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L’impresa di Kilian Jornet sull’Everest e il materiale usato nella spedizione

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Da solo, senza corde fisse né ossigeno, in 26 ore, Kilian Jornet è salito in cima all’Everest (8484 m) stabilendo il nuovo fastest known time. La spedizione era parte del programma Summits of My Life, che dal 2012 ha visto l’atleta Salomon impegnato in tutto il mondo nel tentativo di stabilire record sulle montagne icona del nostro pianeta, tra cui il Monte Bianco, il Cervino, il Denali e l’Aconcagua.

archivio / foto Riccardo Selvatico e Marco Colleselli

archivio / foto Riccardo Selvatico e Marco Colleselli

Nella spedizione, iniziata il 20 maggio alle 22.00 ora locale (+5: 45 GMT), il catalano Kilian Jornet, da lungo tempo atleta Salomon, ha stabilito il nuovo Fastest Known Time dal campo base dell’Everest (5100 m) fino alla vetta. Nella discesa, arrivato all’Abc (Advanced Base Camp) a quota 6500 m dopo 38 ore dalla partenza, ha ritenuto di non proseguire fino al campo base, come previsto, per via di un malessere.

«Arrivato a 7700 metri – ha dichiarato Kilian – stavo veramente bene e tutto procedeva secondo i piani, ma ho iniziato ad avere male allo stomaco. Ho continuato ad avanzare lentamente dovendomi fermare spesso. Alla fine ho raggiunto la cima verso mezzanotte. È importante star bene a 8000 metri se si vuole raggiungere la vetta. Sapevo fin dalla partenza di dover conservare le energie per il tratto finale». A quota 8300 m Kilian ha fatto una sosta di 15 minuti. «Dovevo fermarmi ogni pochi metri, avevo crampi e vomitavo. Ma ho continuato perché avevo buone sensazioni». Dalla vetta più alta, con la sola compagnia di se stesso, si è goduto per un momento il panorama. «Ho visto un tramonto fantastico; scorgevo le luci delle varie spedizioni nella pareti nord e sud». Pochi istanti, poi il ritorno, per raggiungere l’Abc il prima possibile.

Che tipo di acclimatamento ha seguito il catalano? «Ci siamo allenati in ipossia per poche settimane dopo aver trascorso un periodo di allenamento anche sulle Alpi. In quattro settimane abbiamo raggiunto due Ottomila, Cho Oyu  ed Everest, e la nostra acclimatazione ha funzionato. Sembra che questo tipo di acclimatazione breve funzioni, il corpo si stanca meno ed è più forte nel momento dell’ascensione». L’atleta Salomon e filmaker Sebastien Montaz Rosset ha seguito Kilian Jornet per gran parte della spedizione, raggiungendo 7500 metri prima di lui per filmare la sua salita fino a 8,020 metri. Poi è ridisceso all’Abc per aspettarlo, risalendo fino a 7000 metri per incontrarlo di nuovo. Jornet e Montaz al momento si trovano all’Advanced Base Camp per recuperare energie dopo l’immenso sforzo.

Prima di partire per l’Everest in aprile, Kilian Jornet aveva fatto una fotografia di tutto il materiale preparato per la sua avventura. Ed ecco la lista del materiale Salomon:

Kilian Jornet_All Gear Everest-2017

– Speciale calzatura prototipo Salomon Mountaineering, realizzata appositamente per la spedizione Everest. Scarpone esterno termico con una scarpa trail running leggera (non si vede nella foto) inserita all’interno nel momento in cui Jornet ha raggiunto la linea della neve;
– Speciale tuta intera/sacco a pelo Salomon per le altitudini più alte. Prototipo interamente sviluppato da Salomon.
– Scarpe Salomon S-LAB X Alp Carbon 2 GTX
– Maschera Salomon X-MAX
– Occhiali Salomon Sagarmatha Glacier
– Flasks Salomon Soft
– Guanti Salomon S/Lab Trail Running
– Berretti Salomon
– Pantaloni Salomon X Alp GTX
– Felpa X Alp Mid Hoodie
– Pantalone X Alp Speed
– Calze Salomon S-LAB
– Bastoncini Salomon Mountaineering (prototipo)
– Intimo Salomon Primo Base Layer Shirt e Pant
– Giacca in piuma Salomon S-LAB X Alp Baffled Down
– Short Salomon S-LAB Modular Running
– Cappellino Salomon XA Trail Running
– Zaino Salomon Peak 40

Per ulteriori informazioni summitsofmylife.com.