. Una vita a giocare a pallone: promozione, prima categoria, e un’esperienza come allenatore.

«In tanti mi dicono ‘chissà se tu avessi cominciato a 20 anni…’, ma io a quell’età avevo altri sogni sportivi per la testa».

«Chiuso il capitolo del calcio, amando lo sport desideravo restare in forma e mi sono unito a un gruppo podistico del paese che frequentava le tapasciate domenicali. Mi sono tesserato per il Gta Crema e ho esordito alla mezza di Orzinuovi in 1h23′ senza alcun lavoro specifico». Ci ha preso gusto e ha continuato, avvalendosi del supporto di un allenatore: «Luciano Bacis, che spesso mi segue in bicicletta durante gli allenamenti e alle gare».

Si è poi avvicinato ai Runners Bergamo. «Mi sono subito trovato bene nella squadra bergamasca, ben organizzata, un gruppo che mi fa sentire come in famiglia». Ora in fase di recupero, il maratoneta sta pianificando i prossimi appuntamenti. «Sarò presente alla Mezza Maratona sul Brembo organizzata dai Runners Bergamo, poi vedremo. Che scarpe indosso in gara? Le Adidas Boston, seguendo i consigli del mio amico e compagno di squadra Federico Cagliani». Rimpianti? «In tanti mi dicono ‘chissà se tu avessi cominciato a 20 anni…’, ma io avevo altri sogni, giocavo in prima squadra, facevo il difensore, in paese esisteva solo il calcio».

Enula Bassanelli

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