fbpx
giovedì, Settembre 29, 2022

Esce il film di Christian Labhart su Giovanni Segantini, pittore anarchico ed emarginato

Esce in sala il film doc del regista svizzero Christian Labhart dedicato a Giovanni Segantini, grande maestro di origini trentine scomparso alla fine dell’Ottocento. Il documentario, distribuito da Lab 80, ricostruisce la sua vita e la sua passione per la pittura attraverso immagini, testi e diari originali. Il risultato è un ritratto prezioso e appassionante di una delle figure più carismatiche della pittura europea di fine Ottocento: pittore, ma anche anarchico ed emarginato. Qui la locandina.

sein_segantini_18
Giovanni Segantini

Esce in sala il film doc del regista svizzero Christian Labhart dedicato a Giovanni Segantini, grande maestro di origini trentine scomparso alla fine dell’Ottocento. Giovanni Segantini – magia della luce è nei cinema da giovedì 6 ottobre, distribuito da Lab 80 film: dedicato alla figura dell’artista, ricostruisce la sua vita e la sua passione per la pittura attraverso immagini, testi e diari originali. Il risultato è un ritratto prezioso e appassionante di una delle figure più carismatiche della pittura europea di fine Ottocento: pittore, ma anche anarchico ed emarginato. Giovanni Segantini, nato ad Arco in provincia di Trento nel 1858, ha trascorso una vita intensa e tormentata, che lo ha portato a cercare e ricreare nei suoi quadri la vertigine dell’altitudine, la tensione vitale della vita a contatto con la natura, la luce unica delle alte quote. E proprio in montagna Segantini morì, durante la sua attività.

Giovanni Segantini
Giovanni Segantini

Christian Labhart racconta la difficile infanzia e adolescenza del maestro, i processi e le crisi interiori da lui affrontate come artista, esplora i rapporti contraddittori con l’amore materno e l’erotismo. Disegna un percorso teso ad indagare la personalità di un artista unico, attraverso le sue stesse parole, le celebri opere e le immagini dei luoghi della sua vita, tra il Trentino, la Lombardia e la Svizzera. La figura di Segantini riemerge da lettere e diari: nella versione tedesca i  testi sono affidati alla voce di Bruno Ganz, nella versione italiana a quella dell’attore ticinese Teco Celio, premiato per la sua carriera al Festival di Locarno 2015.

Giovanni Segantini
Giovanni Segantini

«Perché Segantini? Amo i suoi quadri, sono commosso dalla malinconia silenziosa di un mondo semplice, quasi addormentato – spiega il regista, Christian Labhart -: pecore, montagne, pastori, la vita quotidiana, i lutti. Cerca una spiritualità universale attraverso la natura, gli animali e gli esseri umani. Per i suoi quadri sceglie i temi fondamentali della vita: la madre, l’amore, l’eros, la sconfitta, la natura, la morte. Da anni studio Segantini. Ho visitato i luoghi dove ha vissuto e costruito le sue tele a cielo aperto. Ho letto quasi tutto ciò che è stato scritto su di lui. Poi ho scoperto i suoi scritti autobiografici e le lettere. La riflessione su questi testi mi ha avvicinato ancora di più al suo sentire. Mi sono aperto a nuove modalità cinematografiche, mi sono liberato dalla necessità dell’interpretazione forzata, ho deciso di lasciar parlare il protagonista: i suoi scritti illuminano al meglio la sua profonda personalità».

«Distruggete tutte le accademie, che rovinano tanti talenti! Solo i capolavori di artisti che vanno oltre i banali dettami della moda non vacillano, poiché questi hanno sempre saputo creare opere che nessuna moda potrà mai distruggere. Gli uni lavorano per l’arte, gli altri sono artigiani e creano per i soldi». Dai diari di Giovanni Segantini.

IN SALA da giovedì 6 ottobre 2016: GIOVANNI SEGANTINI – MAGIA DELLA LUCE. Un film di Christian Labhart (Svizzera 2015, 82’)
TRAILER

ARTICOLI CORRELATI

Most Popular