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Intervista a Norman Gusmini, dalle due ruote alle pelli con risultati sempre più incoraggianti

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Per anni e anni è esistito solo il ciclismo. Clac, le scarpette incastrate sui pedali e via a macinare chilometri sulle strade della bergamasca. Nelle orecchie il rumore del vento ma anche del traffico. Poi la svolta, la folgorazione per lo scialpinismo, e da quel momento solo il silenzio delle montagne e lo scricchiolio della neve. Norman Gusmini, classe 1993, bergamasco di Ardesio, Alta Valle Seriana, è al primo anno nella categoria espoir. Gareggia per il Team Crazy.

Ci racconti la tua carriera sportiva?
«Ho sempre corso in bici da strada, cominciando all’età di 6 anni. Durante la pausa invernale ogni tanto facevo qualche uscita con le pelli in compagnia di mio papà, usandole anche come preparazione per la stagione più calda. Poi a 18 anni mi sono un po’ stancato di andare in bicicletta. Così ho provato a fare qualche gara di scialpinismo. Mi sono subito divertito un sacco e da allora non mi sono più fermato. Adesso la bici la uso solo per la preparazione estiva allo scialpinismo.»

Oltre alla pratica sportiva cosa fai nella vita?
«Due anni fa ho preso il diploma di geometra, mentre adesso lavoro in un negozio di bici, anche se d’inverno riesco a ritagliarmi dei bei momenti per allenarmi.»

Come sta andando la tua stagione sulla neve?
«La stagione prosegue abbastanza bene. Non abbiamo fatto molte gare, e le più importanti iniziano adesso. Fino ad ora ho partecipato agli italiani vertical e staffetta, e sono arrivato quinto in entrambe le prove. Questa domenica in Valle Aurina si svolge il campionato italiano individuale, poi ci sono tutte le classiche come Sellaronda e Tour de Rutor, dove spero di esprimermi al meglio.»

Come ti trovi nel Team Crazy? Quali aspettative nutre il team nei tuoi confronti?
«Per me è stata una grande soddisfazione entrare a far parte del Team Crazy. Loro non mi hanno imposto nessun obiettivo, io do sempre il massimo, poi se i risultati vengono sono il primo ad essere contento.»

Nello scialpinismo qual è il terreno nel quale ti destreggi meglio e in cosa, invece, ritieni di dover ancora migliorarti?
«A molti può sembrare una cosa banale, ma a mio parere lo scialpinismo è uno sport dove la tecnica conta moltissimo. In salita, nelle inversioni, nei tratti piani dove bisogna fare scorrere lo sci, nei cambi d’assetto e soprattutto nella discesa. Quindi c’è sempre da migliorare, in tutti i campi.»

En.Ba.