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Oliviero Bosatelli: “Tante incognite ma vorrei fare un altro Tor des Géants”

Un’operazione all’ernia, il recupero difficoltoso, una stagione in chiaroscuro. Oliviero Bosatelli resta però a tutti gli effetti il Gigante del Tor, si allena ai giusti ritmi per la sua attuale condizione fisica, e la gara il cui simbolo ha tatuato sul polpaccio trova ancora posto nei suoi programmi.

oliviero bosatelli

Reduce da qualche giorno sulle Alpi Marittime e in Val di Sole, sceso in campo all’Utmb ma ritiratosi al km 30, conferma di essere pronto a disputare il Tor des Geants. Con uno spirito diverso rispetto agli anni scorsi. Oliviero Bosatelli non si nasconde: «Quest’anno non riesco ad ingranare – racconta con un sorriso che cela un pizzico di amarezza -, dopo il problema alla schiena che ho sempre avuto, ho cominciato ad avere le fasciti sul piede destro. Arranco non poco, vedo difficile l’obiettivo di essere competitivo. Ho partecipato all’Ultra Trail du Mont Blanc senza ambizioni: avrei voluto arrivare alla fine e soffrire il meno possibile. È stato già bello poterci essere per gustare il fascino della gara».

Nei mesi scorsi il Bosa ha subito un’operazione all’ernia. E probabilmente proprio da lì è nato il problema che sta accusando adesso. «Credo sia stato un problema di postura, che è andata ad influire sull’assetto. Quando corro sento ad ogni passo un dolore simile a quando hai un livido e uno fa pressione. Ed è così ormai da tre mesi».

La cura? «Purtroppo si tratta di un problema che può protrarsi per mesi. Settimana scorsa ho comprato dei plantari per vedere se ammortizzano meglio con le scarpe antinfortunistiche del lavoro. Negli allenamenti uso sempre la scarpa più ammortizzante della Scott, aggiungendo anche un calzino spugnoso per sentire meno i sobbalzi. Aldilà del massaggiatore, la cura più efficace sarebbe il riposo. Diciamo che mi divertirò di più ad andare a camminare, con meno tensione e ansia di essere protagonista».

Anche nei giorni di ferie, quindi, niente allenamenti veloci ma solo camminate. «Sono stato da poco nella Val di Gesso a percorrere l’Alta via del Re, sulle Alpi Marittime. Era la mia prima volta, ho scelto questo posto grazie al consiglio di un’amica che ci era stata la settimana prima. Si è rivelata una zona davvero molto bella, che permette di immergersi nella storia della nostra nazione: passi nelle zone dove gli Alpini hanno costruito le mulattiere e gli accessi ai valichi, ci sono le caserme di guardia al confine con la Francia, utilizzate durante la prima guerra mondiale. È un percorso segnato bene e frequentato da molti stranieri. Ho fatto con mia moglie quattro giorni di camminate: il primo solo 8 km per salire al rifugio, poi 25 al giorno nei due successivi e l’ultimo 36 per tornare al punto di partenza, così da inserire un lungo. Anche negli altri giorni cerco di fare qualche lungo per mettere chilometri nelle gambe, senza nulla di velocità: diciamo che più che allenamenti sono camminate con la famiglia».

Al primo posto delle vacanze di quest’anno ci sono state proprio casa e famiglia. «Ho dedicato ancora un po’ di tempo a sistemare la mia nuova casa, che ormai è conclusa, oltre che ad accontentare la moglie andando in montagna insieme – sorride -. Lunedì 30 agosto ho ripreso il lavoro».

oliviero bosatelli

Alle spalle in questa stagione il cinquantaduenne di Gandino ha un quarto posto alla Valmalenco Ultra Trail a luglio. «L’ho corsa dolorante, poco allenato e demoralizzato. L’anno scorso mi avevano chiamato come testimonial, quest’anno ho partecipato arrivando quarto. Vedevo comunque che non riuscivo ad essere competitivo con il primo. Venivo da un’ernia al disco il mese prima, non mi ero allenato bene e non si può pretendere troppo».

Guardando avanti, invece, non si può non parlare di Tor des Geants. Il Bosa ci arriva da vincitore dell’ultima edizione (nel 2020 la gara non si è disputata). «Dovrei farlo, pur avendo ancora mille incognite: la preparazione e i km nelle gambe sono quelli che sono, non so come si comporteranno le fasciti. Al Tor comunque c’è tanto da camminare e la prestazione dipende molto dalla testa. Le andature sono più lente ma a me comunque mancano i chilometri».

E dopo il Tor? «So per esperienza che ci vuole un mese per riprendersi. Ho diversi inviti per l’autunno ma non potrò andare dappertutto perché dipende dalla possibilità di prendere le ferie dal lavoro».

Bosatelli non si scompone ma il morale del gigante di Gandino non è quello dei tempi migliori. «Non sono sicuramente euforico, ma bisogna prendere atto della situazione. I 50 li ho passati da un po’ e so che più si sale con l’età più i problemi fisici usciranno e il recupero è sempre più difficile. Largo ai giovani! Io continuo ad esserci ma sapendo che devo fare da spettatore più che protagonista».

Con uno spirito diverso ma il Bosa non molla. Fosse anche solo per divertirsi, lui non si arrende ai problemi fisici e continua a correre. E non è da escludere che regali ancora delle sorprese.

Francesco Ferrari

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