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Sfida per il miglior muro a secco a Terragnolo, vince la Puglia. Una Scuola nazionale che formi nuove figure professionali: accordo firmato

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Il Festival del paesaggio terrazzato a Terragnolo (Tn) apre le porte a un esteso progetto che porterà alla realizzazione di una Scuola nazionale della pietra a secco e di conseguenza alla nascita di una nuova figura professionale. Firmato dagli enti promotori il contratto preliminare. A Sassi e non solo l’attenzione è stata puntata sui sette team europei che si sono sfidati nella costruzione del muro.

Dopo la serata tranquilla di sabato con il concerto degli Apocrifi e gli spettatori seduti su un prato sotto le stelle, Sassi e non solo, il Festival del Paesaggio Terrazzato andato in scena a Terragnolo (Tn), è proseguito la domenica con gli eventi clou. Quando è stato dato il via alla manifestazione, alle ore 9.00 di mattina, l’acqua scendeva a secchiate. «Sembrava il finimondo. Nonostante tutto, rinviata di 60 minuti, la gara dei muri è iniziata. Le squadre si sono dichiarate disposte a lavorare sotto la pioggia pur di competere. Il meteo è proseguito con alcuni scrosci ma è tutto filato liscio, gli eventi programmati sono stati realizzati per intero».

La competizione per la costruzione del muro a cui partecipavano sette squadre, di cui cinque italiane (Trentino Alto Adige, Veneto, Liguria, Lazio, Puglia), una francese su delega dell’Abps Francese (Associazione artigiani della pietra a secco) e una spagnola (con componenti delle comunità autonome della Catalogna e Isole Baleari) prevedeva la realizzazione di un muro a secco delle dimensioni di circa 200 cm in base per 160 cm in altezza. Le sette porzioni di muro erano confinate da massi di scogliera posizionati precedentemente, questo ha consentito alle squadre di lavorare indisturbate fianco a fianco. La valutazione del muro è stata effettuata tenendo conto di sei parametri: l’organizzazione del cantiere, il basamento, il contromuro in profondità, il colpo d’occhio nello scegliere le pietre, la copertina e la forma armonia generale estetica.

Ognuno dei tre giudici (Ermanno Savoi e Giancarlo Manfrini come maestri costruttori e Donatella Murtas come esperta) aveva a disposizione 100 punti da assegnare. Dopo più di 200 voti mediati e sommati ha vinto, con 258 su 300, la Puglia. «I muri costruiti sono tutti di altissima qualità – racconta Massimo Stoffella, presidente di Terragnolo Eventi a capo dell’organizzazione -. Il punteggio assegnato alle squadre varia di appena una trentina di punti. Questo significa che tutte le squadre hanno fatto un ottimo lavoro».

La gara del sasso più bello raccolto sul greto del torrente Leno dai ragazzi è stata vinta da Matilde che ha scelto un sassolino minuscolo e brunito. Altri eventi come la messa in scena e libera interpretazione dei testi del poeta Gino Gerola, la lezione sulle calchere, l’esposizione delle recinzioni tradizionali in legno, la degustazione del grano saraceno tipico di Terragnolo con il fanzelto e gli gnocchi, hanno avuto apprezzamenti e riscontro. I gnocchi di grano saraceno (i sassi di Terragnolo) sono stati preparati rigorosamente a mano e all’istante, nel segno della massima freschezza e con l’inevitabile attesa in fila per gustare tanta prelibatezza.

A gara conclusa, dopo la foto collettiva delle squadre che hanno posato sopra il muro realizzato, ci si è spostati alla Segheria Veneziana. Iva Berasi, direttrice dell’Accademia della Montagna del Trentino, Donatella Murtas coordinatrice dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato sezione Italia, Lorenzo Galletti sindaco di Terragnolo, e tutte le squadre, composte da membri di associazioni che lavorano nel campo della pietra a secco, hanno firmato un preliminare per la costituzione della Scuola italiana di Pietra a secco. Tale Scuola dovrà dotarsi di standard e pratiche comuni per avere come esito la nascita di una nuova figura professionale dedicata alla pietra a secco e quindi anche ai muri a secco.

Il comune di Terragnolo con il suo territorio e l’edificio storico della Segheria Veneziana viene riconosciuto sinora come sede periferica della Scuola trentina e come come una delle sedi della Scuola italiana di Pietra a secco. È il risultato di un lavoro collettivo di tutte le undici associazioni presenti nel comune di Terragnolo (proprio tutte) che hanno presentato questa prima edizione che si era presentata sotto un cielo burrascoso e che in realtà si è chiusa in un crescendo di partecipazione. Già confermata la prossima edizione.