Da Dobbiaco (Bolzano) a Cortina (Belluno) per la storia dello sci di fondo: il 3 aprile 1977 la data di nascita della Granfondo Dobbiaco Cortina.
- guarda anche: l’albo d’oro della manifestazione
Quando una manifestazione passa i quarantāanni di storia significa che ha dato molto ed ha ancora molto da dare allo sport, questo il caso della Granfondo Dobbiaco-Cortina, al via sabato e domenica prossimi con la 41.a edizione, un evento āculturaleā oltrechĆ© fondistico, visto il connubio fra due localitĆ di due differenti regioni.
Il vecchio tracciato della ferrovia che collegava Dobbiaco (BZ) a Cortina dāAmpezzo (BL) si ĆØ trasformato nel tempo in un vero e proprio āasseā per il fondo altoatesino e bellunese, con alcuni suggestivi passaggi a rendere la manifestazione senza tempo. Una delle particolaritĆ di questo appuntamento sta appunto nel coinvolgimento di due province, Bolzano e Belluno, ed ĆØ simbolo dei legami storici e geografici fra le due comunitĆ dolomitiche di Dobbiaco e Cortina, attraverso lāaffascinante Valle di Landro ed il passo Cimabanche punto piĆ¹ elevato del tracciato a 1530 metri, dopo la partenza dallāaeroporto militare dobbiachese.
La lunga storia della Granfondo Dobbiaco Cortina nacque il 3 aprile 1977 dopo unāabbondante nevicata. Lāex sciatore olimpico Alfredo āFredyā Dibona si recĆ² a casa di Herbert Santer, attuale presidente del comitato organizzatore, suggerendo: āPerchĆ© non facciamo una gara di fondo?ā Oggi Alfredo non cāĆØ piĆ¹, mentre Herbert Santer ĆØ ancora al timone dellāevento, delegando la gestione operativa alle titolate figlie, Nathalie e Stephanie. Del ālato Cortinaā se ne occuparono invece un gruppo di ragazzi che organizzavano anche tornei di altri sport, quali Luciano Da Pozzo, Giancarlo Ferro in qualitĆ di sponsor ed il Circolo Sportivo Cortina, solo per citarne alcuni. Con la manifestazione, questo gruppo di amici decise anche di ricordare gli scomparsi nella spedizione sullāHuascaran: Raniero Valleferro e Carlo Demenego.
La prima edizione venne organizzata in tempi brevissimi e con un percorso diverso ed accorciato rispetto a quello che conosciamo oggi. Parteciparono 243 concorrenti (oltre 300 gli iscritti) e la vittoria andĆ² ad un (allora) semisconosciuto fondista, il bellunese Maurilio De Zolt. Dalla seconda edizione si decise di portare il traguardo al cospetto del campanile di Cortina, e le partecipazioni abbondarono, tanto che i comuni ritennero opportuno effettuare alcune migliorie al tracciato per garantire un perfetto svolgimento della gara. Questāanno non si arriverĆ al campanile bensƬ alla stazione di Cortina, come si faceva circa un decennio fa, salvaguardando lāaspetto sicurezza e la gestione stradale: āAttraversiamo tre strade, due comunali ed una provinciale, gestendo viabilitĆ alternative, il centro paese ĆØ una zona panoramica, i concorrenti ne attraverseranno una buona parte arrivando dove si affaccia la vecchia ferroviaā, afferma lāassessore allo sport di Cortina Luigi AlverĆ .
La Dobbiaco Cortina ha sempre avuto il sostegno e lāaiuto degli Alpini e di tanta gente comune, ed ha visto āpassareā negli anni personaggi del calibro di Maurilio De Zolt, Maria Canins, Giorgio Vanzetta, Giuseppe Ploner, Manuela Di Centa, Silvano Barco, Bice Vanzetta, Magda Geniun, Gaudenzio Godioz, Faustino Bordiga, Stephanie Santer, Juan JesĆŗs GutiĆ©rrez, Maurizio Pozzi, Renato Pasini, per arrivare alle piĆ¹ recenti edizioni con il fuoriclasse norvegese Tord Asle Gjerdalen, ma cāĆØ chi, piĆ¹ di tutti, ĆØ affezionato alla Dobbiaco-Cortina, si tratta dei quattro mitici āsenatoriā che hanno svolto tutte le 40 edizioni finora disputate: Sergio Bachmann di Cortina, Vittorio DallāO di Piacenza, Giuseppe Floridia di Borca di Cadore e Hansjƶrg Bergmann di Dobbiaco.
Il russo Ilya Chernousov nellāultima prova Ski Classics si ĆØ imposto su cinque norvegesi, e tra Dobbiaco e Cortina a far compagnia al connazionale ci sarĆ anche Sergej Ustiugov, 6 medaglie mondiali e 18 volte sul podio in Coppa del Mondo oltrechĆ© vincitore del Tour de Ski 2017, fuori dai Giochi Olimpici.