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Percorrendo i 21,097 km della Brescia Art Marathon

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BAM 2016: al via anche noi di Montagna Express, che abbiamo scelto la mezza maratona. Ve la raccontiamo, per poi passare la parola al vincitore: il campione di corsa in montagna Francesco Puppi.

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6.30, domenica mattina. Una colazione ad occhi ancora chiusi e via in auto per raggiungere Brescia. Qualche goccia d’acqua presto lascerà spazio a una giornata di tempo variabile, con 10° e vento praticamente assente. Condizioni ideali per correre. Il viaggio lungo l’A4 lascia spazio ai pensieri e a quel senso di agitazione che, sempre, precede qualsiasi gara di corsa. L’area della partenza, nonostante sia ancora prestissimo, è già invasa da molti dei 6.000 podisti colorati che si metteranno alla prova sulle 3 distanze e 4 format, che propone la ormai promossa organizzazione della Brescia Art Marathon (BAM): 10 km – in formula anche non competitiva – 21,097 km per la mezza e i classici, mitici e temuti 42,195 della regina delle corse: la maratona.

Il clima delle gare su asfalto è sempre molto teso, ben diverso dal contesto della montagna, dove si tende a sdrammatizzare facendo gruppo, magari attorno a un boccale di birra! Qui sembra di poter tagliare la tensione nell’aria a fette. I podisti sono nervosi: c’è chi si accavalla in esercizi di stretching più o meno canonici, altri corrono freneticamente avanti e indietro, altri stemperano la tensione, osservando i profili delle atlete… e qualcuno si dedica al rito pre-gara del caffé, cercando una carica per affrontare la propria corsa.

Brescia_Art_Marathon_2016_Sara_02Puntualmente, attorno alle 9.00, tutti i partecipanti raggiungono la zona delle griglie di partenza. All’interno ci si sente un po’ come una mandria in attesa di correre, respirando uno l’agitazione dell’altro. Accanto, gli amici, i parenti o semplicemente i curiosi, si accalcano per catturare la miglior foto della partenza. Peccato che non ci fosse un service dedicato a intrattenere, motivare e incitare i partenti! O forse l’audio non è riuscito a giungere fino alle retrovie? In effetti, in fondo al torpedone non è arrivato nemmeno il suono netto dello sparo e il via si è “intuito” vedendo i primi iniziare a correre!

Il percorso della mezza maratona – gara che in questa occasione raccontiamo ai lettori di Montagna Express – è quello tipico di un tracciato urbano. La partenza, come si è detto, è in una zona fuori dal centro e non lontano dalle antiche Fonti di Mompiano, l’acquedotto che in epoca romana portava acqua fino al foro dell’antica Brixia, per essere poi diffusa a tutte le fonti cittadine. Lunghi viali chiusi al traffico permettono – a chi ne ha! – di allungare il passo e mantenere un ritmo costante, attraversando aree industriali e campi ancora avvolti nel torpore invernale. Attorno al settimo km, la gara di 10 km si divide dalle distanze più lunghe, proprio in prossimità del Museo del ferro di Brescia, uno spazio espositivo-laboratorio di archeologia industriale.

La mezza maratona prosegue verso il Parco delle Colline, uno dei boschi cittadini riscoperti dopo un periodo di abbandono. È in questo luogo suggestivo, dove la primavera dà vita alle prime fioriture spontanee del sottobosco, che il tracciato s’inerpica nella sua salita più decisa, chiedendo agli atleti un piccolo sforzo in più, ripagato dalla discesa successiva che riporterà il percorso alle pianure bresciane, in direzione del quartiere di Fiumicello. Da qui, i maratoneti continueranno la loro corsa in solitaria per raggiungere infine, e a loro volta, il centro, terminando così la gara in Piazza della Loggia, sede della partenza e dell’arrivo della celeberrima Mille Miglia, la gara di auto d’epoca, di cui si racconta la storia nel Museo Mille Miglia di Brescia.

brescia-art-marathon-2016-mezza-francesco-puppiTagliare il traguardo di Piazza della Loggia è una bella emozione, grazie al grande e festante abbraccio di tutti gli spettatori, capaci di regalare a ciascun atleta il proprio piccolo momento di gloria. Non così piccolo è quello di Francesco Puppi, classe 1992 dell’Atletica Valle Brembana (Zogno – Bergamo) che ha raggiunto la finish line in 1h09’05”, conquistando il gradino più alto del podio. Francesco, non nuovo a simili emozioni, nel 2015 ha vinto un bronzo ai mondiali di lunga distanza, oltre al titolo italiano di vertical. L’abbiamo ritrovato vincente sull’asfalto dei 21,097 km bresciani e non potevamo perdere uno scambio di battute, considerata anche l’appartenenza alla stessa società sportiva.

⇒ La mezza del campione: Francesco Puppi vince la Mezza Maratona della BAM 2016. Francesco ci ha raccontato che… Leggi qui.

Un plauso, quindi, all’organizzazione della Brescia Art Marathon, capace di gestire 6.000 partenti, assicurando un ottimo ristoro all’interno del villaggio atleti in pieno centro. Grazie poi al biglietto omaggio della metropolitana cittadina, l’organizzazione ha dirottato tutti verso la zona della partenza, per offrire una doccia calda e ampi spogliatoi presso le fantastiche Piscine Mompiano, uno spunto per iniziare fin da subito il recupero post gara!

Sara Taiocchi

1 Comment

  1. Bejleri Jonida

    Una giornata meravigliosa a partire dai colori e dai visi emozionati e sorridenti già in metro’ che ci portava alla fermata “Europa”.
    Un fiume di gente allegra e vociante, la banda e gli incitamenti di tantissimi ai margini della strada dove siamo partiti.
    La mia prima volta su queste strade viene da una settimana di ansia e preoccupazione di non farcela.
    La preparazione, la dieta e il riposo…il nodo in gola e …finalmente si parte.
    I miei amici e maestri, Dalmazio e Simone che hanno alle spalle altre Maratone, li scopro più emozionati e preoccupati di me.
    Poi si corre, pur di stare nella loro scia tiro da matti.
    Organizzazione perfetta, indicazioni sul percorso impeccabili. Mi scopro a qualche km dal traguardo in totale crisi. Ebbene qui Dalmazio mi prende per mano e mi incita e accompagna fino al traguardo.
    Rientrando in macchina ricevo un messaggio in cui mi dicono che sono quattordicesima delle donne e prima nella mia categoria?!?!? Incredibileeeeee!!
    Una sensazione indicibile e una sola parola:
    Grazie, grazie, grazie…..a Dalmazio a Simone alle donne che mi sostenevano ai margini della strada… a tutti… A QUESTA MERAVIGLIOSA BRESCIA