Primato personale e 45esima posizione finale, con Jamel Chatbi costretto a rinunciare per la mancanza del permesso sul lavoro, questo il bilancio del mondiale di mezza maratona corso in Danimarca. Il bergamasco Simone Gariboldi, poliziotto di San Giovanni Bianco, chiude con il crono di 1h02:50, nuovo primato personale (aveva 1h02:54 realizzato alla Roma-Ostia 2013 e 1h03:45 allāultimo tricolore della specialitĆ a Verona). Con i piazzamenti di Gariboldi, di Daniele Meucci (27°) e di Gianmarco Buttazzo (60°) lāItalia termina al 12esimo posto a squadre una gara caratterizzata da ritmi velocissimi tenuto conto dellāassenza di lepri. Titolo mondiale al keniano Geoffrey Kipsang in 59:07, davanti allāeritreo Samuele Tsegay (59:20) e allāetiope Guye Adola (59:20, stesso tempo dellāargento). Quarto posto per il favorito della vigilia, lāeritreo Zersenay Tadese, il cinque volte campione del mondo della specialitĆ , che ha dovuto arrendersi nel finale dopo essere stato protagonista, in testa, per tutta la fase centrale della corsa. Nella gara femminile Valeria Straneo ha terminato allāottavo posto in 1h08:54, non lontana dalla keniana Gladys Cherono, oro in 1h07:25. Dominio assoluto del Kenya: argento a Mary Ngugi, 1h07:43 e bronzo a Selly Kaptich, 1h07:51, con lāaggiunta della quarta e della quinta piazza finite alle connazionali Kabuu e Kibarus. Titolo a squadre ovviamente fuori discussione, mentre lāargento ĆØ andato allāEtiopia e il bronzo al Giappone, che ha preceduto lāItalia di soli 24 secondi (3h31:30 complessive, contro le 3h31:54 delle azzurre): a completare lo score italiano, il 22esimo posto della 23enne pugliese Veronica Inglese (al primato personale di 1h10.56, undicesima prestazione italiana di sempre) e il 29esimo di Nadia Ejjafini in 1h12:04 (chiude il 38esimo posto di Fatna Maraoui, 1h12:49).