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Il Trail Camp di Eros Grazioli al Curò: un nuovo approccio, scientifico e consapevole, verso la corsa in montagna

Proprio in queste ore il team si sta avviando verso il rifugio Curò. Una ventina i partecipanti: provengono da tutta la Lombardia. E la salita da Valbondione al lago del Barbellino coinciderà con il primo allenamento del weekend. Coach Eros Grazioli, che in tutta Italia organizza Trail Camp specifici per i corridori, ha portato l’iniziativa in provincia di Bergamo. Fino a domenica il team alloggerà presso l’Ostello al Curò. L’evento di Grazioli è confezionato in collaborazione con il negozio Kappaemme Sport, Salomon ed Ethic Sport. 

Orobie Ultra Trail

Graziana Pè – foto credits Orobie Ultra Trail ©

Il Trail Camp di Eros Grazioli al Curò: un nuovo approccio, scientifico e consapevole, verso la corsa in montagna. Requisiti? Coraggio di mettersi in crisi e desiderio di migliorare.

Bergamo, venerdì 16 giugno – Un workshop specifico per la montagna, un coach e due campioni a disposizione per tre giorni, location vista lago a 1895 metri di altitudine: dal 16 al 18 giugno il preparatore atletico Eros Grazioli terrà un Trail Camp presso l’Ostello al Curò nel comune di Valbondione (Bg). Affiancheranno Grazioli alcuni atleti da lui allenati, fra cui il trentino Simone Wegher e la bresciana Graziana Pè, noti campioni di trail running.

Il programma prevede, pagando una quota di 250 euro a testa, il ritrovo a Valbondione alle ore 18.00 di venerdì 16 giugno, la salita al Curò (#allenamento1), la cena al rifugio, la tavola rotonda “filosofia del Trail Camp” con allenatore e atleti a confronto. Il secondo giorno colazione alle ore 8.00 e poi tutti su un circuito appositamente disegnato per comprendere e sperimentare la tecnica di corsa in salita e in discesa (#allenamento2). Dopo pranzo il briefing “integrazione e alimentazione” tenuto da Gianluca Ogliari di Ethic Sport. Il gruppo poi si riunirà per una corsa lenta e rigenerante (#allenamento3). Cena e a seguire serata dedicata al tema del “mental training: le strategie di concentrazione e motivazione”. La giornata conclusiva si apre con un lungo (#allenamento4), il pranzo e infine la chiusura dei lavori con la consegna dei gadget forniti da Kappaemme Sport, Salomon ed Ethic Sport.

A chi è rivolto il Trail Camp? A tutti. Chiunque può decidere di partecipare a questo tipo di iniziative. Eros Grazioli non è solo l’allenatore dei campioni. È un esperto che cerca di diffondere la cultura sportiva e il metodo scientifico nel mondo delle discipline outdoor. Ecco quindi che il Trail Camp apre le porte della conoscenza agli appassionati di montagna («un’iniziativa utile ai campioni, a chi corre da tempo, ma anche – e soprattutto – a chi ama fare escursioni di almeno due o tre ore»). Perché la parola d’ordine è voglia di migliorare.

Un posto particolarmente adatto alle persone curiose, dotate di volontà e di coraggio nel mettersi in crisi. «Così facendo si esplorano i propri limiti e si fanno passi in avanti». La presenza di due atleti di alto livello (Pè e Wegher) aggiunge valore all’incontro. «Nelle mie spiegazioni do spazio agli aspetti teorici, mentre loro sono legati alla praticità. Raccontano ciò che vivono sulla propria pelle: le gare, gli infortuni. Miei aiutanti durante l’intero evento, staranno vicino a tutti. Se è vero che il Camp è aperto a chiunque, noi dobbiamo essere pronti a formare anche le persone meno preparate, a seguirle negli allenamenti quando i ritmi e le distanze da percorrere saranno differenti per ogni gruppo».

“Filosofia del Trail Camp” è il nome della prima tavola rotonda. Qual è questa filosofia? «Spesso si crede che nel trail running il fattore più importante per avere buoni risultati sia la quantità. Niente di più sbagliato: i successi sono frutto della dedizione, e le performance di Graziana e Christian lo dimostrano. Vogliamo informare, far sì che cultura e scienza entrino con più forza nel mondo del trail running. Questo è il nostro approccio, ciò che forniamo ai partecipanti, che a loro volta ci restituiscono cultura e conoscenza: li ascoltiamo e cerchiamo di imparare dalle loro esperienze».

E.B.