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Yassine Rachik, 22 titoli italiani ma ancora niente cittadinanza

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photo credit Colombo/FIDAL

photo credit: Giancarlo Colombo/FIDAL

Yassine Rachik, classe ’93, promessa dell’atletica italiana anche se di origini marocchine, vive da 10 anni in Italia, a Castelli Calepio. La sua lotta per ottenere la cittadinanza italiana è ancora in corso. Ma questo non è abbastanza per fermare questo giovane atleta che dà sempre il meglio di sé, regalando alla sua famiglia soddisfazioni e medaglie di alto livello. Ad oggi ha vinto 22 titoli italiani. Tornato da poco dal Marocco, dove si è recato per visitare i parenti in occasione delle vacanze natalizie, Yassine ci racconta un po’ della sua vita.

Non hai ancora ottenuto la cittadinanza italiana?
Purtroppo non ancora; fra un mese devo ripresentare la domanda, e speriamo che stavolta vada bene.

Partecipi alle gare in Italia ma spesso anche all’estero, per quale motivo?
Purtroppo, è brutto da dire, in Italia ci sono pochissime gare a livello internazionale, quindi mi tocca andare all’estero.

Se ce ne fossero di più vi parteciperesti, invece di andare in trasferta?
Ovviamente sì. Se ci fossero. Lo spostamento all’estero comporta un viaggio di circa quattro giorni, che spesso risulta stancante.

Com’è nata la tua passione per la corsa?
Iniziò tutto in terza media, alle gare scolastiche. Arrivarono i primi risultati e qualche titolo, le soddisfazioni e la voglia di continuare. La Capriolese fu la prima società di cui, nel 2008, feci parte solo per un anno; successivamente entrai nell’Atletica Bergamo ’59; poi andai alla Hyppodrom Pontoglio, fino a stabilirmi, dal 2010, nell’Atletica Cento Torri Pavia.

Cos’hai nel mirino quest’anno?
Riuscire a correre ai campionati europei under 23 che si terranno a Tallinn a luglio.

Come ti stai preparando per gli Europei?
Per il momento la mia preparazione comprende un po’ di tutto, in questo periodo invernale vado dalla pista ai cross. Mi preparo sul lungo in modo da poter correre anche su una corta senza troppi problemi.

Hai altri programmi prima degli Europei?
Ho un’influenza che purtroppo si sta trascinando da un po’, ma se riesco a guarire in tempo vorrei partecipare ai campionati italiani indoor a febbraio. Punto ai 1500 e ai 3000. Almeno lì non prendo freddo (sdrammatizza, ndr)! E poi i campionati italiani di cross e la Stramilano a marzo.

Come si conciliano allenamenti e Ramadan?
Sotto il Ramadan continuo la preparazione. Corro di sera, dalle 21.30 in avanti. Per fare una doppietta di allenamento mi allenavo alle 21.30 di sera e successivamente alle 3 del mattino. Certo, non è facile. Ma i risultati li ho avuti comunque, vincendo un paio di gare importanti.

Hai un allenatore che ti segue per quanto riguarda allenamenti e alimentazione?
Il mio allenatore è Alberto Colli, direttore tecnico dell’Atletica Cento Torri Pavia. Discutiamo e scegliamo insieme le gare. Per quanto riguarda l’alimentazione non seguo nessuna indicazione o dieta particolare.

Sempre in viaggio, Yassine è già pronto a rifare la sua valigia. Prima di lasciarlo, però, ci facciamo dire i suoi migliori tempi, che parlano da soli:
1500 metri in 3:41.12
5000 metri in 13:37.88
10000 in 28:50.45
Maratonina in 1h03:18

M.E.Ro

(photo credit: Giancarlo Colombo/FIDAL)