Banner alto

Banner alto

Mario Poletti: “Anche io all’Orobie Ultra Trail nel 2017? Quasi quasi…”

condividi su:

Incollato alle transenne, lo sguardo un filo nostalgico, in mezzo agli spettatori, c’era anche lui. A respirare quella tensione che precede lo start di una gara che si prepara per un anno intero. Clusone, piazza dell’Orologio, sede di partenza dell’Orobie Ultra Trail. Il sole di mezzogiorno picchia forte, la giornata è calda, gli atleti hanno davanti 140 km e 9500 m di dislivello positivo: dovranno dosare le forze con maggiore accortezza. Lui, Mario Poletti, che adesso si limita ad osservare i partenti, nella sua Clusone, su queste montagne ha stabilito il record di percorrenza, coprendo il Sentiero delle Orobie (circa 84 km e oltre 5000 m di dislivello) in 8h52’31”.

Orobie_Ultra_Trail_2016_Clusone_partenza_piazza_orologio_ph_credit_Alexposure

Piazza Orologio (Clusone): sta per partire la seconda edizione dell’Orobie Ultra Trail – ph. credit Alexposure Photography

Mario, un evento come Orobie Ultra Trail fa bene al nostro territorio? «Decisamente. Una grande manifestazione ben organizzata, i numeri ci sono, manca forse un po’ di qualità fra gli atleti, qualche grande nome in più per esaltare ulteriormente il livello organizzativo e il fascino delle Orobie». Qual è il tratto che rimarrà nel cuore ai concorrenti di OUT? «La parte più suggestiva va dal rifugio Brunone al passo di Zambla». Le crisi su tale distanza sono all’ordine del giorno, come si possono superare? «Nei momenti difficili della corsa, il pensiero va agli allenamenti duri che hai fatto per arrivare lì, ad altre sofferenze della vita, ai tuoi cari che non ci sono più. E ti aggrappi a ricordi che ti forniscano gli stimoli mentali per proseguire e finire la gara. Più di una volta viene in mente di lasciare, ma con vari giochetti psicologici le crisi si risolvono e si va oltre».

Musiche d’atmosfera e lunghi applausi scandiscono la partenza, gli atleti attraversano il centro storico di Clusone per la gioia degli spettatori che li vedono passare una seconda volta, prima che si allontanino alla volta delle montagne. La cronaca ci dirà in seguito che ben il 46% di loro non sarà riuscito a portare a termine il viaggio, un dato significativo che dimostra la durezza dell’itinerario proposto. Pochi, in percentuale, calpesteranno il tappeto rosso in piazza Vecchia a Bergamo, quel traguardo dove conquistare la maglia di finisher.

Mario Poletti Livigno 2016 ph credit Maurizio Torri (3)

Mario Poletti (a Livigno, sul percorso della Skymarathon) – ph. credit Maurizio Torri

E Mario Poletti, uno dei migliori skyrunner del mondo, che oggi scruta i volti tesi e l’equipaggiamento all’avanguardia dei partenti assiepati dietro l’arco del via, all’ombra dell’orologio Fanzago, non ha mai messo da parte la passione per la corsa e per i percorsi più duri, che esaltano le sue qualità. Il mese l’altro, guarda caso, ha spillato un pettorale della Monza Resegone. A breve, senza pettorale però, ripercorrerà l’impresa portata a termine nell’agosto del 2005. «Vorrei ripetere ogni anno il giro sul Sentiero delle Orobie. Una traversata in solitaria, che nel 2015, in occasione del decimo anniversario dal record, ho chiuso in venti ore. Dieci ore il primo giorno, dormendo al rifugio Coca. Dieci ore il secondo giorno. Fermandomi ad ogni rifugio a mangiare un panino o a bere qualcosa».

Non ti viene voglia di metterti lì in prima fila e di partire anche tu? «Beh, vedendo questi atleti, sentendo la loro energia e pensando al bellissimo percorso disegnato sulle Orobie, qualcosa è scattato in me. Non escludo di mettere l’Orobie Ultra Trail in calendario per il prossimo anno. L’idea di partecipare non è così lontana. Il trail è un nuovo sport, che corrisponde più ad una sfida contro se stessi, dove conta molto la preparazione psicologica. La intraprenderei perciò con uno spirito diverso rispetto agli anni dell’agonismo vero, tenendo però sempre conto dell’aspetto cronometrico!».

Mario_Poletti_Pablo_Criado_Toca_Clusone_2016_Orobie_Ultra_Trail_ph_Giuseppe_Lussana

Mario Poletti con l’amico Pablo Criado Toca – ph. credit Giuseppe Lussana

Mezzogiorno è scoccato, la piazza si svuota, resta solo qualche giornalista per le ultime interviste alle autorità, Marco Zanchi e altri runner che correranno il giorno seguente il GTO si fermano al bar per un veloce aperitivo. Mario Poletti invece scappa, non potrà seguire la gara perché impegnato in un altro evento sull’altopiano di Asiago. Ma in piazza a Clusone ci tornerà spesso, figurandosi quei sentieri che conosce come le sue tasche, pensando alla terza edizione di Orobie Ultra Trail.

Enula Bassanelli