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La Villacidro Skyrace incorona Luca Del Pero e Paola Gelpi

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Et voilà, a toccare il cielo della Sardegna con un dito sono stati i lombardi Luca Del Pero e Paola Gelpi. I due portacolori del team Falchi Lecco/Scarpa e del team La Sportiva hanno vinto la quarta edizione della Villacidro Skyrace, sfida senza esclusione di acido lattico (21 km di distanza spalmati su 1900 metri di dislivello) coincisa con la prima delle otto tappe del circuito di Coppa Italia di Skyrunning Fisky, che ai nastri partenza ha visto molti tra i migliori atleti del panorama tricolore.

villacidro skyrace paola gelpi

ph paolo melis

Il 23enne brianzolo Luca Del Pero, dopo aver condotto l’intera gara in solitaria, ha fermato le lancette dell’orologio su 2h06’30”, precedendo sul podio (rigorosamente con mascherina sul viso) Lorenzo Rota Martir (Hoka Rookie Team – 2h08’48”) e l’esperto Franco Collé (Hoka Rookie Team – 2h10’57”). Nella top ten Gianluca Ghiano, Luca Arrigoni, Luca Carrara, Alessandro Riva, Roberto Gheduzzi, Davide Sanna e Roberto Usai.

La Laspo girl Paola Gelpi, comasca di Lezzeno, ha tagliato il traguardo di via Dessì (quartier generale della manifestazione) con il finish time di 2h39’16” (undicesima assoluta). Alle sue spalle è giunta Giuditta Turini (team Karpos – 2h41’15”). A completare il podio Martina Bilora (La Sportiva – 2h41’28”). Quarto posto per la vincitrice 2019 Stephanie Jimenez, partita con il pettorale 1 in qualità di madrina della Villacidro Skyrace. Fra le migliori dieci di giornata rientrano Daniela Rota, Francesca Rusconi (la quale, in testa per circa metà gara, è stata superata da Paola Gelpi sulla terza salita), Ginevra Cusseau, Cecilia Pedroni e Pina Deiana.  

Sono stati circa 250 i partecipanti alla manifestazione promossa dal Team Margiani guidato dall’infaticabile Paolo Curridori (Margiani è anche il nome della montagna simbolo della manifestazione), e che passando per la cima Coppi della punta Santu Miali (a quota 1062 metri) hanno sgambettato tra i suggestivi saliscendi comprensivi di passaggi tra creste, pietraie e paesaggi boschivi (identica ambientazione del romanzo “Paese d’ombre” di Giuseppe Dessì, indimenticato vincitore del Premio Strega).

Menzione obbligatoria per super Man Lino Cianciotto, atleta disabile che già aveva fatto parlare di sé ai tempi del Tor de Géants: tra i finisher, e con un crono di tutto rispetto, ci è arrivato nonostante da anni corra con una protesi al posto dell’arto destro. Prima, e dopo la gara (con Trofeo della montagna dedicato alla memoria di Vittoriano Tradori) è stato ricordato anche un altro villacidrese doc quale Massimo Murgia, amico della prima ora dell’evento, prematuramente scomparso due mesi or sono. Insieme a vincitori e vinti (dalla fatica), in una mattinata assistita da un meteo decisamente invidiabile, a trionfare è stato il forte senso di comunità e di ospitalità dell’intera cittadina sarda, capace di mettere in scena un’edizione fisiologicamente più complessa a causa dalle rigide disposizioni in materia sanitaria.

Nel giorno della Liberazione, sulla bandiera tricolore, a dare nell’occhio è stato soprattutto il verde, pardon “Green”: nel ricco pacco gara elargito dalla “Vsr21” grazie al contributo dei tanti sponsor-amici (su tutti La Sportiva, azienda leader trentina leader mondiale nella produzione di abbigliamento tecnico e scarpe outdoor) in abbinamento a prodotti locali e biologici c’era una borraccia termica: il più classico degli assist per evitare l’utilizzo della plastica e rendere la mattinata a impatto zero sul fronte ambientale. A naso, l’edizione appena chiusa ha rappresentato anche un bel riscaldamento verso il futuro. L’evento di Villacidro (da anni punto di riferimento per gli sport di endurance) intende continuare a crescere verso l’elité internazionale, abbinando rigorosamente sport e turismo.