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Luca Carrara: “L’entusiasmo ridimensiona la stanchezza”

Manca un mese esatto alla fine di questo 2015 e Luca Carrara, top runner del team Mammut Libertas Vallesabbia, non ha la minima intenzione di fermarsi.

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Luca Carrara in azione alla Limone Extreme – Ph. Marco Colleselli e Riccardo Selvatico

Prima di alzare le braccia sul traguardo, ha calpestato la neve. Il bergamasco si è messo in gioco nella 43 km del Maddalena Urban Trail nella città di Brescia. E anche in questa occasione gli avversari non hanno avuto scampo. «A dire il vero la stanchezza inizia a farsi sentire, però l’entusiasmo nel trovare nuove sfide sembra ridimensionarla in breve tempo. Mi sento di ringraziare Eros Grazioli che, da dopo l’infortunio di quest’estate, mi sta seguendo negli allenamenti. Gran parte dei miglioramenti sono sicuramente dovuti alle sue indicazioni».

Un periodo felice e positivo: «Le vittorie aiutano il morale e invogliano a cercare di fare ancora meglio. Tuttavia, mi sento di dire che le corse a cui ho preso parte sarebbero state altrettanto belle e piacevoli anche se non fossi giunto al primo posto. Skyrunning e trail mi stanno dando modo di incontrare e conoscere tante persone che, come me, amano questo modo di intendere la montagna. Un dono che va al di là del semplice risultato finale».

Trail_del_Monte_Casto_2015_Andorno_Micca_Luca_Carrara_Davide_Cheraz_Filippo_Bianchi (2)Prudenza ma anche un buon ritmo, così ha corso la prima parte del Maddalena Urban Trail, 43 km e 2700 m di dislivello. «Inizialmente il percorso della 43 km coincideva con quello della 22 km. Sono stato davanti a poca distanza dal battistrada della gara corta Patrick Nicolini. Poi ho continuato da solo ma senza mai sapere quanto avessi di margine. La stanchezza si è fatta sentire nel finale quando mi ero però già lasciato alle spalle gran parte del dislivello».

Sulla salita del Dragoncello, ecco la neve. «È stato un cambio repentino. Ci eravamo abituati a temperature fin troppo miti. La neve è stata una variabile significativa nella Maddalena Urban Trail Brescia. La salita al Dragoncello era coperta da 20 cm di coltre bianca. Nella parte alta ho dovuto tracciare abbassandomi per superare diversi fusti d’albero piegati sotto il peso della neve caduta. È stato faticoso ma divertente».

Le balise erano ben posizionate. «Non posso che fare i complimenti ai ragazzi del Trail Running Brescia. Tutto è stato organizzato al meglio. Ho apprezzato l’attenzione riposta indistintamente verso tutti i partecipanti, ognuno con le proprie esigenze. Partenza e arrivo all’interno del Castello hanno aggiunto fascino e visibilità alla manifestazione. Fortunatamente non ci sono stati problemi di balise. Mi spiace per l’errore di percorso capitato a Patrick nella gara corta. In una corsa che prevede diversi incroci con altri sentieri, basta una piccola disattenzione».

Un percorso non così “urban”: «Ho nelle gambe qualche km in più rispetto allo scorso anno e ho deciso di scegliere di prendere parte alla gara regina (l’anno scorso Luca Carrara vinse la 22 km, ndr). Sono felicissimo di questa scelta. Il percorso rosso della MUTB si è rivelato interessante, vario ed eterogeneo. Tratti molto veloci alternati con salite ripide e discese tecniche da affrontare con prudenza. Di “urban” c’erano solo i brevi tratti di uscita ed ingresso in città».

Programmi per l’inverno? «Anzitutto divertirsi. Poi, se questo avverrà in gara, con un periodo di riposo o dedicandomi ad altro ancora non lo so».

En.Ba.