Trent’anni fa inventarono lo skyrunning. Ora tornano sul Monte Rosa

Fabio Meraldi Monte Rosa 1996
Fabio Meraldi fermò il cronometro nel 1994 a 3h14’ alla Capanna Margherita sulla vetta del Monte Rosa a 4.554 m. Rimane il record individuale ancora oggi. In questa foto: Fabio Meraldi nell’ascesa al Monte Rosa | anno 1996 | photo Dario Ferro

Tra il 1992 e il 1996 ad Alagna Valsesia nasceva lo skyrunning, la corsa in alta quota che avrebbe conquistato il mondo. Trent’anni dopo, i protagonisti di allora – da Marco De Gasperi a Gisella Bendotti, da Bruno Brunod a Marino Giacometti – tornano sul Monte Rosa. Non per battere i propri record, ma per ritrovare quello spirito.

Dove tutto è cominciato

Ad Alagna Valsesia (VC) nacque la Monte Rosa SkyMarathon, la gara più alta d’Europa, disputata dal 1992 al 1996. Fu la prima gara del circuito FILA Skyrunner Trophy che toccò quattro continenti: dalle Alpi al Tibet, dal Kenya al Colorado fino ai vulcani messicani, sempre sul filo dei 4.000 metri – e oltre.

Trent’anni fa la gara di salita e discesa del Monte Rosa segnò la nascita dello skyrunning, la corsa in alta quota, oggi una disciplina globale. La Monte Rosa SkyMarathon fu rilanciata nel 2018 e oggi comprende quattro gare, tutte oltre i 3.000 metri di altitudine. Quest’anno avrà degli apripista speciali: gli skyrunner originali degli anni ’90 che parteciparono all’ultima edizione del FILA Skyrunner Trophy nel 1996.

I protagonisti del ritorno

Trent’anni dopo, si ritroveranno nuovamente al via gli stessi protagonisti dell’epoca, a cominciare da Marco De Gasperi, allora diciassettenne e futuro sei volte Campione del Mondo di Corsa in Montagna e Campione delle Skyrunner World Series. Nel 2018 ha fatto un FKT di andata e ritorno in 4h20’.

Vincitrice di alcune delle gare skyrunning più impegnative al mondo, l’atleta Gisella Bendotti è nata e vive tutt’ora in una piccola frazione di Alagna. Detiene ancora il record individuale di 5h34’ dal 1994. Tra i protagonisti delle passate edizioni saranno presenti anche le guide alpine Adriano Greco e Miky Oprandi e Omar Oprandi, Adriano Salvadori, ed Ettore Champretavy.

Monte Rosa Skymarathon 1993 salita alla vetta pionieri Adriano Greco, Fabio Meraldi, Roberto Gemo, Michelangelo Oprandi, Adriano Salvadori
Monte Rosa Skymarathon, nel 1993 la prima salita alla vetta. I pionieri in azione. Davanti a tutti Adriano Greco, seguito da Fabio Meraldi, Roberto Gemo, Michelangelo Oprandi, e in coda Adriano Salvadori. Più staccato, probabilmente un atleta americano | photo Dario Ferro

La leggenda dello skyrunning Bruno Brunod assieme a Marino Giacometti, inventore dello skyrunning e coordinatore del FILA Team dell’epoca, saranno testimonial sul campo. «Miky Oprandi e il suo libro Correvamo in Paradiso ha motivato questo ritorno 30 anni dopo. È un piacere riprendere il ruolo di team manager anche se lo spirito e il motore per arrivare in cima non sarà lo stesso per tutti», commenta Marino Giacometti.

La partenza è fissata in concomitanza con l’apertura delle funivie – proprio come negli anni ’90. L’assetto sarà però meno spartano rispetto al passato: l’abbigliamento d’epoca sarà integrato con moderne attrezzature di sicurezza, allora inesistenti.

La sfida con il passato

I confronti con i tempi del passato saranno inevitabili. Oggi la missione sarà raggiungere la vetta del Monte Rosa a 4.554 metri, oppure, per chi non ritroverà più le forze di un tempo, arrivare al Rifugio Gnifetti a quota 3.647 metri. Brunod impiegò 2h01’ per raggiungere il Rifugio Gnifetti nel 1996, mentre Fabio Meraldi, nel 1994, fermò il cronometro a 3h14’ alla Capanna Margherita, sulla vetta del Monte Rosa – tempi che oggi rappresentano anche un simbolico confronto con il decadimento della performance in alta quota dopo trent’anni.

Contattato da Montagna Express, Fabio Meraldi ricorda: ««Sono state grandi prestazioni, è innegabile, ma le correvamo in solitaria, in condizioni e con responsabilità molto diverse da oggi. Chi organizza una gara del genere si assume un peso enorme – e affrontarla da soli, senza i protocolli di sicurezza attuali, sarebbe semplicemente impensabile».

Monte Rosa SkyMarathon Gisella Bendotti Fanetti 1993
Gisella Bendotti, nativa di Alagna Valsesia e, ancora oggi, dententrice del record individuale del 1994 – 5h34′. Dietro, l’atleta Bruna Fanetti | foto Dario Ferro

Programma

Giovedì 11 giugno, ore 21.00 – teatro Unione Alagnese: serata con filmati d’epoca, interviste e presentazioni di libri dedicati allo skyrunning.

Venerdì 12 giugno, ore 7.00 – piazza Grober, Alagna Valsesia: salita di avvicinamento lungo il percorso originale di trent’anni fa.

Sabato 13 giugno – Monte Rosa SkySummit: gara a coppie di 17,5 km con 3.500 metri di dislivello positivo, da Alagna Valsesia (1.192 m) fino alla Capanna Margherita (4.554 m), passando per la Bocchetta delle Pisse, il Rifugio Gnifetti e il Colle del Lys. Il ritorno avviene sullo stesso percorso fino alla stazione della funivia di Indren e non è cronometrato. In caso di maltempo la gara è rinviata a domenica 14 giugno.

Home » Trent’anni fa inventarono lo skyrunning. Ora tornano sul Monte Rosa


RELATED ARTICLES

Most Popular