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mercoledì, Dicembre 7, 2022

This is Vertical Race 2022: sfida fra i migliori scalatori italiani sulle montagne orobiche

La stagione non è ancora entrata nel vivo ma a Valgoglio, in alta Val Seriana, i lavori di preparazione alla settima edizione della This Is Vertical Race sono già cominciati. In cabina di regia, Manuel Negroni è alle prese con i primi briefing. La data è fissata, ufficiale è inoltre l’ingresso nel prestigioso circuito italiano Fisky.

this is vertical race valgoglio
Il crinale affilato simbolo della This Is Vertical Race, gara di skyrunning che da oltre un lustro va in scena sulle montagne bergamasche. In questa foto lo sforzo di Fabio Pasini, fondista dell’Esercito. Photo credit Alexposure

Mentre è ancora forte l’entusiasmo per l’esito dell’edizione 2021, che vide in ‘pista’ le migliori giovani leve della disciplina oltre a molti esperti di only-up, Manuel Negroni si prepara a dirigere la prossima This is Vertical Race. Da segnare in calendario sabato 24 settembre 2022, questa la data stabilita dallo staff di Valgoglio in concerto con Fabio Meraldi e la federazione. Un tracciato, quello di Valgoglio, a cui è difficile trovare eguali sulle montagne dello Stivale. Mille metri di dislivello, per soli mille e ottocento metri di sviluppo: bastano queste due semplici nozioni a far comprendere all’istante, agli appassionati del settore, il tipo di gara. Un vertical vertiginoso al cospetto delle prealpi Orobie, «skyrunning puro», come usa definirlo Meraldi. 

Novità di quest’anno è l’inserimento della This is Vertical Race nel circuito Crazy Vertical Italy Cup 2022, che comprende cinque gare di sola salita selezionate con scrupolo dalla Fisky (Federazione italiana di Skyrunning). A Valgoglio la kermesse nazionale farà scalo per la seconda tappa. Sulla sottile cresta erbosa che divide due aree importanti quali Val Sanguigno (scrigno di biodiversità alpina) e zona dei Laghi (particolarmente amata dagli escursionisti lombardi) si prepara dunque l’ennesima sfida a fil di cielo fra veri camosci. Una sfida che assegnerà anche il Trofeo alla memoria di Antonio Morstabilini, alpinista e amico degli organizzatori; uno che quelle tracce disegnate fra erba e bosco le conosceva a menadito: un vero camoscio, pure lui.  

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