Banner alto

Banner alto

Francesca Canepa, regina della 100 Miles of Istria: “La gara è solo un percorso: conta il modo in cui lo vivi”

Condividi su:

L’albo d’oro della 100 Miles of Istria vede comparire per la terza volta nelle pagine femminili il nome di Francesca Canepa. L’ultratrailer valdostana ha siglato anche il nuovo record sul percorso croato.

Francesca Canepa ph credit Renato Jorioz (3)

Prima gara dell’anno sul circuito Ultra Trail World Tour e subito una vittoria, soddisfatta?
«Questa volta è andato tutto secondo il piano che mi ero prefissata, ed è una delle rarissime volte in cui è successo. Sono molto felice».

Arrivi dalla montagna per correre sul mare, il clima è un problema?
«Fino all’inizio della notte, diciamo intorno al km 50, tutto è stato perfetto. Poi sembrerebbe strano ma ho sofferto un po’ il freddo su alcuni tratti più esposti al vento. Durante la giornata di sabato invece, immancabilmente, ho patito il caldo come al solito. Il caldo è uno dei fattori ambientali che riesce a darmi più problemi, non solo qui, ma in generale».

Emozioni e sensazioni su una gara così lunga?
«Sul fronte emozionale prima della partenza, come sempre, le sensazioni prevalenti erano sonno, stanchezza, malessere diffuso. Tutto però è svanito allo sparo, quando ho cominciato a sentire le gambe leggere, il cuore rilassato e lo spirito fiducioso. Dopo un paio di chilometri ho preso il comando e da lì tutto è stato bellissimo, proprio perché fisicamente ero a posto e il cervello è rimasto sul pezzo».

E nel dopo gara?
«Mi sono stupita di non provare stanchezza né alcun tipo di dolore. Significa che ho fatto tutto bene, in gara ma soprattutto prima. Significa che il corpo sta bene ed è pronto per questo tipo di prove».

Ne hai tratto qualche insegnamento?
«Credo che questo stato di benessere mi abbia permesso anche di scoprire che se mi concentro sul mio corpo e un po’ anche sul paesaggio, le cose funzionano meglio. E che alla fine la gara è effettivamente un percorso e quello che conta è il modo in cui lo vivi, che poi concorre a determinare il risultato finale. Se uno riesce a godersi il viaggio è abbastanza probabile che poi possa anche trovarsi soddisfatto di ciò che ne esce fuori in termini cronometrici».

Tre anni e tre vittorie, c’è un segreto nel feeling con la 100 Miles of Istria?
«Meraviglioso è il tifo in Croazia. In ogni angolo trovavo qualcuno con una parola gentile o pronto a farmi un video o una foto, è favoloso. Sentirsi così accolti e apprezzati da tutto un popolo fa un’enorme differenza nel modo di affrontare un percorso così lungo. Sapevo che se avessi mai avuto un problema qualsiasi avrei trovato qualcuno pronto ad aiutarmi, non mi sono mai sentita sola. Grazie a tutto questo insieme di fattori positivi mi sono resa conto che quando si corrono le 100 miglia ciò che realmente importa è apprezzare il privilegio di correre così a lungo, scoprendo luoghi ed emozioni».

Renato Jorioz