Banner alto

Banner alto

La lunga stagione iridata di Oscar Lazzaroni

Condividi su:

Anche quest’anno, a livello di risultati, Oscar Lazzaroni non si è fatto mancare nulla. Il bergamasco del team 2R Bike Store ha inanellato una serie di titoli italiani ai quali si è aggiunto un oro mondiale.

parre_2016_orobie_cup_oscar_lazzaroni_ph_credit_mtb_channel_claudio_merisio-1

Oscar Lazzaroni con la maglia iridata – ph. © Claudio Merisio (Mtb Channel)

Bergamasco di Sedrina, classe 1972, una vita in sella. Dai sei anni ai diciassette ha risalito tutte le categorie giovanili per poi passare nel 1989 alla mountain bike con la maglia della Bianchi. Ha fatto parte della rappresentativa azzurra al primo mondiale della storia della mtb disputato a Durango, Colorado. Era il 1990. Da allora, Oscar Lazzaroni non ha più smesso. E anche quest’anno si è regalato enormi soddisfazioni. A stagione conclusa, andiamo a intervistarlo.

Una sintesi dei risultati di quest’anno?
«Le soddisfazioni sono state per mia fortuna più di una. La prima in ordine cronologico è il campionato italiano d’inverno, che ha dato inizio a una serie di importanti risultati. La seconda il campionato italiano marathon alla Divinus Bike di Monteforte d’Alpone e poi, dopo due settimane, il tricolore cross country a Courmayeur. Ciliegina sulla torta il titolo iridato di cross country in Val di Sole».

parre_2016_orobie_cup_severo_ruggeri_oscar_lazzaroni_andrea_giupponi_ph_credit_mtb_channel_claudio_merisio-3

ph. © Claudio Merisio Mtb Channel

In Val di Sole ti sei messo al collo una medaglia d’oro Mondiale.
«Il giorno del Mondiale in Val di Sole tutto è filato liscio. Mi sentivo in forma e in gara non ho avuto alcun intoppo. Indelebili nella mia mente gli ultimi due chilometri, quando ho avuto la consapevolezza di ciò che stavo raggiungendo. Ho pensato a tutti i sacrifici fatti per essere lì, ripagati nell’arco di pochi metri e di pochi minuti, quelli che precedevano la linea del traguardo. Ho dedicato il Mondiale a tutta la squadra, agli sponsor che hanno creduto in me e alla persone che mi sono state vicine. La mia famiglia prima di tutto, che ha accettato di convertire le consuete ferie al mare in un soggiorno in Val di Sole».

Quindicesimo assoluto fra gli élite alla Gimondi Bike, quali ricordi hai di questa gara e quante volte l’hai vinta?
«La Gimondi Bike è una classica di fine anno, tutti i corridori si accaniscono e puntano in alto perché, per noi biker, la gara di Iseo corrisponde un po’ alla Milano San Remo dei professionisti. Ho avuto l’onore di poterla vincere nel 2002 e in altre edizioni sono salito sul podio. Quest’anno è stata dura, sono arrivato un po’ scarico perché ho corso tutto l’anno in modo tirato. Ma ho comunque dato il massimo».

parre_2016_orobie_cup_oscar_lazzaroni_giupponi_ph_credit_mtb_channel_claudio_merisio-2

ph. © Claudio Merisio Mtb Channel

Quando in autunno chiudi con le gare, come prosegui con gli allenamenti?
«Da due anni a questa parte le gare terminano molto in là con la stagione. Quasi si accavallano alla stagione nuova. Così cerco di fare sempre uscite in mtb per controllare il peso, allenare la tecnica e tenere in movimento la gamba».

Come ti trovi nel team 2R Bike Store?
«In squadra sono l’ultimo arrivato ma mi sono sentito subito in famiglia, come in tutte quelle in cui ho militato fino ad oggi, del resto».

Ci descrivi la tua bici?
«Il mezzo di quest’anno è una Cannondale data in dotazione dalla 2R Bike Store con componentistica WR Compositi che mi sponsorizza da molte stagioni».

pontida_monte_canto_2016_orobie_cup_oscar_lazzaroni_ph_credit_mtb_channel_claudio_merisio-1

Lazzaroni con la divisa tricolore – ph. © Claudio Merisio Mtb Channel

Marathon, gare più corte… tu vai forte un po’ dappertutto.
«Sinceramente io preferisco le gare più corte perché riesco ad essere più competitivo. A causa del mio lavoro riesco a fare uscite giornaliere della durata massima di tre ore. Tuttavia quest’anno per prepararmi al campionato italiano marathon ho partecipato ad alcune granfondo su strada cavandomela bene».

E in salita? Lo scorso hanno hai vinto la Nembro Selvino in 24’30″…
«Ho fatto il personale nel 2015 in gara, eppure il Selvino non mi si addice. Non è fatto per gli scalatori puri. A me piacciono salite come Foppolo, Ganda, Passo del Maniva… insomma, quelle con una certa pendenza».

Enula Bassanelli

[smart-grid row_height=”120″ mobile_row_height=”120″ captions=”false” title=”false” share=”false”]


[/smart-grid]