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Ottomila runner a Longarone, per non dimenticare

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Longarone, 29 settembre 2013 – Ottomila persone si sono date appuntamento domenica mattina 29 settembre a Longarone in provincia di Belluno alla Pedonata “I percorsi della Memoria”: tanti erano gli appassionati di corsa, di montagna e di passeggiate che volevano omaggiare il Vajont ognuna a modo suo. In mille circa lo hanno fatto partecipando alla gara competitiva che è partita alle ore 9 dal centro di Longarone; gli altri, quasi settemila, scegliendo la prova non competitiva per camminare sui Percorsi della Memoria e riflettere su quanto accaduto, senza però dimenticarsi di godere della giornata, dei panorami e della gente di queste terre che come ogni anno ha allestito lungo il percorso punti di ristoro e aree di riposo per permettere a tutti di portare a termine la gara.

Per quanto riguarda le classifiche finali nella gara più lunga, la 25 chilometri, ha vinto il prete volante Franco Torresani con il tempo di 1:37’35’’ in seconda posizione si è classificato Simone Zanella, mentre terzo è Amghit Ayyad. Tra le donne, Martina Festini Purlan, Silvia Rampazzo e Chiara Ladini sono arrivate tutte e tre per mano con il tempo di 2:08’07’’.
Nella gara intermedia, la 17 chilometri, la vittoria è andata a Livio De Paoli con il tempo di 1:09’24’’, Massimo De Menech è secondo al traguardo e Mattia Maddalin è terzo.
Nella categoria femminile è stata Susanna Vidoz a dominare con il tempo di 1:30’50’’. Ivana Dall’Armi e Silvia Romano Gargarelli sono rispettivamente seconda e terza.
Giuliano De Biasi con il tempo di 37’19’’ ha vinto la gara più breve di 10 chilometri, alle sue spalle Riccardo Ebo con 1’18’’ di ritardo, sale sul terzo gradino del podio Daniel De Battista. Nella classifica rosa, Susanna Gatto vince davanti a Sabine Klotz con il tempo di 58.40. Petronilla Bonissoni è terza a 1’25’’ dalla prima posizione.

Il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha voluto essere presente ai nastri di partenza dei Percorsi della Memoria. «Avevo promesso che sarei venuta – ha detto – e sono davvero contenta di essere qui. La tragedia del Vajont me l’avevano raccontata i miei genitori, ma vedere questi posti personalmente è un’altra cosa». Il ministro, dopo aver visitato il cimitero monumentale di Fortogna, ha dato il via alla gara non competitiva ed è stato in seguito accompagnato lungo il percorso fin sotto la diga per vedere da vicino la maestosità ingegneristica della struttura. Di ritorno al Centro Fiere di Longarone ha incontrato il mondo della scuola bellunese.

In chiusura del dibattito il sindaco di Longarone Roberto Padrin ha chiesto ufficialmente al ministro che la storia del Vajont entri nei libri di testo scolastici dalle scuole elementari fino alle superiori. «Accolgo la richiesta – ha risposto il ministro – e con impegno e piacere la inserirò nell’attività futura. La storia va presa come studio per guardare il presente e il futuro, attraverso il passato che in casi come questo va oltretutto onorato. È sicuramente istruttivo il caso del Vajont perché racconta il rapporto fra lo sviluppo tecnologico e l’ambiente. Il passaggio da storia a memoria implica un distacco, ma qui la memoria è ancora viva, ho potuto constatarlo personalmente oggi, quindi, noi possiamo patrocinare tesi e ricerche che curano l’aspetto ingegneristico, le responsabilità dei tecnici o altro, ma per entrare nei testi scolastici è necessario un altro passaggio. Serve una successiva analisi – ha concluso – che potranno effettuare gli storici grazie alla digitalizzazione dei documenti del processo dell’Aquila: i dati e informazioni acquisite, elaborate con metodo scientifico, consentiranno il passaggio dalla memoria alla storia».

Giorgio Valetudo