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venerdì, Giugno 21, 2024

Honolulu Marathon: un oceano di 31 mila runner

Cosa abbia spinto 31.000 runner a iscriversi a questa maratona delle Hawaii, disputata domenica 11 dicembre, è un’oceanica domanda pacifica. Probabilmente l’interesse turistico della trasferta a stelle e strisce. Honolulu, per chi ama i sogni che fanno palpitare il cuore, è ai primi posti della classifica dei luoghi esotici da visitare.

Hawaii

Le Hawaii regalano emozioni forti: natura incontaminata dai mille colori piccanti e fastosità mai volgare. Usciti dai centri urbani l’oceano Pacifico offre a qualsiasi ora spiagge libere da vincolo di proprietà privata, fruibili da tutti e in particolare dagli appassionati delle tavole a vela. Nei punti urbanizzati la pomposità è all’ordine del giorno: enormi alberghi serviti da supermarket, dalla concezione moderna ma in sintonia con l’ambiente naturale che li circonda. Qui fanno bella mostra i marchi italiani di grido.

Quando abbiamo scelto quest’avventura nell’oceano Pacifico non potevamo intuire le difficoltà di una trasferta di quasi 20 ore di aereo transitando da San Francisco via Los Angeles, con un fuso orario da assorbire di mezza giornata e un clima tropicale da assoggettare. Al momento del ritiro del pettorale si è notato subito che alle Hawaii l’ordine e la perfezione di gestire le operazione della marathon erano di alto livello professionale. Per rendere la corsa più fresca la partenza in Honolulu è stata sparata alle ore 05.00, assai in anticipo rispetto all’albeggiare, quindi sveglia nel cuore della notte alle ore 02,00.

Mentre si muovevano i primi passi della nostra gara, sul lungomare di Honolulu è scoppiato un putiferio con un grande spettacolo pirotecnico. Il fragore ci ha scosso provocando una carica di adrenalina per affrontare decisi e concentrati gli oltre 42 km del tracciato. La prima parte della gara scorreva nel cuore della città di Honolulu poi si è preso la via del mare. Qui le difficoltà di tenuta mentale degli atleti si sono ampliate, non tanto per i saliscendi della sede stradale ma per la vista dei primi atleti di colore che come siluri erano di ritorno dal giro di boa.

Hawaii Honolulu Marathon italiani

Il cuore del percorso presentava la strada divisa in due sezioni per permettere agevolmente l’andata e il ritorno di tutti i maratoneti senza disagio di percorrenza. Chi correva questa maratona con un’andatura di tipo amatoriale ha avuto tutto il tempo di ammirare gli atleti top runner, vi assicuro che non erano affaticati, il passo era di tipo felino, potente ma allo stesso modo ultra leggero, gli appoggi dei piedi facevano pensare che corressero non su asfalto ma su tappeto di velluto.

Oltrepassata questa lunga parte della maratona al 38 km ecco un salitone infinito di due chilometri. Finita l’ascesa un comodo discesone ha portato gli atleti sul traguardo andando così a indossare medaglia e collana. Per la gioia di noi finisher, dei nostri pazienti accompagnatori e del capo gruppo Mario. Al ristoro finale squisiti bomboloni fritti e delle enormi banane profumate.

Per la cronaca ha trionfato con il nuovo tempo record della competizione Lawrence Kherono Kenia in 2h09’37, argento per un altro maratoneta del Kenia, Wilson Khebet 2h10’49”, bronzo per un altro africano, l’etiope Deribe Robi 2h13’39”. Primo degli italiani al 18° posto l’emiliano Gian Luca Borghesi in 2h36’07”. Per la Valetudo Skyrunning Italia Racer 50° over 60 Giorgio Pesenti. Nella maratona rosa successo per l’atleta del Kenia Kosgei Brigid, time 2h31’10”, seconda l’americana Scherf Lindsey in 2h34’04”, terza l’etiope Buzunesc Deba in 2h35’33”.

Giorgio Pesenti Valetudo finisher Honolulu Marathon

110 e lode la trasferta alle Hawaii: la fatica del viaggio si è azzerata alla vista delle sfumature dell’azzurro del mare e del cielo. Resteranno per sempre nel mio campo visivo l’albeggiare e i tramonti sul mare, i multicolori sfumati delle orchidee, il clima temperato nella fase invernale, la gentilezza e la serenità dei volti delle persone delle isole che compongono le Hawaii, e perché no le super car in giro per il centro di Honolulu e infine, per la gioia del palato, il gelato all’ananas.

Giorgio Pesenti
presidente Valetudo Skyrunning Italia

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