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Valentina Maj: a Clusone per stupire sulle orme di papà

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Mai dire Maj dice Valentina con la spensieratezza e il sorriso dei suoi vent’anni. E pazienza se, l’evento tricolore in programma il prossimo weekend, pare stare alle sue caratteristiche da fondista come un 100 metri a Mo Farah: «Preferisco le lunghe distanze ma darò tutta me stessa: il bello dello sport è che a volte sa sorprenderti, questo è un appuntamento speciale».

Valentina Maj

Il riferimento è ai campionati italiani di sci di fondo sprint e team sprint di sabato e domenica a Clusone in località Spessa. Vent’anni or sono, sulla stessa pista, papà Fabio (uno che nel curriculum vanta due argenti olimpici e due bronzi iridati) si prese un indimenticabile successo in Coppa del Mondo a fianco di Fabio Valbusa in tecnica libera: «Lo sapevo, ma non me lo ha ancora ricordato, forse è per non caricarmi di troppe responsabilità – commenta la figlia d’arte, da questa stagione in forza al gruppo sportivo dei Carabinieri – . Il tracciato lo conosco abbastanza bene, ci ho gareggiato più di una volta». Valentina Maj ci arriva dopo un inizio di stagione in crescendo, vedi una prova di Coppa Italia, quella dello scorso weekend sulle nevi abruzzesi di Alfedena, che l’hanno vista conquistare due sesti posti (con podi di categoria) fra skating e alternato: «Una bella iniezione di fiducia dopo le prime uscite stagionali: sto ritrovando il giusto feeling anche con gli attrezzi».

Lei e lo sci di fondo è una storia iniziata da bambina «Ricordo – dice Valentina Maj – di aver messo prima un paio di scarponi che le scarpette da ginnastica» e che l’ha vista progressivamente crescere nel tempo, sino agli exploit a cavallo tra 2018 e 2019 coincisi con la promozione nel giro azzurro: «La mia gara più bella sono stati i campionati mondiali junior dello scorso anno a Oberwiesenthal, in Germania, quando fui dodicesima individuale tra le junior e quarta in staffetta». Ora che è scalata di una categoria, la speranza è quella di una chiamata per la kermesse iridata teoricamente in programma dal 9 al 14 febbraio a Vuokatti, in Finlandia: «A oggi l’unico appuntamento internazionale in calendario, perché sul resto ci sono parecchi chiari di luna». Vero, strana (anche) la vita dello sci nordico ai tempi della terza ondata da Covid-19. L’attività di allenamento prosegue suppergiù come nei periodi normali, ma è il contesto delle sfide a essere un po’ diverso: «Gareggiare senza pubblico per noi cambia, eccome: viene meno una spinta importante a livello mentale».

Tra pochi giorni, a sostenerla dalla poltrona (la manifestazione avrà ampia copertura televisiva), ci saranno i compaesani di Schilpario, l’ombelico del suo mondo, il luogo dove tutto è iniziato e prosegue: «La pista di fondo dove mi alleno, è a 200 metri da dove viviamo. In casa, oltre a papà, sono l’unica che continua con questa disciplina: mamma Simona è stata una discesista, i miei fratelli Nicolò e Andrea, 18 e 13, dopo averci provato, si sono dati al calcio». Quest’anno, per lei, una delle più belle speranze di un movimento tricolore che punta a rinverdire i fasti dei tempi d’oro, sarà un anno di semina in prospettiva: «L’obiettivo a lungo termine è conquistarsi una chiamata per le Olimpiadi di Milano Cortina del 2026. Essere stata inserita parte nel progetto di selezione, è stato un grande orgoglio». Pari al cognome che porta, Maj.

Anche se da un biennio Valentina Maj è allenata da Simone Paredi, papà resta un consulente prezioso: «Con il massimo rispetto dei ruoli, sa dispensarmi i consigli giusti al momento giusto. Tra lui e Manuela Di Centa chi è il mio mito per antonomasia? Che domanda… lui». Corsi e ricorsi storici, un’altra Di Centa (Valentina, nipote di Manuela) fa parte della nazionale azzurra under 23, nel cui giro c’è anche la rivale amica bergamasca Martina Bellini: «Ci aiutiamo e stimoliamo a vicenda, un po’ come con Lucia Isonni (fresca campionessa d’Italia, ndr) di un paio d’anni più giovane di me, con cui a volte capita di allenarsi». Per tenere allenata anche la mente, da quest’anno, ha deciso di riprendere anche gli studi universitari: «Non è semplice ma ci sto provando, grazie alla dual career dell’Università di Bergamo: sto preparando i primi esami di scienze motorie».

Quelli agonistici, di verdetti, passano nei prossimi giorni per un appuntamento che in carriera non le hai portato fortuna: «Mi dicono che sul breve sono una tartaruga, fatico a partir forte – chiude ridendo – . La mia distanza preferita è quella della 15 km, ma prometto che non lascerò nulla di intentato». Perché nello sport come nella vita nulla è scritto in partenza: mai dire Maj, parola di Valentina.

Luca Persico

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