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Tadda, vince l’amicizia, mentre si corre sulle sponde dell’Adda al ritmo del più lento

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Tadda trail 1 marzo 2015 fiume Adda photo credit organizzazione (3)

L’alba sul fiume è appena pronunciata, colori nel cielo e gallinelle in acqua, mentre noi corriamo verso il ritrovo. L’auto è appena stata abbandonata nel parcheggio, con un ristoro un po’ posticcio nel baule. I nostri passi sono infreddoliti un po’ come il nostro respiro. Arrivo con leggero ritardo a Paderno d’Adda e come tutti gli anni sono felicemente sorpreso di vedere gli amici che raccolgono il mio invito.

Tadda trail 1 marzo 2015 photo credit organizzazione (1)

Si parte subito, le nostre voci “disturbano” la quiete del bosco. Ci si ferma di tanto in tanto per riprendere fiato e per ricompattarci, perché il ritmo del più lento deve essere il ritmo del gruppo. Nessuna differenza, tra affermati campioni e semplici appassionati, nessuna differenza tra divise tecniche e divise generiche. La corsa e il trail accomunano, l’amicizia fa il resto. Il paesaggio cambia col cambiare anche di chi mi sta attorno, parlare con persone diverse ti dà anche una visione diversa da ciò che ti circonda.

Tadda trail 1 marzo 2015 fiume Adda photo credit organizzazione (2)

Non conto le volte che ho fatto questo percorso, e oggi mi sto divertendo. Il passaggio dietro la diga di Trezzo sull’Adda, qualche lattina di birra che esce dallo zaino, e anche un po’ di grappa non manca. Si riparte, il gruppo è allegro, le persone socializzano, il ristoro è lì a poche centinaia di metri. Si mangia qualcosa e poi il rompete le righe, gli ultimi 10 km a ritmo libero, che tanto l’alzaia è tutta dritta. Io mi riprendo l’auto e vado verso il terzo tempo: ma questa è tutta un’altra storia.

Roberto Beretta
1 marzo 2015