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Prima inciampa e cade, poi vince la Metro Group Marathon Düsseldorf

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Annie Bersagel cade nelle prime fasi della corsa, ma si riprende in fretta per difendere il suo titolo alla Metro Group Marathon Duesseldorf. Successo al maschile di Marius Ionescu.

Ostern 2015

Marius Ionescu ph Norbert Wilhelmi

L’americana Annie Bersagel, classe 1983, originaria del Colorado, dimostra grande determinazione nel continuare e segnare il personal best di 2h28’29”. In buone condizione meteo, il rumeno Marius Ionescu, classe 1984, vince la gara maschile con 2h13’19”. Considerando tutti gli eventi paralleli alla maratona, un totale di 18.000 runner hanno partecipato alla Metro Group Marathon Duesseldorf. Per ragioni economiche c’era solo un piccolo contingente di élite nella corsa di domenica, ma nonostante questo, gli organizzatori sono fiduciosi che l’anno prossimo la situazione sarà decisamente migliore.

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Annie Bersagel ph Norbert Wilhelmi

Anna Bersagel alla ricerca del suo personal best, fatto l’anno scorso proprio a Duesseldorf con 2h28’59”, inizia la sua corsa contro il cronometro con una caduta: intorno al km 10 la campionessa uscente è inciampata a terra dopo un contatto accidentale con un’atleta che la seguiva, ma la trentaduenne si rialza in fretta e continua nonostante i graffi sulla schiena e i lividi. Guidata dai pacemakers a metà gara segna 1h13’40”, 20 secondi in meno di quanto programmato. A quel punto non c’erano rivali importanti nella corsa, con la brasiliana Sirlene De Sousa Pinho decisamente indietro, staccata di quasi cinque minuti dopo 8 km e poi ritiratasi al 13 km in preda ai crampi

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Marius Ionescu ph Norbert Wilhelmi

Annie Bersagel continua a spingere, passando il km 25 in 1h27’18” e poi il km 30 in 1h44’48”. A quel punto il tempo previsto per il finale era intorno ai 2h27’30” e l’americana rallenta gli ultimi 7 km dopo l’uscita di scena dei pacemakers. Annie Bersagel è comunque riuscita a migliorare il suo pb di 30 secondi. “Sono molto felice di aver fatto il mio personal best dopo la caduta, che è stata un po’ uno shock. Ma i pacemakers hanno fatto un lavoro incredibile oggi, devo ringraziarli”, ha dichiarato Anni, un’atleta semi-professionista con un lavoro full time a Oslo come consulente finanziaria. “Vorrei riuscire a passare part time questa estate per preparare i trial americani per l’Olimpiade, il prossimo febbraio a Los Angeles”. L’Olimpiade di Rio è il suo sogno e con il coraggio dimostrato domenica sicuramente potrebbe essere una sorpresa nei trials. Seconda Fabienne Gehlen dal Lussemburgo, con 2h55’26” mentre chiude il podio femminile la tedesca Sophie Salzwedel in 3h00’53”.

La corsa maschile è stata molto più incerta. Guidati dai pacemakers, un gruppo di 4 atleti – Marius Ionescu, il belga Abdelhadi El Hachimi, il sudafricano Sibusiso Nzima e il tedesco Pollmächer – segnano a metà gara 65’52”. Mentre Pollmächer si ritira per un problema al piede dopo 26 km, Ionescu e El Hachimi continuano insieme fino al 30 km (1h34’00”). Durante i 5 km successivi Ionescu allunga fino a costruire la vittoria con 2h13’19”, migliorando il suo personal best di 14 secondi. Lo segue Abdelhadi El Hachimi con 2h13’46”, mentre terzo arriva Marcin Blazinski, in 2h16’08”.

Cesare Monetti