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martedì, Febbraio 20, 2024

Piazzatorre Bike Tour: Johnny Cattaneo strizza l’occhio alla vittoria

Piazzatorre Bike Tour, la più giovane gara del circuito Orobie Cup, si è disputata domenica 28 agosto in Alta Valle Brembana. Con Oscar Lazzaroni impegnato in Val di Sole (dove si è laureato campione del mondo master di categoria), la sfida al vertice si è risolta nel duello fra Johnny Cattaneo (Wilier Force) e Marzio Deho (Olympia Polimedical) e ha visto la vittoria del biker di Santa Brigida. Terzo Alberto Riva, al femminile successo di Simona Mazzucotelli. 250 i biker ai nastri di partenza, la voce di Juri Pianetti, speaker ufficiale, il sottofondo all’evento. Proprio lui, dalla sua particolare prospettiva, ci racconta la giornata dedicata alle ruote grasse.  

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ph. © Claudio Merisio

 120%.

Di solito, quando arrivi alle gare, non hai mai molte informazioni a riguardo. Chi ti ha chiamato per fare lo speaker, magari mesi prima, non ha tempo mezz’oretta prima della partenza di spiegarti quello che ti aveva promesso di spiegarti. Mai. E tu questa cosa la sai, la sai bene. Ci hai fatto l’abitudine.

Quando arrivi alle gare, sono sempre in 2 massimo 3 le persone di riferimento e quel giorno lì, purtroppo, lo sono per tutti. Per il carabiniere in congedo che fa parcheggiare le auto e il volontario della croce rossa che vuole sapere dove mettersi. Per il pensionato con la bandierina all’incrocio che non farà attraversare nessuno e il radioamatore che darà notizie sui passaggi. Poi ci sono le iscrizioni, gli striscioni da appendere, il gazebo da montare,il ristoro da preparare, la corrente che non arriva, la prolunga senza la tripla e un sacco di cose che capitano a catena che non sapevi che potevano capitare.

Tutti che chiedono qualcosa, tutti alle stesse 2 o 3 persone di riferimento. Ecco che intuisci che, se vuoi dare una mano, ti tocca chiedere il meno e raccontare il più Possibile. È per questo che anche oggi mi ritrovo a parlare da solo in macchina sui tornanti verso Piazzatorre. A ripetere il BUONGIORNO A TUTTI nello specchietto retrovisore come se fosse il pubblico dell’arena di Verona. Perché che sia il gioco aperitivo in un villaggio vacanze o la partenza di una gara internazionale, che ci siano poche persone o una folla enorme, l’Entusiasmo non è un accessorio ma una necessità.

Quando salivo verso la zona della gara, appena prima del paese ho incontrato un ciclista con lo zainetto in salita. Ho interrotto la mia Prova-voce perché gli occhi m’han fatto pensare: Che gallo questo che va a fare la gara e ci arriva in bici mentre io sto cercando di svegliarmi per intrattenere il pubblico. Quando lo raggiungo, capisco subito che è il mio compagno delle Medie e accetto anche l’idea che alla gara ci arrivi in Bici. È il Johnny Cattaneo… Lo saluto, gli sorrido e mentre guardo come ricambia il saluto ho la presunzione di intuire che ha capito dove sto andando. Io a Presentare e lui a Pedalare.

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ph. © Claudio Merisio

Con il sole di traverso che dà il buongiorno, alla Partenza c’è un bel da fare. Bandiere, furgoni ragazzini sui rulli, genitori con videocamere e pensionati con i cappellini della Carrera di Chiappucci. Gli organizzatori mi accolgono subito con una stretta di mano e un sorriso confortante. Il sorriso un po’ teso di chi fa le cose per bene e con passione ed è un po’ preoccupato che tutto vada al 120%. Chi fa le cose in questo modo va premiato. Sempre. Che sia lì per pedalare, per assistere, per appendere uno striscione, per preparare il pasta-Party pro terremotati o per fare un reportage fotografico, va Premiato. Indiscutibilmente Premiato. Tutti insieme sul gradino più alto del podio, e qui oggi ce ne vuole di spazio.

Incontro nuovamente Johnny che mi chiede se posso tenergli un antivento, gli rubo un selfie e ci scambiamo il piacere. Per me è emozionante presentarlo, lo vedo da sempre come il mio compagno delle medie e invece nel frattempo s’è formato un uomo, un ciclista un campione. La gara parte sotto il ferreo controllo dei giudici e il rumore di catene, cambi e pneumatici si mescola con il borbottio della moto da trial che apre la pista. Assordante la concitazione del Via da parte dei tifosi e appassionati sul tracciato.

Mi hanno dato una scaletta davvero ben fatta – è la prima volta che mi capita, grande Mauro Boschi – con lista partenti, sponsor, organizzatori, ringraziamenti e cosevarie. Poco più di un foglio a4 per parlare tutto il giorno. Il resto, devo mettercelo io e se lo Meritano. Dal primo concorrente all’ultimo, da chi spinge sui pedali a chi taglierà il traguardo a piedi con un ginocchio sbucciato sul Ghiaione. Dall’unico concorrente iscritto del Paese a chi è venuto da fuori provincia partendo all’alba. Da chi ha il figlioletto sulle spalle e attende il Papà e chi sta cercando di capire se il nipotino ha preso il via. Se lo Meritano.

Sei lì che cerchi applausi gratis e in radiocronaca ti comunicano che il primo è giunto in paese, una ripida salita divide il ciclista dal traguardo. Ti han detto il numero del pettorale ma non vuoi controllare se quello che pensi è realtà. Un po’ ci speri che sia il Johnny, sarebbe la prima volta che lo presenti e avresti l’onore di annunciarlo come vincitore. Sai che al primo giro era in lotta con l’intramontabile Deho, ma non sai poi come è andata la discesa del Ghiaione, il sentiero verso la Forcella e la salita sui 40 gradi di un asfalto d’agosto. La folla inizia ad acclamare, i rispettivi genitori di questi 2 campioni controllano fin dove si vede e mi ricordano, sorridendo, che l’anagrafe segna 13 di differenza tra il 68 di Deho e l’81 di Cattaneo.

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ph. © Claudio Merisio

La maglia della Wilier Force spunta all’orizzonte. È Johnny Cattaneo. Inizio a Capire che annuncerò la Sua vittoria e il tono di voce, senza impostarlo, diventa più bello. È impossibile sorridere e non farlo con gli occhi. Il mio compagno di banco vince la Piazzatorre Bike Tour. E lui non sa nemmeno che gioia è per Me. O forse lo sa, e mi fa l’occhiolino appena mi passa davanti, lo stesso di quando faceva canestro con la pallina di carta nel cestino della Terza B.

A Lui e a tutti quelli che si son dati appuntamento a Piazzatorre oggi, C’è da dare i 120%. Per Forza. Ed è quello che, dal primo istante in cui appoggio la voce al microfono all’ultimo, cerco sempre di dare io.

Juri Pianetti

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