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Resterà solo un ricordo l’International Skyrace Valmalenco Valposchiavo

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Nessuna speranza, nessuna illusione: la gara delle gare, all’ombra del Pizzo Scalino e del Massiccio del Bernina, non ha futuro.

skyrace_2010_Valmalenco_Valposchiavo_photo_credit_organizzazioneIn molti c’avevano sperato. In molti avrebbero voluto che quell’addio fosse solo un arrivederci. Invece, il comitato organizzatore della mitica kermesse italo svizzera, disegnata sui sentieri dei contrabbandieri che univano la Valmalenco alla Valposchiavo, ha fugato ogni illusione. «Dopo infiniti tentativi di trovare una guida al gruppo di lavoro composto dai volontari della Sportiva Palù di Poschiavo e della Sportiva Lanzada è stato vano – ha commentato il numero uno del sodalizio elvetico Pietro Fioletti -. Ci abbiamo creduto, ci abbiamo provato, ma senza la persona giusta al timone, ogni speranza di tornare a essere una della sky top a livello mondiale sarebbe stata vana. Come se non bastasse, il non facile momento finanziario e la perdita dell’importante contributo da parte del Cantone dei Grigioni non ci ha certo aiutato».

skyrace_2010_Valmalenco_Valposchiavo_01_photo_credit_organizzazioneDi qui la sofferta decisione di alzare bandiera bianca: «Dispiace. Dispiace moltissimo, ma quando raggiungi determinati livelli non puoi accontentarti di proporre un evento come tanti. O continui a mantenere standard qualitativi elevanti, o ti fermi. Per anni la nostra gara è stata fiore all’occhiello del circuito di World Series. Qui sono passati i più grandi campioni.
Sui nostri sentieri è nata una stella di caratura mondiale come Kilian Jornet. Da noi è nato il mito di Ricardo Mejia. Sui 30 km che uniscono Lanzada a Poschiavo, passando per il Gpm di Passo Campagneda, si sono viste performance strepitose come quella di Marco De Gasperi nel 2007 con quel record -2h32’03”- che nessuno è più riuscito a battere. O quello al femminile della britannica Angela Mudge che chiuse i 31 km di gara con 3600 m di dislivello totale in 3h10’18”».

Ora quindi è ufficiale, quello strepitoso itinerario fatto di panorami mozzafiato all’ombra del Pizzo Scalino e del Massiccio del Bernina resterà solo un ricordo nella memoria di quei fortunati skyrunner che potranno dire: “io l’ho corsa”. «Meglio avere un bel ricordo di una gara strepitosa, che portare avanti un evento non all’altezza delle aspettative nostre e dei concorrenti – ha concluso Fioletti -. Da parte del comitato organizzatore non mi resta che ringraziare i nostri storici main sponsor Repower e Raiffeisen Banca Valposchiavo, gli enti pubblici svizzeri – italiani e tutte quelle aziende che sin dalla prima edizione hanno creduto nella bontà di quest’evento. Grazie agli atleti che ci hanno sempre onorato della loro presenza e ai numerosi volontari che con il loro impegno e la loro passione hanno reso la International SkyRace Valmalenco – Valposchiavo una della gare più belle al mondo».