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Georg Piazza e Melissa Paganelli vincono la Vesuvio Ultramarathon

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Terza edizione della Vesuvio Ultramarathon a Ottaviano (NA). Il maltempo non è riuscito a ostacolare la riuscita della corsa che ha visto la firma dell’altoatesino Georg Piazza & della bergamasca Melissa Paganelli. [classifica in fondo all’articolo]

Vesuvio Ultramarathon

Eppure la paura alla vigilia era tanta, soprattutto quando alle 2.00 della notte ha iniziato a piovere in maniera decisa ed ininterrotta fino alle prime ore del mattino. Gli organizzatori hanno deciso di spostare avanti di un’ora la partenza delle gare e la scelta si è rivelata indovinata. Alle 9.00 ha smesso di piovere e la gara ha potuto svolgersi regolarmente.

C’era grande attesa per la prova più lunga, di 49 km per 3.000 metri e alla fine lo spettacolo non è mancato. Sin dalle prime battute a prendere l’iniziativa sono stati due specialisti italiani delle ultra off-road, l’altoatesino Georg Piazza e il valdostano Franco Collé, poi quest’ultimo è stato costretto a rallentare per problemi di stomaco. Ma non ha voluto mollare ed è arrivato ugualmente al traguardo, seppur oltre i primi 10.

Georg Piazza ha continuato a ritmo altissimo, senza più essere insidiato dagli avversari chiudendo in 5h10’51”. Alle sue spalle la gloria locale Carmine Amendola (team Amalfi Coast Sport & More) che ha chiuso a distanza di 13’02”. Terzo a 13’46” lo spagnolo Javier Ordieres Torre, specialista delle ultra distanze che mancava dall’Italia dal 2014, davanti all’ex vincitore del Tor des Geants Oliviero Bosatelli (Erock Team) a 16’34”. Nella top ten Domenico Giosi, Andreas Nawratil, Alessio Giancola, Mirko Fioretti, Enrico Ranallo e Nevio Cornaro.

In campo femminile successo per la bergamasca Melissa Paganelli (Erock Team), 21esima assoluta. 6h33’24” il suo tempo. A farle compagnia sul podio Silvia Serafini (team Tornado – 6h54’58”) e Tamara Ferrante (Atletica Ceccano – 6h55’32”).

Quasi 500 i partecipanti alla gara; la riuscita della manifestazione non sarebbe potuta avvenire senza l’aiuto dei 250 volontari. Il percorso toccava la cima del vulcano partenopeo ed era interamente disegnato all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio.

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