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Running Downhill del Resegone: discesisti si nasce o si diventa?

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Discesisti si nasce o si diventa? A cosa serve la coordinazione oculo muscolare? Alcune riflessioni in attesa della Running Downhill Valetudo – Gran Prix Racer prevista a Brumano (Bg) sabato 30 maggio 2015.

Maga Skymarathon 2009 discesa photo credit Pierluigi Palazzi

photo credit Pierluigi Palazzi

La corsa podistica in discesa presenta determinate caratteristiche che il corridore del cielo deve saper integrare per gestire e migliorare le proprie capacità tecniche. In sintesi potremmo dire che il segreto di correre bene in discesa si basa sulle qualità di forza eccentrica ed elastica unite a una sopraffina coordinazione oculo-muscolare che consente di leggere in anticipo la situazione anomala del percorso.

La corsa in discesa è caratterizzata da un tipo di sforzo la cui intensità fisiologica risulta meno rilevante. La frequenza cardiaca diminuisce e il consumo d’ossigeno si abbassa: il tutto mentre il lavoro esaustivo si porta a carico dei muscoli e delle articolazioni delle gambe, principalmente sulla parte anteriore del quadricipite. La velocità di percorrenza e il ritmo di gara vanno altresì tenuti in considerazione poiché non possiedono nessun nesso particolare con le prove in salita o pianura. La velocità massimale raggiungibile in salita o in piano, unita alla tecnica di corsa intrinseca, non sono naturalmente trasferibili su un pendio.

La corsa in discesa non necessita di impulsi potenti, ma di passaggi infinitamente rapidi. Il piede gioca un ruolo preponderante, è quindi necessaria una buona tonicità dell’avampiede e dei fasci plantari, dovendo “resistere” e attutire senza “avere compressioni”, cosa più facile se il passaggio sopra dell’appoggio si effettua il più rapidamente possibile. In caso contrario, il corridore si ritrova in una situazione di bloccaggio, il tempo d’appoggio è più lungo e l’onda d’urto che ne deriva risale fortemente nella parte dorsale della schiena.

In breve, la chiave di tutto sta nell’accorciare la falcata e conseguentemente accelerare la frequenza di appoggio. Questa accelerazione permette di intervenire rapidamente in caso di brusco cambio di direzione, come nel caso in cui bisogna affrontare curve strette e tortuose o evitare pietre e radici. Si attua una sorta di pilotaggio del proprio corpo integrando qualità determinanti quali capacità d’anticipo di un gesto motorio, osservazione, controllo ideomotorio e visuale, equilibrio, destrezza. Il tutto è direttamente correlato ai cosiddetti analizzatori cinestesici, i quali svolgono in questi frangenti un sommario effetto radar.

Dobbiamo pure considerare che la velocità espressa in talune discese può comportare dei rischi di incolumità. Proprio per questo, il 30 maggio, alla Running Downhill Valetudo, i partecipanti, che piomberanno come falchi dalla croce del Resegone al traguardo di Brumano (Valle Imagna) dovranno usare il casco e i guanti. In ogni caso, va considerato che il reale guadagno di efficacia in discesa si ottiene evolvendo e migliorando la propria tecnica, la forza e le condizioni generali di forma.

GiorgioV