Banner alto

Banner alto

Fabio Bazzana: binomio bici e corsa, ma il vero obiettivo è sulla neve

condividi su:

Lasciatosi alle spalle la fascite plantare che lo ha costretto ad un lungo stop, il camoscio di Cene Fabio Bazzana è tornato a mettere il pettorale, riallacciando le scarpe da running (brand La Sportiva). L’esordio autunnale è avvenuto alla prima edizione della This Is Vertical Race che si è disputata a Valgoglio (Bg) domenica 25 ottobre.

Fabio_Bazzana_2015_MontagnaNei mesi scorsi non aveva abbandonato l’ambiente delle competizioni, però aveva cambiato disciplina, riavvicinandosi al suo primo sport, il ciclismo, che gli ha permesso (e gli permette) di allenarsi senza compromettere il piede infortunato. «È sempre emozionante tornare alle gare – racconta Fabio Bazzana che a Valgoglio si è piazzato in seconda posizione preceduto solo dal trentino Patrick Facchini -, per ora mi devo limitare alle vertical, non posso nemmeno allenarmi a piedi, per correre è ancora presto. La fascite è guarita ma la zona del piede rimane debole e lesa, non va caricata. Conto di riprendermi del tutto nel mese di maggio, a quel punto il tessuto dovrebbe essersi rigenerato».

Condizionato dall’infortunio, il 2015 è stato un anno portatore di cambiamenti e novità. «Sono molto contento del risultato ottenuto a Valgoglio. Non me lo aspettavo; non potendo correre, temevo che questo esordio si rivelasse un disastro… E invece è andata bene. In seguito all’infortunio ho riscoperto la bici, la mia visione dell’attività sportiva è cambiata, il mondo degli sport è così vario che ho riscoperto il piacere di provare un po’ di tutto, quello che conta è allenarsi con costanza e far girare il motore».

Fabio_Bazzana_2015_ciclismo_photo_Remo_MaffeisBici e corsa, un binomio che sta funzionando. Con la corsa a piedi riparte da qui, da questa prima edizione della This Is Vertical Race, indossando i nuovi colori di Karpos – La Sportiva. «Gli organizzatori sono stati bravi, hanno allestito un evento semplice, valido e curato in ogni dettaglio. Gli amici runner mi hanno fatto festa rivedendomi al via con il pettorale, e non sono mancate le battute sul fatto che la mia assenza sia dovuta all’aver trovato la fidanzata. La gara è stata davvero tosta, ci si trova ad affrontare un muro che si ribella ai tentativi di scalarlo. Un chilometro verticale sempre dritto, il naso tocca il terreno. Impossibile farlo senza racchette. Non avevo mai provato nulla di simile».

Proverà forse altre gare verticali, Bazzana, ma la sua priorità, adesso, è un’altra: lo scialpinismo. «Mi dedicherò totalmente allo skialp da qui fino a maggio. Voglio dare il massimo e capire dove posso arrivare. Mentre aspetto la neve, posso cimentarmi in qualche vertical». E quando la neve si scioglierà, cosa farai? «Vorrei disputare gare brevi e di salita, senza più concentrami sulle skyrace e sulle lunghe distanze».

En.Ba.