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Baldaccini, finale di stagione ok e intanto il corso di laurea in fisioterapia

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Il bergamasco di San Giovanni Bianco tesserato nel Gs Orobie Brooks si appresta ad affrontare l’ultimo anno della laurea triennale in fisioterapia, e contemporaneamente si dedica alla corsa in montagna senza risparmiarsi… Europeo, Mondiale, Coppa del Mondo, appuntamenti a cui Alex Baldaccini si è fatto trovare pronto, nel mezzo di una stagione partita storta e proseguita in crescendo, fino (in ordine di tempo) alla medaglia di bronzo ottenuta domenica alla Chiavenna Lagunc dove si è confrontato con un cast stellare. Risultati voluti e conquistati a suon di sacrifici.

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Terzo tempo di Alex Baldaccini al Km verticale Chiavenna Lagunc – ph. sportdimontagna.com

Ciao Alex, in Slovenia il record della Smarna Gora International Race rimane tuo. Lo hai siglato nel 2012, mentre quest’anno sei arrivato secondo. Cos’ha di speciale quel tracciato?
È un tracciato che mi piace molto, uno dei miei preferiti. Ci sono due salite inframezzate da una discesa, la prima dura poco meno di 20 minuti e, dopo una prima parte veloce, presenta un tratto abbastanza tecnico con sassi e radici. La discesa è tutta su sentiero, con parecchie curve e cambi di pendenza, mentre la seconda salita è più corribile. Insomma, è una vera corsa in montagna, percorsi che purtroppo si vedono sempre meno frequentemente.

Ti ha preceduto l’ugandese Fred Musobo
Dopo una partenza stranamente lenta, Musobo ha preso la testa della gara ed è riuscito a scollinare sulla prima salita con una quindicina di secondi di margine su di me e Simpson, secondi che sono bastati per rimanere fuori dalla nostra visuale nella successiva discesa e per tenerci a distanza di sicurezza. Nell’ascesa finale ho tentato il tutto per tutto, staccando l’inglese ed avvicinandomi molto al primo, per un attimo ho pensato di potercela fare, ma non è bastato. Certo che un po’ di rammarico rimane sempre quando si arriva a così poco dalla vittoria, ma non posso che essere felice e soddisfatto delle sensazioni provate. D’altra parte non bisogna dimenticare che l’amico ugandese ha vinto i mondiali solo una ventina di giorni fa…

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Smarna Gora 2015

Tante soddisfazioni nel 2015, quale la più importante?
Sicuramente la medaglia di bronzo agli Europei. Penso che se l’aspettassero in pochi per via dell’infortunio di inizio stagione e per i risultati altalenanti dell’anno scorso. Io stesso non sapevo esattamente cosa aspettarmi, i dubbi sono sempre tanti in questi casi, ma nell’ultimo mese prima della gara sono riuscito ad allenarmi bene e in fondo alla mia mente ci credevo.

Il bilancio della stagione, anche se non è ancora finita?
Una stagione iniziata male nei primi mesi, poi invece da maggio in avanti è stato un continuo crescendo, col primo picco di forma in occasione degli europei appunto, poi la vittoria al Memorial Stellina e l’oro a squadre ai mondiali in Galles, ed il secondo picco che sto vivendo in queste settimane. Peccato solo non essere riuscito a conquistare il campionato italiano, ma ci riproverò.

Studente di fisioterapia all’università degli studi dell’Insubria di Varese, come fai a conciliare allenamenti ad alto livello e studio?
Sto iniziando in questi giorni il terzo ed ultimo anno del corso di studi universitario. Conciliare le due cose è molto difficile, anche per questo l’anno scorso ho sofferto tanto nel trovare la giusta continuità. Da quest’anno però sono riuscito ad organizzarmi meglio, programmare tutto e sfruttare al massimo il poco tempo disponibile. Purtroppo il sistema universitario italiano è incompatibile con lo sport di alto livello e se un atleta vuole emergere è costretto a fare tutto da sé. Peccato, basterebbe veramente poco per migliorare la situazione in modo significativo.

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Europeo 2015

Come diluisci tutti gli impegni in una giornata?
Dipende, le giornate sono tutte diverse, bisogna aver sempre vestiti e scarpe in macchina pronti nel caso ci sia qualche ora buca, correre in pausa pranzo, al mattino presto o la sera tardi, una luce frontale sempre a disposizione e soprattutto avere un programma di allenamento molto flessibile, cosa che ormai gestisco bene da anni con mio papà/allenatore. Certo non è la situazione ideale per allenarsi al meglio, ma vedendo i risultati che ottengono certi atleti cosiddetti “professionisti”, forse è meglio avere altro a cui pensare durante la giornata e non prendersi troppo sul serio. Poi penso anche che le difficoltà incontrate e superate in allenamento rendano più pronti a superare crisi e imprevisti che possono capitare in gara, come fosse un allenamento per la forza di volontà, caratteristica che contraddistingue un po’ tutti noi “montanari”, e che probabilmente ci permette di farci ancora rispettare in ambito internazionale.

Quali impegni hai segnato sul calendario nelle prossime settimane?
Giro di Pettinengo, Trofeo Vanoni e, probabilmente, l’esordio nel mondo del trail l’8 novembre con il Valsusa Trail, bellissima gara organizzata dal mio amico Gabriele Abate, per chiudere la stagione.

En.Ba.