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lunedì, Aprile 22, 2024

Salomon City Trail Milano: il reportage dentro la corsa, una stagione lunghissima e la preparazione alle mud run

Il Salomon City Trail di Milano ha permesso a oltre 2000 concorrenti di correre in posti insoliti, dal Monte Stella al Parco CityLife, affrontando l’inedita sfida della scalata alla Torre Allianz (557 gradini e 20 piani). Dall’Arena Gianni Brena, domenica 20 settembre, hanno preso il via due diverse competizioni. La non competitiva FAST (13 km) e la versione competitiva HARD (23,5 km e 500 m d+). Montagna Express è entrata in mezzo al gruppo ad ascoltare le impressioni dei partecipanti.

Sara Taiocchi – Atletica Valle Brembana
IL REPORTAGE DENTRO LA CORSA
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«Sono appassionata di montagna ma Milano è una città che mi piace» esordisce Sara Taiocchi, runner e reporter. «Il Salomon City Trail è un altro modo per conoscere la metropoli, nei suoi scorci ipermoderni e nei parchi, ambienti a cui noi che abitiamo nei paesi di montagna non siamo abituati. L’organizzazione secondo me è stata impeccabile, c’erano ristori abbondanti, ho trovato persino gli integratori in gel. Puntuali nella logistica, nel servizio di ritiro delle sacche, nella consegna del pacco gara, pur con un numero così alto di iscritti.
Ho partecipato al Salomon City Trail Milano per il piacere di correre e per realizzare un reportage sul tipo di calzature scelte dai concorrenti per affrontare un percorso come questo. L’obiettivo era capire se i nuovi modelli di scarpe, indicati sia per l’asfalto che per la corsa outdoor, abbiano già preso piede». Munita di una GoPro ha fotografato i tratti di percorso ritenuti più interessanti per la sua analisi che ha poi pubblicato sul portale MountainEvo. «Sono partita con tranquillità, stavo bene e mi sono divertita correndo senza orologi: non ero qui per controllare il cronometro».

Gianluca Pagnoncelli – Runners Bergamo
IN UNA STAGIONE FITTA DI GARE IL CITY TRAIL È UNA TAPPA INTERMEDIA
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Della truppa dei Runners Bergamo presente al Salomon City Trail Milano fa parte Gianluca Pagnoncelli. Bergamasco di Bottanuco, Pagnoncelli è tesserato nel team sin dalle origini: «Avevo sentito parlare dell’Asd Runners Bergamo tramite amici, io facevo le maratone e cercavo una squadra. Mi sono iscritto e da allora non ho più cambiato maglia. Mi alleno con altri amici RB della zona dell’Isola bergamasca e siamo un bel gruppo!». Ha già disputato oltre 30 gare dall’inizio del 2015, variando fra diecimila, mezze maratone e maratone. Ha inaugurato la stagione con la Mezza sul Brembo (ma c’è da considerare che a San Silvestro era al via della Maratona di Calderara di Reno, chiusa in 2h58’40”). E non ha intenzione di fermarsi. «Da anni sentivo commenti positivi sul Salomon City Trail Milano – spiega -, finalmente mi sono deciso a partecipare».
Pagnoncelli ha appena tagliato il traguardo della gara HARD, quella di 23,5 km, classificandosi 44esimo assoluto e quarto nella categoria SM50. «Una manifestazione ben organizzata, giornata bellissima e un sole che splende. Particolare il passaggio dalla Torre Allianz, con i ristori sia in cima che all’entrata. Avevo previsto di fare molta più fatica e invece sono stato bene. Ho trovato molti runner lungo la scalinata del grattacielo, mi è capitato di superarne, ma non si sono verificati intasamenti. Nel tragitto abbiamo incontrato musicisti con strumenti di ogni genere. Gli automobilisti non si sono arrabbiati eccessivamente per i rallentamenti o le strade chiuse. Sono contento di questa esperienza che, a caldo, posso dire mi piacerebbe ripetere l’anno prossimo».
Lo lasciamo rifiatare. Deve andare a cambiarsi e cercare i suoi amici RB: qualcuno è già arrivato, altri devono ancora fare il loro ingresso in Arena.

Alice Balicco – Fò di Pe
IL SALOMON CITY TRAIL TRA UNA MUD RUN E UNA SPARTAN RACE
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«In genere partecipo alle spartan race e alle mud run, ma anche alle mezze maratone, e il Salomon City Trail mi è servito soprattutto come allenamento». Alice Balicco, di Bergamo, corre con la divisa del gruppo sportivo Fò di Pe, e ha conosciuto Milano da studentessa universitaria. «È andata bene, originale il percorso della FAST, ho visto posti carini e inaspettati, come la Montagnetta di San Siro. Ho apprezzato i musicisti, mi hanno emozionato le cornamuse. Non ho mai beccato traffico, il tracciato era quasi interamente chiuso alle auto. In altre corse milanesi, oltrepassato il decimo chilometro, ci si trova nel bel mezzo degli ingorghi. Al City Trail, invece, non abbiamo attraversato strade intasate dai veicoli; questo è sicuramente un punto a favore della gara odierna».
Hai riscontrato degli aspetti da migliorare? «Il percorso in certi punti è stretto, sulle scalinate si è creato qualche imbuto. Ma se non si hanno ambizioni cronometriche i tappi non sono un problema». Alice corre a prendere la metro per tornare a casa. «La mia domenica non è terminata – sorride ancora piena di energia – ora vado a Stabello di Zogno alla Festa della Polenta Taragna».

En.Ba.

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