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I quattro Tor des Géants di Marina Plavan

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Al termine della stagione abbiamo incontrato la piemontese Marina Plavan, facendoci raccontare le sue impressioni sul Tor des Géants e su un’annata che l’ha vista al via di circa cinquanta gare.

Marina Plavan al Pico Event 2017 – ph credit GMario Tiraboschi

Com’è andata la stagione?
«Quest’anno mi sono tolta delle belle soddisfazioni. Alla Transcanaria nella 260 km sono arrivata terza. Terza anche ad Andorra nella 170 km. Ho vinto la prima edizione del Tor des Chateaux. Un bronzo alla Maratona della Valle Intrasca al campionato italiano in coppia con Paolo Costantin. Avrò fatto una cinquantina di gare. Quelle a me congeniali devono superare i 100 chilometri».

Cosa cambia oltre i 100 chilometri?
«Quando le gambe non riescono a dare tutto, entra in azione la testa, soprattutto nelle ultra».

L’appuntamento più importante di quest’anno è stato il Tor des Géants.
«Al Tor è stata dura. Ho preso la neve sul primo colle, mi sono fermata e ho messo i ramponi. Faceva freddo, in alto c’erano otto gradi sotto zero».

Quanti Tor des Géants hai disputato?
«Ne ho fatti quattro di seguito. Nel 2014 sono arrivata quarta, nel 2015 terza, nel 2016 quarta e quest’anno di nuovo terza in 106h29’21”».

Come ti sei alimentata?
«Non prendo barrette, non uso gel perché li trovo troppo difficili da assimilare nelle gare lunghe. Mangio tutto quello che trovo ai rifugi e ai ristori, latte, pasta, minestra che essendo liquida “va giù bene”. Una volta a colazione ho preso il pollo e le patate».

Anche tu hai dormito meno degli altri anni?
«In totale ho dormito due ore e mezza. Una volta un’ora e un’altra volta un’ora e mezza. Non riesco a fare i microsonni. Sì, ho dormito di meno rispetto alle passate edizioni. Perché avevo il problema del freddo e perché ero indietro sulla mia tabella di marcia mentale».

Cosa prevedeva questa tabella di marcia?
«Sogno di impiegare meno di cento ore, ma non ci sono ancora riuscita».

Dove ti alleni di solito?
«Abito vicino a Pinerolo, a 300 metri di altitudine, esco di casa e mi ritrovo in mezzo ai boschi. Spesso vado in Valle d’Aosta».

In quali situazioni di gara ti trovi maggiormente a tuo agio?
«Amo i percorsi tecnici, dove riesco a dare il meglio, e preferisco correre di notte».

Come va nel team Valetudo?
«Ho un ottimo rapporto con il presidente Giorgio Pesenti. L’ho conosciuto nel 2009 quando arrivai terza a un campionato italiano. Sono entrata in squadra e da allora non ho più cambiato divisa».