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martedì, Settembre 26, 2023

“La mia prima 21 km”: Stefano che vuole dire addio ai suoi dolori

Stefano Spreafico, podista amatoriale, dopo una lunga lotta contro i dolori provocati da una lesione cartilaginea e un anno di fisioterapia, decide di mettersi alla prova iscrivendosi alla sua prima corsa podistica: la Mezza Maratona di Bergamo, svoltasi il 27 settembre 2015.

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Stefano ci racconta così la sua avventura: «Ho sempre corso sotto casa, giusto per tenermi in forma e non ricadere nel vizio del fumo. Tre anni fa ho dovuto smettere a causa di dolori nella zona femorale. Mi avevano riscontrato un eccessivo consumo della cartilagine acetabolare (l’acetabolo è l’incavo osseo in cui ruota la testa del femore, ndr). Da quel momento sono partiti i vari trattamenti riabilitativi per migliorare il mio stato fisico. I dolori, anche bilaterali, si presentavano appena iniziavo a correre. Con i primi trattamenti non riscontravo nessun effetto positivo. Ho deciso allora di intraprendere la strada della fisioterapia, cercando di aumentare la massa muscolare. Dopo sei mesi di totale riposo ho provato a correre cambiando la postura della corsa, ottenendo finalmente dei risultati che mi hanno permesso di riprendere a correre – attività alla quale ero molto legato – senza nessun dolore. Spinto anche dal mio amico Alessandro Maffeis, ho deciso di fare un ulteriore passo: iscrivermi alla Mezza di Bergamo».

La tua prima corsa, che emozioni ti ha dato?
«Indescrivibile. Tuttora ho la pelle d’oca. Il lungo calvario degli anni scorsi dovuto ai problemi fisici si è trasformato nella forza che mi ha permesso di correre i miei primi 21 km. La gioia che ho provato dall’inizio alla fine ha fatto da quadro in questa bellissima esperienza».

stefano-spreafico-mezza-di-bergamo-2015-01Hai corso tutto il tempo solo?
«Ha corso con me per tutta la gara il mio amico Alessandro e abbiamo tagliato insieme il traguardo con un urlo di liberazione. Verso il km 15 è spuntata in bici il mio medico di base (che è anche una runner di lunghe distanze). Conosce la mia storia e mi ha incitato: “Sono consapevole delle sue problematiche, oggi non le ascolti”».

Come ti sei sentito all’arrivo?
«Mi sono sentito un campione perché ce l’ho fatta! Perché son riuscito a combattere i dolori! Ho cancellato tutto quello che ho passato con la speranza di non riprendere le visite».

Come ti è sembrata la gara?
«Ho trovato una buona organizzazione con un percorso bello e vario. L’arrivo infinito calpestando il tappetino azzurro sul Sentierone è stato spettacolare. Un po’ meno la partenza con un imbuto creatosi nella prima salita e che si è trascinato fino allo scollinare in città alta. Peccato per la poca partecipazione da parte del pubblico».

Ora cosa pensi di fare?
«Questa settimana non ho ancora ripreso a correre. Voglio vedere se salta fuori qualche dolore oppure no. Forse settimana prossima riprendo, ma per il momento mi dedico al CrossFit dove ho trovato sfogo. Non nego di stare già pensando ad un’altra gara».

ME.Ro

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