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Tahary alla SLR: “Ho resistito grazie a Silvio Bosio. Sogno il Running Time Project”

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L’alfiere del Gav Vertova ha concluso la Sarnico Lovere Run in sesta posizione assoluta. 

Raphael Tahary (il primo a dx)

Raphael Tahary (il primo a dx)

«Sapevo di non poter tenere il passo dei keniani – racconta Raphael Tahary – e così ho gestito la distanza con un po’ di esperienza. Ho improvvisato la gara preparandola in tre settimane, perciò non posso che ritenermi soddisfatto del risultato ottenuto, primo degli italiani».

L’imprevisto delle gallerie buie: «Ho fatto fatica in quei tratti. L’oscurità era completa. Le auto e le moto, presenti per tentare di illuminare la via, intasavano il tunnel con i gas di scarico. Non si riusciva a respirare bene e al km 10 ero già in affanno. Superato il km 20 non avevo più energie».

Silvio Bosio, allenatore del Gavvino, ha cercato di sostenerlo. «Grazie al suo incoraggiamento sono rimasto lucido, mantenendo la sesta posizione fino a Lovere». Bosio, per Tahary, è più di un maestro. Un secondo papà e un grande amico, insostituibile. «Non lo cambierei per nessuno! Se un giorno dovessi diventare allenatore, spero di essere come lui. Un ottimista».

Chiuso il capitolo Sarnico Lovere Run, Tahary ha intenzione di cimentarsi in gare veloci. «Mi sto allenando con un gruppo di giovani del quale fa parte l’azzurro Nadir Cavagna. Mi preparo con lui in pista e vorrei capire se sono ancora competitivo su distanze come i 3000, i 5000 e i 1500».

La corsa, il nuovo negozio e nel cassetto qualcos’altro: «In provincia di Bergamo – riflette il 27enne che gestisce il negozio Running Time di Dalmine (Bg) – ci sono tanti talenti sprecati. Si disperdono, non avendo un punto di riferimento per effettuare in compagnia gli allenamenti e ricevere consigli. Il mio sogno nel cassetto – conclude – è creare un team chiamato Running Time Project, dove riunire tanti ragazzi promettenti. Gli allenamenti di gruppo permettono un aiuto reciproco, uno scambio di pareri. Fanno crescere l’atleta».

En.Ba.