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Francesco Agostini: la corsa è una tradizione di famiglia

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La corsa è scritta nel suo Dna. Una consuetudine di famiglia che lui sta coltivando e portando avanti a grandi livelli. Francesco Agostini viene da Losine, in Valle Camonica, ha 23 anni e da ormai una decina d’anni vive a ritmo di corsa. Uno sport che ha iniziato a praticare quando era in prima superiore. «Prima giocavo a calcio – ricorda Francesco -, andavo solo qualche volta a correre o in bici con i miei, dato che corsa e ciclismo sono sempre state passioni di famiglia. Poi cominciando le superiori ho abbandonato il calcio e iniziato a correre».

Francesco Agostini

foto copyright Ledro Running

L’esordio non poteva che essere nell’Atletica Valle Camonica, una società la cui fondazione è legata al nonno di Francesco, Innocente Agostini, diplomato Isef, professore e allenatore. E così sulle sue orme, su quelle di papà Marco Agostini (dapprima atleta in pista su distanze corte poi passato alla corsa in montagna nel gruppo sportivo della Forestale e in nazionale) e mamma Cristina Scolari (atleta di corsa in montagna, diverse volte in nazionale, un sesto posto ai campionati europei di corsa in montagna), Francesco si appassiona sin da subito ad uno sport che gli porterà risultati importanti.

«Da cadetto, il primo anno che correvo, ho ottenuto il minimo per gli italiani su pista nei 2.000 metri e nei 1.000 metri, ho corso i 2.000 e non ero andato malissimo. Nella categoria allievi, al secondo anno, ricordo un secondo posto ai campionati italiani su siepi: avevo fatto 6’06” ai 2.000 siepi». In questa specialità Francesco continua anche negli anni seguenti. «Da junior ho ottenuto un terzo posto agli italiani nei 3.000 siepi. Sono entrato nella nazionale di corsa in montagna e sono arrivato settimo al campionato europeo di sola salita in Portogallo». 

Dietro i risultati c’è un amore sbocciato a prima vista. «Mi sono appassionato subito – racconta-. Era stata una mia scelta abbandonare il calcio e dedicarmi alla corsa. Forse la tradizione di famiglia ha influito ma non mi ha costretto nessuno, ho scelto io».

Francesco Agostini Stralivigno

foto copyright Newspower

Da promessa Francesco passa all’Atletica Casone Noceto, la società per cui corre ancora oggi. «Ho tralasciato la montagna per specializzarmi su strada e pista, oltre alle campestri d’inverno. Con la squadra mi sto trovando benissimo, questo è il mio terzo anno e due anni fa abbiamo ottenuto anche il titolo italiano come società, grazie alla somma dei risultati dei campionati italiani di mezza, 10 km, 10.000 e campestre». I risultati più importanti per Francesco sono arrivati ai campionati italiani di mezza maratona, con un terzo e un secondo posto ottenuti rispettivamente tre e due anni fa. Le sue specialità ora sono proprio la mezza (dove ha un best di 1h e 5’) e i 10.000 metri (30’06”), con lo sguardo puntato anche sul mezzo fondo prolungato.

Dietro i risultati c’è un lavoro quotidiano. «Quando avevo cominciato mi allenavo quattro o cinque volte a settimana, ora tutti i giorni e spesso riesco anche a doppiare. Mi alleno vicino a casa, tranne d’estate quando faccio un mesetto tra Livigno e Saint Moritz».

foto copyright Ledro Running

Sulla sua storia, come per tutti gli atleti, lo scorso anno si è abbattuta la mazzata della pandemia. Francesco ammette che è stato (e in parte è tuttora) un colpo non facile da affrontare. «L’anno scorso ho fatto una gara in tutto l’anno – sorride amareggiato -. Per come sono fatto io, è una gran fatica dover restare fermo. Ho corso sul tapis-roulant, ho cercato di tenermi comunque allenato pur non avendo obiettivi precisi. Non facevo come di solito dei lavori specifici per le gare ma correvo solo per divertirmi e tenermi in forma». A pesare sulla programmazione dell’allenamento è soprattutto l’incertezza degli impegni. «Ancora adesso non è facile, hai un obiettivo e viene cancellato, oppure con poco preavviso cambiano gli impegni».

Ma alcuni appuntamenti fissi, per fortuna, ci sono. Ai campionati regionali di cross, disputati domenica 7 febbraio a Reggio Emilia, Agostini si è classificato al terzo posto, dietro i compagni di squadra Italo Quazzola e Nfamara Njie. E ora fari puntati sul campionato italiano. Francesco ci sarà. Con in testa l’obiettivo di continuare a migliorare i tempi di cross, 10 mila e mezza maratona. E nel cuore anche qualche sogno. «Mi ispira provare la maratona. Poi come forse per tutti gli atleti, il sogno sarebbe l’Olimpiade. So che è difficilissimo, ma non si sa mai…». Un sorriso che sa di determinazione. Quella che serve per trasformare i sogni in traguardi da tagliare con il sudore dell’allenamento di ogni giorno.

Francesco Ferrari
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