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venerdì, Ottobre 7, 2022

Intervista a Elisa Desco

Elisa Desco, una campionessa a tutto tondo. Faccia a faccia con la stella del Team Scott International di mountain running tra allenamenti, vittorie ed emozioni.

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ph Fabio Menino

UNA STAGIONE INIZIATA CON UN INFORTUNIO E POI SUBITO GRANDI RISULTATI ANCHE CON LA VITTORIA ALLA SKYRUNNING WORLD SERIES. COME TI SENTI? L’infortunio alla caviglia riportato ad una gara di Winter Trail, è stato un duro colpo ed è accaduto in un ottimo momento di forma. Proprio in quel periodo mi stavo apprestando a correre la mia prima Ultra alla Transvulcania. Per questo incidente tutti i piani sono saltati, ma sono contenta di come sono riuscita a rimettermi i forma in così breve tempo. La Livigno Skymarathon era l’esordio delle SWS in Alta Valltellina, e direi che ho accelerato i tempi per poter essere presente al meglio a questo appuntamento.

COSA HAI PROVATO CORRERE LA LIVIGNO SKYMARATHON E SOPRATTUTTO, VIVERLA DIETRO LE QUINTE, VISTO CHE CASA TUA È STATA IL QUARTIER GENERALE DEL COMITATO ORGANIZZATORE? È stato affascinante e anche molto stressante. Nei giorni precedenti ho aiutato come potevo a far sì che la manifestazione potesse riuscire nel migliore dei modi. La nostra casa è stata invasa per alcuni giorni da atleti amici che abbiamo invitato per l’occasione. Condivisione di una passione chiamata Skyrunning allo stato puro. È stato bello poter ospitare a casa atlete come Ohiana Kortazar e Laura Orgue, tanto per citarne alcune, avversarie amiche con cui poi ho battagliato sul campo di gara. Correre le gare, specie la Livigno Skymarathon, è stata una sorta di liberazione per me. Finalmente con la domenica, ogni impegno organizzativo gravoso, cedeva spazio alla festa e al riposo, non prima di aver corso una fra le più dure e tecniche skymarathon a cui mi è mai capitato di partecipare.

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Livigno Skymarathon – ph. Maurizio Torri

QUALI SONO GLI OBIETTIVI FUTURI? La stagione volge ormai al termine, e con l’ennesima botta alla caviglia rimediata alla Ultraks lo scorso fine di agosto che mi è costata un doloroso DNF, anche la classifica delle SWS è compromessa per la sottoscritta. Un vero peccato, perché dopo due stagioni in cui avevo terminato la classifica finale al terzo posto, credevo fosse giunta la stagione buona per me. Invece, ho pagato caro non aver corso a Zegama (per l’infortunio alla caviglia), così come aver scelto di dare priorità ai mondiali di Skyrunning in Spagna a discapito della prova “Sky” di Comapedrosa, sempre sui Pirenei. Ma tutto non si può fare, e perciò mi tengo stretta i bei piazzamenti raggiunti quest’anno, dopo un’estate davvero impegnativa.  Credo di correre ugualmente a Limone sul Garda la Limone Extreme, anche se dovrò capire come evolverà la situazione della mia caviglia, specie in discesa.

IN UNA CORSA CONTANO PIÙ CUORE GAMBE O TESTA? Entrambe sono componenti essenziali per ottenere i risultati di vertice. Personalmente però, credo di aver sempre usato di più il cuore. Questo lo dico perché ho sempre cercato di non ritirarmi mai in gara, così come nella vita nei momenti più difficili in cui tutto mi è stato contro… Senza il cuore, non si può combattere.

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Orobie Vertical – ph. Fabio Menino

ATLETA MAMMA, SEI L’ESEMPIO VIVENTE DI COME DOPO UNA GRAVIDANZA SI DIVENTI ANCORA PIÙ? Moltissime atlete hanno avuto uno stimolo maggiore dopo la gravidanza. L’aver affrontato una o più gravidanze, dicono che fortifichi e che rendano più consapevoli le donne della propria capacità di soffrire. Credo che comunque tutto dipenda dalle motivazioni che uno ha, e Lidia di motivazioni e di stimoli ad impegnarmi nello sport, me ne ha fornite davvero parecchie.

STRADA,CROSS, MOUNTAIN RUNNING, SKYRUNNING. SEI UNA DELLE POCHISSIME ATLETE POLIVALENTI. QUALE DISCIPLINA PREFERISCI? Mi è sempre piaciuto correre in qualsiasi disciplina, questo ha fatto di me un’atleta abbastanza polivalente sia nel piano che in montagna. Mi piace continuare ad allenare la velocità, specie nella stagione invernale, perché senza di essa non si più ambire a grossi risultati nella stagione estiva. Lo Skyrunning è l’ultima disciplina fra quelle citate in cui mi sono dedicata… Forse però è quella che mi ha regalato le soddisfazioni più grandi, sia per i risultati ma anche in termini di rapporti umani per le bellissime persone che ho conosciuto, cammin facendo, in giro per il mondo.

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