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Quella del vino: Valtellina Wine Trail 2017

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Ritorno sui passi dello Scott Valtellina Wine Trail, per assaporare nuovamente la bellezza del percorso e il piacere di correre una gara perfettamente coordinata. Ecco com’è andata.

Come promesso, la pioggia è finalmente arrivata. Non è facile uscire a correre quando il primo freddo si insinua fin sotto il giubbetto antivento e quando una pioggia costante e intensa bagna persino le ossa. Ma si fa e non si è mai soli. E durante il mio lento di scarico con due fidati compagni di passi, mentalmente ripercorrevo i densi 21 chilometri della quinta edizione dello Scott Valtellina Wine Trail.

Densi, perché questo percorso si arricchisce di salite, allunghi sui muri a secco delle vigne ricamate sui fianchi della Valle, di un tifo festoso che richiama per le strade bimbi, vecchi e curiosi che si lasciano strappare un sorriso e un “forza!” al passaggio degli atleti, qualunque sia il loro livello. Quest’anno per me è stato un piacevole ritorno al percorso della Mezza, pur conservando la mia indiscussa passione per i 42 km della gara lunga, che continuerò instancabilmente a consigliare per vivere un’esperienza piena, un’immersione totale in questa terra di vino e montagna.

Si parte di buon’ora, per raggiungere il paesino di Chiuro con sufficiente anticipo per: perdersi per le anguste e pietrose viuzze del centro, trovare il campo sportivo dove ritirare il pettorale, il caffè-boost pregara e il riscaldamento. Sembra sempre di avere un mucchio di tempo e invece la tensione brucia i minuti e in men che non si dica, lo speaker richiama tutti alla partenza delle ore 10, in contemporanea per tutte tre le distanze. Ci siamo, è l’ultima gara dopo una lunga stagione di sentieri.

Partenza leggermente modificata rispetto alla mia precedente partecipazione del 2014 e a mio parere migliorata, visti i circa due chilometri di percorso campestre che consentono di stemperare il caos iniziale e trovare il proprio passo, evitando imbottigliamenti. Dal terzo chilometro, si attacca la salita che accorcia il fiato, infiammando le gambe degli atleti e che alza lo sguardo sulla vallata: in fondo la città, in alto solo i polverosi filari in attesa della pioggia. Il primo ristoro si raggiunge facile, dopo un buon tratto di discesa, ma si risale subito lungo le vigne di Ponte in Valtellina, o meglio, dell’Inferno e non si parla solo di vino. Alcuni chilometri pianeggianti lasciano spazio alla gamba o al fiato, per poi perdere nuovamente quota, con alcuni passaggi tecnici, per raggiungere infine la Madonna del Carmine. A questo punto, a separare gli atleti dall’arrivo c’è solo da conquistare la roccaforte di Castello Grumello, poi una vorticosa discesa verso le vie del centro conduce tutti fra le braccia tese dei bambini, in cerca di un bel “5”.

Il percorso è per tutti, senza tecnicità rimarcabili e battendo per lo più strade bianche, alternate a tratti di asfalto e sentieri. Un trail a tutti gli effetti, ma arricchito dalla gente. Non è qui che ci si perde in immense e selvagge vallate, non è qui che si ritrova un contatto profondo con la natura incontaminata. Ma è qui che toccherete con i vostri passi il lavoro costante per ottenere frutti preziosi da una terra difficile, irta e inospitale per le coltivazioni. È qui che riempirete il vostro respiro degli aromi preziosi dei vini, custoditi fra le umide e possenti mura delle antiche cantine. È qui che gli Alpini vi segneranno la via, i bambini vi saluteranno dai balconi ormai spogli di fiori e la banda accoglierà il vostro passaggio, mentre un gatto grasso e curioso vi taglierà la strada, dispettoso.

E poi? E poi c’è l’arrivo. Quel solo attimo che, contro tutto il tempo di gara, rimarrà indelebile. È festa per tutti. Il ricco ristoro, gli abbracci con gli amici ritrovati al traguardo o con chi ha pazientemente atteso. Un village cittadino per scoprire novità e collezioni per la prossima stagione, come nel truck super tecnologico del main sponsor SCOTT, dove provare numeri e taglie, conoscere le caratteristiche dei prodotti, grazie ai super esperti a disposizione degli atleti bisognosi di consigli. Un calendario di eventi speciali gode di questo spazio polifunzionale, ma per il mondo del running bisognerà ora attendere il 2018.

foto organizzazione VWT

Un truck che diviene palco per incoronare i grandi, quelli che la gara la vincono, ma che accoglie anche tutti gli altri. Tutti coloro che non potrebbero mai perdersi quella del vino, come la chiama – ormai da un po’ di tempo – la mia mamma, che sa bene quanto ci sia affezionata.

Sara Taiocchi