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Nadir Cavagna: “Nel 2015 il confronto coi senior. A chi mi ispiro? A mio padre Isidoro”

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Candidato al titolo di atleta lombardo dell’anno (fino a lunedì 22 dicembre sarà possibile votare sul sito di Fidal Lombardia), il gioiellino dell’Atletica Valle Brembana è una promessa (nel panorama italiano della corsa in montagna e oltre) che è già realtà. Per rendersene conto, basta snocciolare tutti i risultati ottenuti nel corso dell’ultima stagione. Nadir Cavagna si sta prendendo una manciata di giorno di riposo e poi si proietterà direttamente nel 2015, un anno complicato essendo il primo nella categoria promesse.

Ciao Nadir, stai correndo in questi giorni?
«In realtà sono fermo, per riposare un po’ a fine stagione, fisicamente ma soprattutto mentalmente».

Che voto dai al tuo 2014?
«7,5. Ho avuto dei buoni risultati con la corsa in montagna nel periodo estivo, ma è da inizio anno che ho degli alti e bassi, quando preparo una gara importante c’è sempre qualche piccolo problema e non riesco mai ad arrivare pronto e preparato per quell’occasione».

E al tuo Mondiale di corsa in montagna a Casette di Massa?
«8,5. Resta il rimpianto di essere rimasto ai piedi del podio, poi sono gli altri che devono giudicarmi, non io».

Nadir_Cavagna_2014

Come ti sei gestito, in quell’occasione?
«La mia tattica di gara, studiata la sera della vigilia, era quella di partire cauto e risparmiarmi nei primi 4 km di gara e poi dare tutto gli ultimi 4 km nella cava. Ma non è andata proprio così, perché sono partito molto cauto, infatti ero molto staccato dal gruppo di testa nei primi km, così ho deciso di rientrare. Però ho sprecato molto e dopo i primi 4 km ero già cotto. Nella cava ho dato tutto quello che avevo e fortunatamente non ho perso posizioni, anzi, ho recuperato il norvegese e mi sono assicurato la quarta posizione».

Cosa porti con te delle esperienze con la maglia azzurra? 
«Diciamo che girare il mondo con la maglia azzurra è un grandissimo onore, ed è un’esperienza unica. Impari a vivere lo sport in modo diverso, ti metti a confronto con altre nazioni e culture diverse. Fortunatamente il movimento della corsa in montagna ha un gruppo davvero unito, ed è grazie a questo se la tensione della gara la senti soltanto la sera prima. È una grande famiglia, ed è bello farne parte, anche solo per questi pochi anni».

Come ti stai preparando alla prossima stagione e cosa ti aspetti dal 2015?
«Devo ancora cominciare a preparare la prossima stagione e pensare agli obiettivi. La cosa più importante sarà riuscire a confrontarmi con i senior. Per il 2015 non ho grandi aspettative visto che sarà il primo anno da promessa: spero solo di far bene, poi i risultati arriveranno».

Ci riassumi tutti i migliori risultati di quest’anno?
«A maggio ho vinto il titolo italiano di corsa in montagna a staffetta a Leffe, con il mio compagno nonché migliore amico Nicola Bonzi. A giugno sono arrivato 2° ai campionati italiani su pista nei 5000 a Torino, e la settimana successiva ho vinto la prima prova del campionato italiano di corsa in montagna a Oncino (Cn). A luglio sono arrivato 5° agli europei a Gap, in Francia, dove abbiamo vinto l’oro a squadre. Ad agosto, invece, ho vinto la seconda prova del campionato italiano a Pergine e mi sono aggiudicato il 7° titolo tricolore. Mentre a settembre sono arrivato 4° al mondiale a Massa e abbiamo vinto l’argento a squadre».

Nadir Cavagna_1

Sei candidato al titolo di miglior atleta lombardo under 20 dell’anno.
«Si, è un onore essere candidato come miglior atleta lombardo dell’anno. Speriamo solo di vincerlo questo concorso, ma mi serve l’aiuto di tutti, quindi se non avete ancora votato aiutatemi a vincere…!».

Stai studiando o lavorando?
«Ora lavoro dal mio sponsor, Meccanica Gervasoni a Lenna, dove fortunatamente riesco a lavorare solo 5 ore, così il pomeriggio riesco ad allenarmi».

Il tuo futuro è nell’Atletica Valle Brembana?
«Se non dovesse succedere nulla il mio futuro è sicuramente nell’Atletica Valle Brembana. Le uniche squadre per cui lascerei la mia attuale società sono i corpi militari. Ma per ora sto bene qui».

Chi è il tuo allenatore?
«Il mio attuale allenatore, da aprile 2014, è Renato Gotti, un grande campione. Solo avvicinarmi ai suoi tempi sarebbe un grande traguardo. Mi trovo molto bene con lui, perché riesco a parlare di tutto molto liberamente: malgrado sia sempre impegnato sa trovare il tempo per vedermi».

Nadir Cavagna

Cosa ti ha spinto dalla strada alla corsa in montagna?
«Ho sempre praticato tutte le specialità, dalla strada, ai cross, alla pista fino alla montagna. In montagna ottengo i maggiori risultati, ma non faccio solo quella, infatti la mia stagione non finisce quasi mai, tranne nel mese di dicembre, dove tiro un po’ il fiato».

In inverno pratichi solo la corsa oppure affronti anche altri sport, per allenarti?
«Ogni tanto pratico un po’ di sci di fondo, ma in prevalenza corro».

Quanti chilometri hai macinato con le scarpe da running?
«All’incirca, quest’anno, ho percorso 4350 km».

In quante nazioni sei stato per le gare?
«Quest’anno l’unica nazione straniera è stata la Francia,  visto che i mondiali si sono svolti in Italia».

C’è un atleta che consideri un modello da seguire?
«L’unico atleta che ho sempre preso come modello da seguire è stato mio papà, Isidoro Cavagna. È stato un buon atleta, ma ha la fortuna-sfortuna di aver sempre lavorato: non è mai riuscito a fare l’atleta a tempo pieno. E fino ad aprile è stato il mio allenatore».

En.Ba.