martedì, Agosto 16, 2022

Tra le creste e le ripide discese, il Trofeo Longo nel racconto di Marcella IZ

Pubblichiamo il racconto del Trofeo Longo, che è emozione per i primi ma ancor più per gli atleti… “normali”, come li definisce Marcella. Buona lettura!

Ore 00:31 di lunedì ed fra esattamente tre ore e mezza avrò fatto il giro dell’orologio per una domenica ricca di splendide emozioni dal nome “TROFEO LONGO”…. e come sempre le cose non cominciano la domenica stessa che si corre, ma sono piccoli progetti che “covi” dentro già da tempo, fino a farli diventare una realtà.

Mi aveva parlato del Trofeo Longo il Capitano (che novità!!!), descrivendola come una gara d’altri tempi, fedele a una lunga tradizione, con un percorso molto tecnico e impegnativo dove si cimentavano i più forti skyrunner. Una gara da correre in coppia, dove a un certo punto della gara i concorrenti avrebbero dovuto affrontare una parte del percorso con una corda, praticamente legati l’uno all’altro… e come può una gara così non stuzzicare la mia curiosità??

Ecco allora che la settimana scorsa Beppe mi propone di farla. Quale occasione migliore, mi dico, per scaricare un po dell’energia rimasta per una gara incompiuta la settimana prima (TDS), potrò far un po’ “pace” con la “delusione” provata per mesi di preparazione non culminati con un traguardo tanto atteso… è la gara che fa per me, accetto!!! Beppe mi descrive il percorso, cerca di farmi capire le difficoltà, m’invia la foto di quella che sarà una delle creste d’attraversare, provo a immaginare, ma la realtà vissuta durante la gara supera di gran lunga la mia immaginazione.

Partiamo da Carona alle 8:00 del mattino, siamo 25 coppie, tutti atleti fortissimi tranne pochissime persone come noi che definisco “normali” per semplicità. Sin dall’arrivo in paese si respira un aria diversa rispetto alle altre gare, si scherza e si ride con gli organizzatori che fanno trapelare immediatamente il loro “amore” per questa gara che rinnovano ogni anno, ci tengono al suo successo e sono felici che noi siamo lì, perché siamo noi che daremo vita a questa manifestazione splendida, resa ancora più bella da una giornata di sole fantastica. Meno tre… due… uno e la voce di uno degli organizzatori abbassando la fettuccia davanti a tutti gli atleti quasi tutti in prima fila (siamo pochi) ci dà il via.

Pronti partenza e i top spariscono subito all’orizzonte e restiamo io Beppe e quelli per così dire “normali” che cominciano la lunga ascesa verso il passo velina a circa 1400 m di dislivello. Come al solito i primi km sono una rincorsa a cercare di raggiungere il mio socio che di partire tranquillo non ne vuol sapere, ormai ci sono abituata, lo faccio scatenare e poi finalmente con passo regolare si sale su… ben 11 km per arrivare in cima, passando dalle prime creste, direi facili confrontandole con quelle affrontate successivamente.

Una volta raggiunto il passo inizia la prima discesa ripidissima in mezzo a pietroni rotti, quantificare le cadute fatte è impossibile, si scivolava e ci si rialzava per poi scivolare subito dopo. Finisco la prima discesa che quasi non mi reggo sulle gambe, un pezzo leggermente corribile e inizia la salita verso l’Aga. Siamo in riserva di acqua, ci fermiamo a riempire una borraccia ma comunque poca per due e per il caldo che faceva. Troviamo sul percorso un ruscello d’acqua, felicissima, vista la sete riempiamo la borraccia ma è poca per la salita che ci aspetta, fortunatamente le persone ai vari punti di controllo, oltre ad incitare tutti noi concorrenti per nome ci assiste con le bottigliette d’acqua a loro disposizione.

Ci si lega e inizia la parte più dura della salita, si sentono in lontananza le voci degli organizzatori in cima, ci siamo, siamo vicini e in effetti dopo poco si arriva e via con il primo tratto di cresta del monte Aga. Avevo provato ad immaginarle… la mia immaginazione non aveva però fatto centro, molto molto di più, l’avevo sognate come un percorso stretto ma regolare e invece era un percorso tutto frastagliato e irregolare, si procedeva fissando bene i piedi e attaccandosi alla montagna con le mani, e la montagna quasi sembrava proteggerti… e così passo dopo passo, con l’adrenalina alle stelle, ma sempre sotto controllo, si arriva all’altro punto di controllo dove gli organizzatori ci offrono un ottima aranciata, un toccasana dopo le energie sia fisiche che mentali sprecate. Oltre agli organizzatori ci attende, finalmente fermi con i piedi ben saldi, a un panorama da mozzare il fiato, ci sembrava di essere i padroni del mondo, un’emozione bellissima che ti ripagava delle fatiche fatte e da fare. Poco il tempo per soffermarsi, anche se non basterebbero le ore riprendiamo la nostra gara affrontando la seconda discesa, più difficile della prima, inoltre la famosa corda di cui il capitano mi aveva parlato, per aiutarci a scendere, guarda caso non c’era, avevano deciso di eliminarla, da esperienze passate avevano visto che risultava più pericolosa per chi ne faceva cattivo uso.

Bene anche questa parte è dura, arriverà, mi chiedo, una parte dove finalmente potremo rilassarci e correre tranquilli?? NO… più andavamo avanti e più la gara diventava difficile e tecnica e in effetti dopo la discesa e una piccolissima parte più semplice si risale e si affronta la parte a mio avviso più difficile, un lungo tratto di creste, tecniche, che sembravano infinite con una successiva discesa ripida ed erbosa, dove scivolare era molto facile. Maledico più volte le mie gambe corte… se solo avessi avuto qualche centimetro in più arrivavo all’appoggio che avevo scelto per scendere e invece dovevo inventarmene sempre un altro… :-(. Beh alla fine si scende e via ultimo tratto corribile per arrivare al traguardo, rifugio Longo, applauditi dalle persone che erano lì e dagli organizzatori, anche questa, io e il capitano, dopo 5 ore e dieci minuti, la portiamo a termine, un traguardo veramente difficile ma bello e che soddisfazione esserci riusciti!!!

Un traguardo, un’altra gara… ma la montagna e molto altro in più, con le emozioni, tante, che regala, si ci sente vivi, la montagna regala serenità, tranquillità… ti fa dimenticare tutto, senti di fare parte di qualcosa d’immenso, fa anche paura, ma la paura è lì sempre sotto controllo… la montagna è vita!!!!!

Grazie a un’ottima organizzazione che mantiene viva una bellissima gara, grazie alla gentilezza di tutti e alla loro semplicità, poche ore in cui ti senti parte di qualcosa di “grande”… arrivederci al prossimo anno!!!!

Marcella

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